MSSP - Beginings

 

 

 

Articolo 16

del testamento del Marchese Vincenzo Bugeja

 

Notario Achille Micallef

il 18 Settembre 1890

 

Io Vencenzo Bugeja lego ai figli nascituri dal suddetto mio nipote Giuseppe Bugeja ed ai figli nascituri dai figli nati ed a quelli che alla mia morte saranno nati dal suddetto mio nipote Carlo Bugeja i titoli pubblici formanti il capitale di lere sterline centomilaf indicati nell' annessa nota segnato colla lettera D, la quale dovra' essere considerata per tutti gli effetti di legge formar parte integrale del presente testamento.

 

Sottopongo il presente legato alle leggi e condizioni e condizioni seguenti:

 

1)  che i detti titoli pubblici debbono lasciarsi impiegati e depositati come e dove se troveranno al tempo di mia morte.

 

2)  Che i loro interessi debbono ogni tre mesi essere impiegati negli stessi titoli fino al conseguimento del legato.

 

3)  Che i detti interessi a moltiplico debbono aunetare il legato a pro dei legatarii.

 

4)  Che nessuno dei legatarii possa conseguire il legato, che quando avra' compito e se avra' compito gli anni 25 di eta'; e se essendo maschio avra' conseguito la laurea dottoale ed essendo femmina avra avuto una deucazione come e' disposto nel numero secondo dell'articolo 11.

 

5)  Che fino al conseguimento il detto legato e detti titoli pubblici siano amministrati dal Comitatio di direzione del Conservatorio Vincenso Bugeja separatamente da altri beni del Conservatorio stesso oppure da uno o piu' membri di quel comitato e dal medesimo eletti ogni biennio.

 

6)  Che se possibile i totoli indicati nell detta Nota D e quelli che saranno acquistati come sopra e' detto coi loro interessi siano fino al conseguimento del legato iscritti a nome del Conservatoria Vincenzo Bugeja; nei rispettivi tesori indicati nella nota D.

 

7)  Che ciascuno dei legatarii verificate respetto a se le condizioni indicate nel No 4 di questo articolo avra diritto a conseguire la poszione del legato a lui spettante.

 

8)  Che il detto legato debba fra collegatarii che vi avranno diritto venire diviso in modo che i maschi partecipino di una porzione e le femmine di una mezza porzione di guisa che le porzioni dei maschi siano il doppio delle porzini delle femmine.

 

9)  Che se delle persone chiamate al consegimento del presente legato non nascera' che una sola essa verificate le condizioni scritte nel No4 non potra' conseguire essendo maschio che la terza parte del legato ed essendo femmina la sesta parte.  Il disporto di questo numero avra' luogo se dalle persone chiamate al conseguimento di questo legato una sola vi avra' diritto la qualsiasi causa.

 

10) Che fatto  luogo al conseguimento del legato gli amministratori pro tempore di esso legato dovranno dare ordini ai tesori o alle Banche ove fossero impiegati i titoli pubblici suddetti di consegnare la respettiva porzione al legatorio.

 

11) Gli amministratori di questo legato in compenso dei loro incommodi e per la durata della amministrazione assegno l' annua somma di lire sterline venti.

 

Articolo 16 bis.

In difetto delle persone chiamate al conseguimento del legato ordinato dall'articolo precedente come pure per caso che qualunque di esse fosse incapace di ricevere o ripudiasse il legato o non vi avesse diritto per non essersi verificata la condizione sotto cui e' chiamata come pure per caso preveduto nel No9 dello stesso articolo precedente il Conservatorio Vincenzo Bugeja mio erede univerasle e per esso il suddetto Comitato di Direzione dovra' fare le opere seguenti:-

 

Prelevera' fianchi 500,000 da essere iscritti a  nome del Conservatorio Vincenzo Bugeja, ramo farmacia nel registro del Tesoro di Francia in Consolidati Francesi.

 

Gli interessi della detta somma cosi' iscritti serviranno per il mantenimento di una farmacia avente per iscopo la distribuzione gratuita di medicinali a gente povera di questa isola.

 

La farmacia sara' diretta da una guinta composta di cinque membri da essere nominati uno dal capo del Governo, uno da Mons. Vescovo di Malta, uno dalla Camera di Commercio e due dal Comitato di Direzione.

 

La spesa per il mantenimento di detta farmacia non dovra' eccedere gli interessi della somma da essere come sopra si desse impiegata in detto tesoro di Francia.

 

31a      Il suddetto comitato di drezione dal Conservatorio terra' un libro intitolato Capitale Farmacia Vincenzo Bugeja ove verra registrato tutto l'introito ed esito attinente a detta Farmacia.

 

Se non lo avra' fatto io stesso la giunta suddetta col consenso di detto Comitato di Direzione stabilira' il luogo in cui la detta farmacia dovra' essere aperta e fare' regolamenti per il buon andamento di esse.

 

Il detto Comitati di Direzione prelevera' altri franchi 750,000 dai quali spendera' non piu' di franchi 200,000 nella fabbrucazione di un edificio da essere chiamato casa correzzionale Vincenzo nella quale saranno ricevute le infrascritte persone.

 

La somma residuale dei detti franchi 750,000 sara' iscritta nel tesoro di Francia nei consolidati Francesi a nome del Conservatoria Vincenzo Bugeia - ramo scuola Correzzionale  -  Gli interessi della detta somma residuale serviranno per il mantenimento, l'istruzione e l'educazione dei giovani delinquenti minori di anni 18, dopo espinta la pena dei fanciulli che avessero commesso qualce delitto e che non fossero per ragioni di eta' punibile e di fanciulli vagabondi e trascurati dai genitori finche' gli uni e gli altri saranno messi in grado e sara' loro reuscito de procurare una occupazione nella vita avile vonfacente alla loro condizione.

 

Se e finche' la forza del legato lo permettera' cogli interessi della detta somma residuale di franchi 750,000 si dovra' inoltre assistere qualunque liberato che fosse stato condannato adurra pena effettiva per un tempo maggiore di sei mesi e che mostrasse buona condotta e reale disposizione al lavoro fino a tanto che non gli sara' riuscito trovare una occupazione confacente alla sua condizione, rendendogli anche facile l'emigrazione.

 

All'informazioni prima di accordare sovvenzionei, di usare, nello spendere denaro, la maggiore enconomia.

 

Questo stabilimento sara' diretto da una Giunta composta di cinque membri da essere nominati:  Uno dal Capodi Governo, uno da Monsignor Vescovo di Malta, uno dalla Comitato di Direzione del Conservatorio Vincenzo Bugeja.

 

Le opere per mantenere queto stabilimento non dovranno superare gli interessi ricavati dalla somma suddetta.

 

Il suddetto Comitato di Direzione del Conservatorio Vincenzo Bugeja' avra' un libro intitolato 'Casa correzionale Vincenzo Bugeja' ove saranno notati sia gli introiti che gli esiti che fara' la datta Giunta.

 

Il Comitato suddetto prelevera' altre lire sei mila (ś6,000) per la erezione di quattor fontane pubbliche, da esser contruite in Valletta e nella Floriana su un sito da essere indicato dal Governo di questa Isola, a carico del quale dovra' essere in ogni futuro tempo la manutenzione in buono stato delle dette fontane.

 

Una inscrizione, fatta in parte cospicera di ogni fontana ricordera' il lascito.  Per il caso di non accettazione per parte du questo Governo delle condizioni suddette il Comitato spedira' le dette ś6,000 al Municipio di Palermo, per far eseguire in quella citta due o piu' fontane piu' lussose coll' obbligo delle inscrizioni suddette.

 

Lo stesso Comitato versera' lui dieci mila ś10,000) al Governo di queste Isole coll'obbligo di impiegarle nell' abbassamento della salita 'Crocifisso' - una inscrizione sulla parte indichera' il lascito.

 

Il Comitati di direzione versera' inoltre al Governo di queste Isole lire quattro mila (ś4,000) ad oggetto di rendere piu' comoda e corragabile la salita di Marsamuscetto.  Una Lapida sulla porta indichera' il lascito.

 

Se questo Governo non vorra' accettare i lasciti le ś10,000 di che nel No 5, passeranno al Municipoi di Catanio, e le ś4,000 de  nel No 6, passeranno al Municipio do Messina, coll'obbligo all'uno e all'altro di fare irefere nella rispettiva atto' una e piu' fontane pubbliche e fa su ciascuna con apposita inscirzione, ricordare il lascito.

 

Se il Governo avra' gia' a spese proprie eseguito alcune dell'opere summenzione, cessera' nel Comitato suddetto l'obbligazione di eseguirle, e la somma per esser destinata apparterra' al mio erede universale, per esserne i frutti versati nei sussidi alimentari, di che nel No5 dell'articlolo 29 quinque di questo testimento.

 

(7) Il suddetto Comitati di Direzione prelevera' lire ś80,000, colle quali dovra' in primo luogo, far costsuire in un sito conveniente un Ospedale capace di ricoverare non piu' di 150 convalascenti, licenziati dall' ospedale Governativo.  Dovra' inoltre impiegare la residua somma delle dette ś80,000 dopo prelevate le opere de construzioni, nel Tesoro di Francia, in Consolidati Francesi a nome del Conservatorio Vincenzo Bugeia "Ramo Ospedale pei Convalescenti"  i frutti della quale serviranno pel manternimento im perpetuo del dello Ospedale.

 

La direzione dell'Ospedale apparterra' alla Giunta che protempore amministrera' l'attuale Sammaritan Fund, ad essa dovra' il Comitato suddetto versare alla scadenza gli interessi della somma da essere come sopra impiegata.

 

Tale Giunta dovra' essere anche consultare intorno al luogo ed al modo di costruzione dell'Ospedale.  La Giunta dara' annualmente conto al Comitato della sua gestione il quale dovra' essere pubblicato.

 

Se non esistera' il Samaritan Fund, oppure non esistera' la Giunta amministrativa di esso, l'amministazione del detto Ospedale apparterra' ad uno ginta da essere nominata come quella indicata nel 41 1 di questo aritcolo, e cogli stessi poteri.

 

Se non vi saranno sufficineti messi per fare tutte le opere su menzionate, se ne faremo solamente alcune, nell'ordine in vui tali opere sono menionate in questo articolo.

 

8  La somma residual dalle dette ś100,000 lire e loro interessi, dopo prelevate tutto le somme ed esiguite tutte le opere indicate nei precedenti numeri di questo articolo, andra' in vantaggio dell'Opera della Propagazione della Fede.

 

 

 


 

May 30th 1908

 

7  Dear Father Innocent,

 

I have not forgotten the promise that I made to you a fortnight ago when you were good enough to pay a visit here accompanied by Mr. Agius, to put my views upon paper with regare to the proposal of His Grace the Archbishop of Malta to promote in some way the work of the Foreign Missions in His Grace' Diocese.  Let me in the first place repeat what I then said, namely that I am delighted beyond measure to hear of  this proposal of His Grace and I am delighted beyond mensure to hear of this proposal of His Grace and I shall pray that something practical may be the ultimate outcome of the matter.  France, Spain, Italy, Germany and even poor heretical England are all sending forth their Sons into the Foreign Mission Fields of the Church  ------  Why should not Malta also take her place in that glorious work? It may be said, Malta is too small  ------  but Malta is Catholic  -------  Vocations are prolific to the Priesthood ------ and we may be quite certain of theis, that if teh Apostolic Missionary Spirit can be enkindled in the island, she will be the means of bringing salvation to innumerable Souls now "sitting in the shadow of death" - and her self-dacrifice in giving her sons to the glorious work, will bring upon the island innumerable blessings from Almighty God. 

 

To come to the proctival point ----- Quid facendum?  Should a begining be made with Priests who are already ordained, or should the work be commenced with yourng boys in a College set apart for the Foreign Missions.  I am decidedly in favour of the latter course being adopted. Later on, when a College is opened, some Priests might volunteer to join and they could then remain 8 or 12 months in the College to test their vocabulation before being sent abroad to teh Foreign Mission Field.  I thing the College should be an Eposcopal Foundation the appointment o fthe Rector and staff to be in teh Archbishop's hands.  I think also it should be a native foundation.  I mean that it should be Maltese in sentiment and character.  I do not think a Foreign Congregation, such as our own, would have any chance of success, not should I feel inclined to undertake such a venture.  There must be the sympathy of nationality between the Superiors and the Students ------ that could not be if the Superiors were English and the Students Maltese.  Besides the question of national sumpathy there is the question of language.

 

Of course there would be no objection later on to have an English speaking Priest as one of the Professors, the English speaking language being now-a-days of such importance throughout the whole world.  If His Grace the Archbishop decides to begin the work, a small house would do very well for a commencement.  Our work here was commenced by the later Cardinal Vaughan (then a simple Priest with one student and himself.  And over 27 years ago, when I was sent to start our first Apostolic school, we commenced in abject poverty, sleeping on the floor on a little straw, not a stick of furniture in the house, and using our pocket knives to eat what little dinner we were fortunate enough to get.  So I am thougoughly in favour of a very humble and poor beginning.

 

If I can be of any service in giving any further information I shall be most happy to do so.  If you write to the Archbishop, please present him with my mort respectful homage, and with kindest regards to your own good self.

 

Believe me,

Yours very sincerely in xts

Fr. Henry

Superior General.

 


 

Sia conosciuto ed amato da tutti il N.S. Gesu' Cristo

 

seminario, 2 Ottobre 1908

 

Reverendissimo Signore Direttore.

 

La nostra santa opera che da uomini insegni per dottrina e per santita' da molto tempo ideato spero nel Signore che arrivato il tempo in cui deve essere attuato.  In questi giorni di Santi Esercizi mentre parlava col Molto Reverendo Maestro P. Portelli gli feci parola cioe' gli dissi per fare una preghiera per me per ottenere una grazia e poi gli dissi perche sono tanto bramoso che me la faccia.  Il Molto Reverendo padre per dir cosi' si mostro' curioso di sapere quale grazia io desidero e appena gli manifestai qualche cosa indirettamentr mi disse spontaneamente che egli conosce una persona la quale volontieri ci dara' il terreno e ci fabbrichera' la Chiesa.

 

Per questo io gli feci parola di Lei e gli dissi che Lei ha parte in questa Sant'Opera e di cio' le faccio parola il quale rimase molto contento.  Percio' ora la prego di non lasciar passar del tempo per non peredere questa bella occasione perche' si non ci riusceremo ad avere S. Filippo avremo altrov e poi sara' meglio se possiamo avere l'uno e l'altro posto.

 

Feci la supplica a Mons. Vescovo nella quale chiesi cio' che gia abbiamo parlato e la diedi a Don Antonio Vella il nostro professore affinche' mi la fa firmare da Mons. Vescovo perche Egli e' molto amico di Lui e feci cio' perche io non posso andare cosi' facilmente e p oi per non perdere tempo perche' non vedo l'ora di vedere piantata la nostra Santa Opera che sara' al bene delle anime e a gloria di Dio ed onore alla nostra patria.

 

Coraggio il Demonio ci insidiera' per farci perdere il coraggio ma le parole del Signore non verranno meno "Portae inferi non           unt adversus eam," cioe' la nostra opera e' danta perche' retto il fine e santo lo scopo percio' il Signore ci aiutera', e per questo riusciranno, inutili gli sforzi del nemico.  San Paolo ci aiutera'.  E gli e' il nostro padre e come padre non puo' non venire in nostro aiuto.  Noi preghiamo ed abbiamo paziensa e costi' tutto achuisteremo come dice Santa Teresa.  Ci sono due chierici i quali uno frequenta la 5ta ginnasialt e l'altro il terzo anno di Filosofia che me dissero quando sara' inciminciata tale congregazione essi vogliono essere dei nostri.  Avendo desiderato parlar con Lei di presenza perche' cio' sar' meglio di melle lettere ma pazienza.  Mi raccomando alle sue preghiere come faccio per Lei, e si recordi di me in che posso; e poi in fine la prego per favore di ossequiare sua Mamma per me e mi raccomandi alle sue preghiere che ho tanto di bisogno.

 

Baciandole le mani

Suo umilissimo servo

Suddiacono F~Giovanni Mamo.

 

 

 


 

12  Beatissimo Padre

 

 

Noi sottoscritti umilmente prostra ti ai piedi di Vostra Santita' domandiamo li permesso di iniziare l'istitusione di una societa' religiosa allo scopo di farmare dei Missionari particolamente ed in primo luogo per le colonie di Maltesi all'estero.

 

(firmati)            Sac. Giuseppe de Piro

                        D. Giorgio Bugeja

                        Diac. Mamo Giovanni.

 

Commendo pro Gratia

Datum Vallettai Die 15 Nov 1909

(f) P. Archiep. Epus Melitae.

 

 

 


 

14

 

1 Agosto 1909.

 

 

In Nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo, Cosi' sia'.

 

Promettiamo innanzi a Dio, alla Beata Vergine Assunta in Cielo ed a San Paolo Apostolo di formar parte della Piccola Compagnia di San Paolo appena ottentuta l'opportuna autorizzazione dalla Santa Sede.

 

Scopo della Cimpagnia e' quello di formare dei Missionarii ed inviarli ove occorrono.

 

La Compagnia considerera' come proprio il libro degli Esercizi Spirituali di S. Ignazio di Loyola dal quale estana le proprie regole e constituzioni.

 

 

 


 

15

 

Cassano Ionio -  27-1-1910

 

Mio Carissimo D. Giuseppe

 

Il Santo Padre a cui esposi la sua dimanda informato da me in proposito, si rallegro' diel sonto divisamento e mi affido' l'onorevole incarico di dirle che Egli conforta lei e i conpagni con la Benedizione Apostolica.

 

A me pare che l'opera debba essere foggiata a simiglianze di quella di Mr. Coccolo per gli emigranti itaioni.  Sarebba buona cosa accordarsi col P. Vella S.J. il quale, per essere stato lungo tempo fra i Maltesi in Grecia, potra' dare utilissimi lumi.

 

Mi raccomanfi al Signore e mi creda

 

Devotissimo Servitore

+ Pietro Vescovo di Cassano

Vig. Apostolico.

 

 

 


 

16

 

Eccellenza Reverendissima

 

La Sua graditissima del 27 u.s. mi ha trovato a letto sotto un attacco di febbre tifoidea, la quale mi ha lasciato alquanto esaurito.  Appena mi sono un po' rimasso ho conferito cogli altri compagni e coll'aiuto di Dio speriamo in breve di dar principio all'Opera e cosi' renderci in qualche modo degni della benigna Benedizione del Santo Padre della quale sentiamo tutta la responsabilita'.  Noi intanto terremo V.E. informata di cio' che avremo fatto.

 

Ringraziandola dell'interesse che Ella ha preso dell' Opera passo a chiederle la Benedizione tanto per me che per compagni e mi dichiaro.

 

Dell'Ecc.za Vostra Rev.ma

 

 

21 Febb. 1910

Str. Bastione 3

Notabile,

Malta

 

Umilissimo Servo

Sac. Giuseppe De Piro

 

A Sua Eccellenza Reverendissima

Monsignor Pietro La Fontaine

Vescovo di Cassano Ionio - Cassano Ionio.

 

 

 

 

 


 

18a

 

Eccellenza Reverendissima

 

Il Sacerdote Giuseppe De Piro insieme ai compagni Sac. Giorgio Bugeja e Sac. Giovanni Mamo al bacio del Sacro Anello, umilmente domanda il permesso di aprire alla Notabile una casa pia: la quale servira' di residenza ai componenti una Societa' religiosa allo scopo di formare dei Missionari, particolarmente ed in primo luogo per le colonie di Malteri all'estero.  La detta casa portera' il nome di "Piccola Cada di San Paolo"

 

E della Grazia

Presentata il di' 6 Giungo 1910

(f) Can. A.M. Camilleri Cancelliere.

 

Approviamo di cuore l'Opera e le auguriamo ogni prosperita'.  Intanto si esibiscano gli statuti con cui sara' regolata.

 

Dato in Valletta il di 6 Giugno 1910

(f) P. Arciv. Vescovo.

 

Concordat cum originale

Daum extra Curia Eposcolali Melitendie 10 Junii 1910

 

Can. A.M. Camilleri

Cancellarius.

 

 

 

 

 

 

 


 

18 b

 

Io Giovanni Vella dinanzi a Dio, alla Beata Vergine Maria, al Padre Nortro San Paolo ed a tutta la corte celeste faccio voto di obbedienza nella Piccola Compagnia di S. Paolo.

 

Prego umilmete Iddio a voler accettare questo mio Sacrificio e di assistermi a compierlo con la sua grazia.

 

Malta - Notabile

Nella Capella della Piccola

Casa di S. Paolo

il 22 Agosto 1915

 

 

 

 


 

19

 

Eccellenza Reverendissima

 

Il Sacerdote Giuseppe De Piro insieme ai compagni Sac. Giovanni Mamo al banco del Sacro Anello umilmente domanda il permesso di aprire alla Notabile una casa pia, la quale servira di residenza ai cimponenti una societa' religiosa allo scopo di forma re dei Missionari particolarmente ed in primo luogo per le colonie di Maltesi all'estero.  La detta Casa portera' il nome di nome di "Piccola Casa di San Paolo".

 

E della grazia ecc.

 

 

 

 

 


 

21        Per organo del Cancelliere della Gran Curia Vescovile della Diocesi di Malta.

 

Oggi il 28 Febbraio 1875

 

Al Signor

 

Qual Procuratore della Chiesa figliale di Santa Agata Vergine e Martire eretta nel Rabato.

 

Sono colla presente a notificare Vostra Signoria che nel di' 7 Gennaio 1875 il Molto Reverendo Papa Nicola Bidera Paroco di Rita Greco Latino della Veneranda Chiesa di Santa Maria Damasceni, eretta nella Valletta, ha depositato nella cassa delle Pie Amministrazioni esistente nel Palazzo Arcivescovile della suddetta Valletta, a favor della su menzionata Chiesa Figliale di Sant'Agata, la somma si scudi maltesi settantacinque in pezzi di Sicilia al ragguaglio di 4s/2d per uno.  E cio' all'oggetto che tale somma sia data, ser. serv, all' attual Procuratore della stessa Cheisa Figliale, in restituzione del Capitale di simile ammonto costituito in atti del Signor Notaio Giuseppo Metropoli il 26 Agosto 1848 - Conforme risulta da Chirografo di detto Deposito segnate No 408 rilasciato al medesimo Depositante sotto quella data, ed inscritto in duplicato nel libro Registro Depositi per couse pie conservato presso il medesimo Cancelliere della Curia Vescovile.

 

Dr. L. Spiteri Agius

Depositario.

 

Al Signor Procuratore

della Chiesa Figliale di S. Agata V.E.M.

Rabato.

 

 

 


 

22

 

Eccellenza Reverendissima

 

Ci sentiamo oggi assai consolati da un lato e confusi dall'altor nell'inirizzarci a Vostra Eccellenza per domandarle a voler benedire e dichiarare aperta questa  "Piccola Casa di San Paolo" la quale servira' di residenza ai componenti una Societa' Religiosa allo scopo di formare die Missionari particolarmente ed in primo luogo per le colonie di Maltesi all'estero.

 

Vada in questa lieta circostanza il nostro saluto a tante anime di zelanti membri del Clero Maltese, tra i quali ci permettiamo di nominare Monsignor Francesco Bonnici e Monsignor Emmanuale Debono, i quali prima di noi coltivarono l'idea di una simile Societa' i percio' non possono mancare ad esserci propizie.

 

Ci rallegiramo poi sinceramente con V.E. per essere Ella da Dio chiamta a benedire l'inizio di un'opera tanto da V.E. desiderata; e le facciamo l'augurio, non meno sencero di vederla crescere e prosperare.

 

Ci sentiamo confusi, abbiamo detto e ripetiamo, nel doverle presentare un inizio tanto povero ed umile; ma il ricordo mdella Grotta di Betlem siccome infonde coraggio a noi, non manchera' di confortare anche V.E.

 

Confidenti pertanto nell'aiuto di Dio, nell'intercessione della Madre Nostra Maria Assunta in Cielo, e nello protezione del Padre nostro San Paolo preghiamo Vostra Eccellenza di benedire e dichiarare aperta la "Piccola Casa du San Paolo".

 

            Sac. Giuseppe De Piro

(F)       Sac. Giorgio Bugeja

Sac. Giovanni Mamo.

 

Indirizzo letto a Mgr P. Pace il 12 Giugno 1909 1910 il giorno dell' apertura della Piccola Casa S. Paolo.

 

 


 

24

 

A Sua Eccellenza Reverendissima

Monsignor Pietro Lafontaine

Segretario della S. Cong. dei Riti

Canonica Lateranese,

Roma.

 

 

Eccellenza Reverendissima

 

Insieme ai compagni Le presento le nostre sincere congratulazioni per essere stata di revente scelta sa Sua Santita' a coprire uffici tanto importante. Noi da parte nostra umili preghiere.

 

In quanto all'Opera Nostra abbiamo gia' preso in affitto una piccola Casa alla Notabile e poverament per quanto possibile cerchiamo di ammobilirla.  Essa supera gia' di molto il nostro esemplare: la Grotta di Betlem.

 

Il 12 corrente contro ogni nostro merito siamo stati onorati da Sua Ecellenza il nostro Vescovo, il quale a nostra richiesta, ha benedetto e dichiarata aperta la"Piccola Casa di San Paolo" e Mercoledi' prossimo, vigilia della festa del Nostro Padre e giono onamastico tanto di Vostra Eccellenza, che Le auguriamo colmo di beni celesti, come anche di Mons.  Pace; la "Piccola casa" incominciera' per accogliere uno studente ed un catechista.

 

Noi intanto ci raccomandiamo alle preghiere di Vostra Eccellenza ed al bacio del Sacro Anello prostrati, Le domandiomo dl benedizione.

 

Umilissimo ed ubbissimo Servo

Sac. Giuseppe De Piro

 

27 Giugno 1910

Notabile, Malta.

 

 

 

 

 


 

26

 

Roma 30 Giugno 1910

 

Carissimo e M.R.D. Giuseppe De Piro

 

La notizia della constituzione dei Missionarii e della Benedizione di Monsignor Arcivescovo mi ha arrecato vera gioia.  Dio sia benedetto e tanto piu' quanto piu' ha voluto assomigliare gli inizi dell'opera alla sua cimparsa nel mondo.  Betlem e' sempre pieno di attrattive.  Con questa la (Verita') non pou' essere a meno che la Piccola Casa di San Paolo non prenda incremento.  Si se: ci potra' essere la fuga in Egitto, e chi sa?  Forse anche il Calvario; ma con tali circosatanze l'opera di Dio si rende piu' evidente e i frutti di salute non possono mancare.

 

Avanti, D. Giuseppe mio, con discrezione e prudenza, ma aventi.  L'occasione in cui ci fu dato scambiarci i nostri pareri in proposito fu tutta providenziale.  I buoni Maltesi lontani dalla patria avranno da voi altri grandissimo aiuto.

 

Me ne congratulo dovvero, e da mia parte, se p osso essere utile in qualche modo alla Piccola Opera, saro' sempre lieto di servirvi.

 

Saluti affetuosi ai compagni, ringraziamenti delle congratulazioni.  Pregate per me.

 

Devotissimo

Pietro La Fontaine

 

 

 

 

 


 

A Sua Ecellenza Reverendissima

Monsignor Pietro La Fontaine

Vescovo di Caristo

 

 

Eccellenza Reverendissima

 

 

Mi senti alquanto conforndere di doverla disturbare dai molteplici suoi affari, ma d'altra parte l'lofferta colla quale V.E. ci ha ornorati nella sua gradistissima del 30 Giugno scorso mi incoragisce ad informarla di qunto segue; colla finducia che la Divina Provvidenza voglia ancora una volta servirsi di V. E. per il bene di quest'Opera nascente.

 

Un nostro paesano, Vincenzo Bugeja, creato Marchese da Pio IX, di S.M. specialmento per l'erezione e dotazione di un educandato per cinquanto fanciulle povere, nel suo testamento pubblicato il 18 Settembre 1890 presso Notar Achille Micallef, all'art. 16mo lego' la somma di lire sterline centomila (śs. 100,000) ad alcuni suoi parenti determinati, subordinando il conseguimento di tale legato a parecchie condizioni.  E nel susseguente articolo per caso che lo stesso legato non potesse o non dovesse sortire il suo effetto ordino' che la somma suddetta coll'aumento dei relativi interessi a moltiplico dovesse vinire erogato in certe opere pubbliche di utilita' e di carita' e che l'ammonto il quale sopravanzasse dopo eseguite tali opere dovesse andare "in vantaggio dell'Opera della Propagazione della Fede".

 

Ora siccome fino ad oggi le dette ondizioni apposte al predetto legato non sono state verificate, e stante la picularita' dille circostanze non e' dato prevedere quando possano verificarsi, fra i detti parenti legatarii, il Governo come incaricato delle Opere summentovate ed il Comitato di Direzione del suddetto educandato, conosciuto sotto il nome di "Conservatorio Vincenso Bugeja" ed istituito erede univcersale del suo fondatore, so e' deliberato di devenire nell'interesse comune ad una trnsazione mediante la pipartizione della somma formante l'oggetto del predetto legato coi relativi interessi.

 

Come sono stato informato la Propagazione della Fede non e' stata finora per nulla considerato nel progetto di detta transazione; forse perche essa e' intitolata a partecipare, del suddetto legato solo nel caso che fosse a risultare, qualche eccedenza alla esecuzione delle suddette opere pubbliche, ma dacche' trattasi di transazione e' ben ragionevole e giusto che tale suo diritto, benche' eventuale ed ipotetico venga preso in considerazione dagli altri interessati, i cui diritti non sono meno eventuali ed ipotetici.

 

Ora mi sembra di dover prendere la liberta' di sottomettere alla considerazione di V.E. se sia opportuno aveanzare una domanda all'amministrazione della "Propoganda" pregandola di destinare tale legato o almento parte di esso al fondo della "Piccola Casa di S. Paolo", la quale trovandosi ancora agli inizii verra' senza dubbio efficacemente aiutata.

 

Tanto per adempire ad un dovere che sentive di avere nell' inteesse della Piccola Casa di Missione, in quanto al risultato mi sento felice di abbandonarmi intiramente nelle mani della Divina Provvidenza.

 

Oltre i due giovani gio ammessi nella Piccola Casa tento la domada di altri sei, alcuni die quali in Ottobre prossimo li faro' intraprendere gli studii grimasiali al Collegio San Luigi dei Padri Gesuit i di Birchircara, i quali generosamente gli allievi appartenenti alla Piccola Opera.

 

Da ulitmo al bacio del Sacro Anello prostrato Le chiedo la Benedizione ed ho l'onore di dichiararmi.

 

15 Agosto 1910                                  Dell'Ecc. Vostra Rev.ma

Notabile, Malta.                      Umil mo ed Ubb mo Servo

                                                           Sac. Giuseppe De Piro.

 

 

 


 

30

 

 

Gozo 14 Settem. 1910

 

Mio Caro D. Giuseppe.

 

La Sacra Congregazione di Propoganda e' venura a saperi dao quanto C.S. ha scritto a Monsignor Visitatore Apostolico, che e' per conchiudersi tra i parnti Legatari del fu' Marchese Bugeja una transazione tra il Governo ed il Comitato Direttivo del Conservatorio Vincenzo Bugeja erede universale del suo forndatore relativamente ad un legato di Sterline Centomila e che il sopravanzo, quando vi fosse, debba andare a vantaggio dell'Opera della Propaganda della Fede.

 

Desidera quindi detta Congregazione aveva per mio mezzo una Copia della particella del testamento inporposito con tutte quelle informazioni che fossero opportune.

 

Pertanto se compiacera' V.S. favorirmi questa Copia con le opportune informazioni affinche' io possa riferire al Cardinale Prefetto di detta Sacra Congregazione.

 

Con sensi intanto di vera stima ho il piacere di ripetirmi.

 

 

Di Vostra Signoria Rev.da

Devo. mo ed Aff. mo

+ P. Arciv. Vesc. di Malta.

 

 

 


 

1 Agosto 1909

 

In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.  Cosi' sia.

 

Promettiamo innanzi a Dio, alla Beata Vergine Assunta in Cielo ed a San Paolo appena ottenuta l'opportuna autorizzazione dalla Santa Sede.

 

Scopo della Compagnia e quello di formare die Missionari ed inviarli ova occorrono.

 

La Compagnia considerera' come proprio il li bro degli Esercizi Spirituali di S. Ignazio di Logola dal quale estrarra' le proprie regole e costituzioni.

 

 


 

11 Nov. 1910

Notabile

 

Carissimo D. Michelangelo,

 

ho ricevuto la sua del 7 corrente.  La prego anzitutto di presentare a Sua Eccellenza i miei ringraziamenti tanto della cura che si e' presa di me come anche dell'onore che vorrebbe confervimi.  Poi mi fara' anche il favore di parteciparla che l'onore offertomi, lasciando a parte altri motivi e' inconciliabile colle mie occupazioni e percio' mi trovo nell'impossibilita' di accettare.

 

Intanto facorisca ottenermi la benedizione di Mons Vescovo e nella speranza che S.E. vorra' fare la carita' di non insistere sulla cosa la prego credermi.

 

Suo affmo in Xto

Sac Giuseppe De Piro.

 

 

 


 

32

 

Ecellenza Reverendissima.

 

Ho appreso con dispiacere la notizia della dura separazione subita da V.E. in questi giorni.  Senza dubbio il Suo cuore sara' rimasto assai addolorato.

 

Spero che Le sara' di conforto il sapere che stamani unitamente ai miei giovani componenti il Piccolo Istituto per le Missioni Estere abbiamo offerto al Signore i suffragi per l'anima piu' cara a V.E.  Io ho celebrato nella nostra Cappella ed i giovani hanno offerto la loreo Santa Communione.

 

Presentandole pertanto le piu' sentite condoglianze sa parte del Piccolo Istituto, al bacio del Sacro Anello Le chiedo la benedizione ed ho l'onore di dichiararmi.

 

Dell'E.V. Rev. ma

 

26 Maggio 1911

Piccola Casa di S. Paolo

Notabile, Malta

 

A Sua Ecc. Rev.ma                             Umilissimo Servo

Mgr. Vescovo P. La Fantaine  Sac. Giuseppe De Piro

 

 


 

34

 

Roma 9 Giugno 1911

 

Monsignore Reverendissimo,

 

Ho l'onore di presentarle il Reverendissimo Don Giuseppe De Piro, nobile Maltese, il quale ha fondato una Pia Unione di Sacerdoti e Catechisti, allo scopo di dedicarsi alla cultura speciale delle forti colonie maltesi di corfu' e di Tripoli.

 

Egli desidererebbe un autografo di benedizione per l'opera sua, veramente buona, dal S. Padre, il quale per mio mezzo, dopo la Vista Apostolica si degno' d'incoraggiare l'opera stessa.

 

Raccomando il De Piro alla sua benignita' perche' ne e' degno.  Con ossequii.

 

 

Aff.mo Servitore

+ Pietro La Fontaine

 

Rev. Mgr. Bressan,

Capp. no Seg. di S.S.

Vaticano.

 

 

 


 

50

 

Eccellenza Reverendissima.

 

Questi gioni sono stati per ne un  continuo rimprovero per non averole presentato i miei umili augurii.  Per l'odierna festivita' mi ha fatto coraggio sufficiente a superare la mia retrosia e pusillanimita'.  Se per tanto tempo non mi son fatto vivo lo e' perche' aspettava sempre che questo piccolo istituto meritasse un po' piu' l'onore di farsi presentare a V.E.  Ma oggi fidente nel Suo buon couore e persuaso del suo compatimento mi faccio avanti a nome dello stesso e Le auguro un'anno felice e prospero di quelle consolazioni che Ella se ben attingere dalla Vera Fonte.  Sono certo che Le sara' grato il sapere  che ogni sera dopo l'esame in Cappella recitiamo in comune un'Ave Maria per il Nostro Regerendissimo Protettore; e questo spero riparera' al nostro lungo silenzio.

 

Il Piccolo Istituto e'oggi conforto di 9 studenti e 2 catechisti.  Degli studenti soli due sono stati ammessi ed uno di essi ha incominciato filosofia quest'anno.  Si tratta di un lavoro di grande pazienza pero' coll'aiuto del Divin Maestro tiriamo avanti e Dio Gratias.

 

Colgo quest'occasione per presentarle gli stessi auguri anche da parte dell'Istituto Fra Diegoo.  E raccomandandomi sempre alle Sue preghiere ho l'onore di segnarmi.

 

                                                                       Di Vostra Ecc.za Rev.ma

6 Gennaio 1914                                              Umilissimo Servo

Notabile, Malta.                                  Can. co Giuseppe De Piro.

 

 

 


 

49

 

Roma: 16 Gennaio 1914

 

Carissimo D. Giuseppe. Godo assai della notizia dell'Istituto.  Dica a cotesti bravi giovani che amino Gesu' sopra tutto e tutti, che ne studino a fondo la vita per imitarne i suoi utilissimi esempi interponendo per ottenere tali grazie l'intercessione della Mamma del Cielo.

 

Degli auguri grazie.  Li inercambio ez imo corde.

 

Preghi per me.

 

Devotissimo

+ P. La Fontaine.

 

 


 

37

 

Eccellenza Reverendissima

 

Il Canonico Giuseppe de Piro umilmente prostrato al bacio del Sacro Anello nel sottomettere all'approvasione di V.E. il qui sotto annesso breve prospetto delle regole che  governeranno l'Istituto per le Missioni Estere, domanda il permesso di indossare l'Abito talare ai gionvani residenti nella Piccola Casa di San Paolo aperta per Decreto di V.E. Preverendissima del 6 Giugno 1910.

 

E della grazia, ecc.

 

30 Giugno 1914.

fto, Canco. G. De Piro.

 

--------------------------------

Breve Prospetto delle Regole

dell'Istituto per le Missioni Estere

--------------------------------

 

 

1.  L'Istituto portera' il nome di Piccola Compagnia di San Paolo.

 

2.  Scopo della Piccola Compagnia sara' quello di venire in aiuto dei popoli privi di operai Evangelici particolarmente ed in primo luogo dei Maltesi lontani dalla patira, ed a tal fine le sara' a cuore la cura si case di Beneficenza.

 

3. La Piccola Compania sara' composta si Sacerdoti e Catechisti laici congregati in vita con me.

 

4.  I membri di detta Picc. Comp. emetteranno i voti di Ubbidienza, Missione, Poverta' e Castita'.

 

5.  L'abito sara' il talare nero con fascia anche nera.

 

6.  In appresso a tempo opportuno sara' presentato per l'approvazione dell'Autorita' Ecclesiastico lo sviluppo particolare delle suddette Regole generali.

 

Presentato il 30 Giugno 1914

fto. Sac. P. Vella Mangion

Cancelliere.

 

 


 

52

 

539 Sansome Street

San Francisco

California

9 ta' Settembru 1914.

 

Ghaziz Benefattur mhux tal-Maltin ta' Malta biss, imma tal-Maltin ukoll kollha il hawn imxerrdin mad-dinja kollha u specjalment il-Maltin ta' California, perswazi li li hu hekk u kienu jafu li la indhalt int, il-bicca tas-Sacerdot ghall-Maltin ta' California ghandha issehh zgur, u verament li hi necessita' kbira, ghax kemm ilha mahluqa California, kemm il-Malti miet hawn hadd minnhom ma kien assistit fil-pont tal- mewt kif kien imissu bhala Nisrani, imma issa nispera f'Alla li nkunu bhal pajjizna Malta.

 

Il-Patri Indri Azzopardi wasal hawn qawwi u shih u malli il-Maltin semghu li qieghed il-Kunvent l-ghada filghaxija morna daqs minn 90 sa 100 ruh intuh il-"buon venut" u ha pjacir wisq, hu, is-Superjur tieghu u l-Patrijiet shabu li am nighdleks gahx raw verament li konna gieghdin nistennewh.  Morna intuh il-"buon venut" fit-8 ta' Settembru nhar il-Vitorja madwar it-8.30p.m.

 

Meta cempilna il-qampiena u gie il-gwardjan u ra dawk in-nies kollha qalilna stennew daqsxejn wahda ghax hawn ma jasghakomx  u fethilna Sala kbira u trid tare il-Patri Gianindri' kemm ferah u frahna hafna u ta' Dun Gejt ukoll ghax intom flimkien taftu li din il-bicca sehhet.

 

Issa ghandna nergghu niltagghu il-Hadd 20 ta' Settembru il-Maltin ta' California kollha u hargu l-avvizi ghall-Maltin li ghandna fahdmu fil-kampanja.

 

Nirringrazzjak bil-qalb kollha ghan-nom tal-Maltin ta' California u l-figura tighek ghad trid tidher ghall-eternita' fil-Knisja li sejrin naghmlu so San Francesco.

 

Is-Ser thieghek

J. Fenech

 

Isma jiena esegwejt l-istruzjoni tieghek tal-ittra li bghattli qabel ma telaq minn Malta.

 

Fiat quoad habitum talarem tantum et donec maneant in Domo Pia de qua:

 

Datum Vallettae die 6 Ocotbris 1914

fto Fr. Angelus O.P.

Ep. Admin. Aplisus Melitae.

 

Vera copia rilasciata il 14 Ottobre 1914

Sac. P. Vella Mangion

Cancelliere

 

Dritto 2/2d

Pago da Mons.

Depiro

16-10-14

Sac. P.V.M.

 


 

July 7th 1915.

 

My dear Mary,

 

This day four years ago I saw little Malta for the last time - Well what is the pressing business of my letter?  It is this.   Lately a young missionary priest from China spoke to us about the work out there.  He told us that there were millions of pagans, thousands of Christians and thousands of Cathecumens.  That the work was tremendous but so few workers.  One of the nuns happened to say:  "Oh, if only some of the Maltese priests would go out there".  and by degrees we got the idea of a Missionary Seminary in Malta.  I thought you would quite like to suggest this to His Grace the idea of starting a missionary Seminary which would send forth strong and fervent labourers into the vineyard.  We thought that he had possibly thought of it already, but we do not know.  Do you not think it a good idea and would you not like to suggest it to the archbishop as you are related to him so well.

 

A little thing I would like you to do is to find out some way without asking from me if I answered the letter which Tessie Francia wrote me after my brother Tom's death.  I answered so many, and have an idea that I answered hers, but I am not quite sure.

 

If you see Lina Pullicino please tell her that I was pleased to receive her letter from Notabile and that I will send her message to Mother Mc Kenna when an occasion presents itself.  Did I ask you if you have come across in any of the hospitals a Peter Conlin, or a Captain Shaw of the 1st Lancachire Fusiliers I should so much like to Know.  The Beach on the Gallipoli Peninsula taken by the regiment is now called Lancashire Beach, the only one to be called after a regiment is now called Lancashire Beach, the only one to be called after a regiment.  Please thank Mrs Joyce for her letter and say I shall write during the Summer.

 

With love dear Mary

I am yours affectionate in Christum.

 

 

 


 

39 Beatissimo Padre

 

Il Canonico Giuseppe De Piro, della Diocesi di Malta, Direttore della Piccola Casa di San Paolo - Istituto per le Missioni Estere - prostrato al bacio dei Sacri Piedi, umilmente domanda alla Santita' Vostra la facolta' di poter presentare a ricevere le Sacre Ordinazioni "titulo Missionis," il giovane studente Giovanni Vella, il quale ha gia' compito il secondo anno di filosofia ed appartiene a detto Istituto insin da cinque anni.

 

E della grazia, etc.

 

Raccomando molto volentieri per la grazia.

 

18 Setterbre 1915

(f) + Mauro O.S.B.

Arciv.  Vesc. di Malta.

 

Estratto dalla lettera del Dottor Giuseppe Sebastiani - Spedizioniere Apostolico dell'8 Febbraio 1916.

 

"Riguardo poi alla supplica dello studente Giovanni Vella per essere ordinato "titulo Missionis" mi rencresce di doverle dire che la Congregazione dei Sacramenti visto che l'Istituto della Piccola Casa di San Paolo non si occupa che di Missionarii per i Maltesi residenti fuori dell'isola e non per altre Missioni ed infedeli, non ha creduto di accordare il detto privilegio per l'ordinazione.

 

wstratto dalla lettera del 3 Dicem. 1915 del Dr. Giuseppe Sebastiani Spedizioniere Apostolico.

 

"Riguardo alla facolta' per lo studente Giovanni Vella per essere ordinato "titulo Missionis" la Sacra Congregasione desidera conoscere qualche notisia riguardo all'Istituto della Piccola Casa di San Paolo per le Missioni Estere, se depende dalla Congregazione di Propaganda Fide e se altre volte si sia domandata tale facolta'"

 

 


 

4 Gennaio 1916

Valletta, Malta.

 

Illustrissimo Signore,

 

In riscontro alla sua pregiatissima del 3 Dicembre 1915 relativamente alla mia domanda, per poter presentare all'Ordinazione + titulo Missionis" il giovane studente Giovanni Vella sono a significarle:-

 

1)  Che l'Istituto della "Piccola Casa di San Paolo" e' stato iniziato duante la Vista Apostolica di Monsignor Lafontaine.

 

2)  Che esso in primo luogo, e'inteso a favore dei Maltese lontani dalla patira e pure dell'assistenza religiosa.

 

3)  Che l'Istituto non dipende dalla Congregazione "De  Propaganda Fide".

 

4) Che questa e' la prime occasione nella quale viene avanzata tale supplica.

 

Con sensi si sincera stima passo a raffermarim.

 

Ill.mo Dr. G. Sebastiani

Spedizion. Apostolico              Di V.S. Illustrissima

                                                                       Dev.mo Servo

                                                                       Can. G. De Piro.

 

 

 


 

30 Giugno 1916.

Notabile, Malta.

 

Eccellenza Reverendissima,

 

Dopo sei anni di lavoro continuo nel piccolo istituto della Piccola Casa di San Paolo, per le Missioni Estere; tengo un giovane il quale per aver compito il terz'anno di filosofia vedendo i suoi compagni di scuola avvicinarsi all'esame dell' Ordinazione arde del desiderio di essere loro compagno anche in questo.  Non e' a dirle poi quanto desidero la cosa incoraggirebbe gli altri giovani, i quali quantunque affezionati al nascentr Istituto pure non possono secondo me, non guradare al futuro dello stesso se non con occhio sospetto.

 

Ora stando cosi le cose, e trovandoci ancora in principio ho avanzato alla Santa Sede una supplica per poter presentare il giovane suddetto a reicevere le ordinazioni titulo missionis e la domanda e' stata raccomandata da Sua Eccellenza il Nostro Diovesano, del quale sono evidentemente il Segretario Generale.  La Sacra Congregasione dei Sagramenti, dopo chieste ed avute delle informazioni riguardanti l'Istituto rospose negativamente, adducendo per ragione che l'Istituto e' inteso per Misssionarii per soli Maltesi e non per latre nazioni ed infedeli.

 

Ansitutto come Ella potra' vedere dal foglio che accompagna la presente, nel dire in primo luogo #, non si intende fare l'isclusione supposta dalla Sacra Congregazione; ed utinam il Piccolo Istituto Maltese possa in futuro avere quest'onore di inviare Missionarii prsso gli ingedeli e pr tutoo il mondo.  Ma come ben compreddera' l'Eccellenza Vostra da parte nostra sarebbe troppo ardire il solo accaressare una simile idea - Inoltre ho desiderato che il titolo per l'ordinazione fosse quello di Missione, per imprimere sempre piu' nella mente e nel cuore dei giovani l'idea missionaria.  Ella che conosce qualche cosa di Malta, sa molto bene quanto il Maltese sia attaccato al suolo natio; e comprendera' anche che l'idea della Missioni Estere non trovando terreno fertile, se lo deve formare per se.

 

Stando cosi' le cose ho creduto di recorrere a V.F. quale protettore nato di questo Piccolo Istituto ed a chiederle il suo illuminato consiglio.

 

Nell'attesa di un suo gradito riscontro umilmente prostrato al bacio del Sacro Anello Le Chiedo la Benedizione per me e per l'Istituto metnre mi conformo.

 

Di Vra. Ecc.za Rev.ma

Umilissimo Servo

Can.co Giuseppe De Piro.

 

A Sua Eccellenza Reverendissima

Monsignor Pietro La Fontaine

Partiarca di Venezia

 

 

 


 

43

 

Venezia 28 Luglio 1916

 

Mio carissimo Monsignore,

 

Sarei d'avviso che per ottenere l'ordinazione al Suddiaconato del suo giovine Missionario titulo missionis, Ella esponesse brevemente e chiaramente l'organsimo, lo scopo e lo statuto della piccola societa', facendo vedere il bene grande, che i missionari esercitano in mezzo ai cattolici Maltesi all'estero, e come non venga messo ad essi il pane quotidiano.  L'esposto insieme con una supplica affettiva dovrebbe essere indirizzato propria al Santo Padre. 

 

Tramite per giungere al Santo Padre deve essere il Cardinale Giustini, al quale Lei deve affidare la detta supplica con l'esposto indicato.

Al Cardinale Giustini potrebbe scrivere cosi':-

 

Eminenza,

 

Sappiamo assai bene che l'E.V. nella sicurezza delle sue vedute e nell'ampiezza del suo essere Sacerdotale e' lieta quando giovandosi del grande ascendente, che meritamente gode sull'anima del santo padre, se fa sostegno delle opere che nell' umile nascendimento mirano a propagare la gloria di Dio e il bene degli uomini.

 

La nostra opera, come potra' vedere nell'allegato, tende appunto a questo; ma ha bisogno di potente sostegno.  La felice memoria del Cardinale Perrata, che tanto affetto mostro' verso i Maltesi, e ne fu schiettamente ricambiato, nella sua nonta' ci faceva buon viso, e certamente in questa circostanza sarebbe stato il nostro appoggio.  ma Dio lo chiamo' a se e noi non vediamo in chi riporre le nostre speranze dopo Dio, se non nell'E.V.

 

Se la nostra societa' non fosse ancora il granellino di senape, o seremmo pregare l'E. V. di volerne essere uffucialmente il Protettore.  Non conviene pero' osare tanto.  Confidare nondimeno nella bonta' di V.E. per caso presente e'quasi un bisogno del nostro cuore, e ci reputeremo avventurati e benedetti dal Signore, se il nome dell' E.C. potra' essere cosi' legato al primo sviluppo di questa povera pianticella.

 

Osiamo dunque supplicare l'E.V. affinche' voglia degnarsi di presentare alla Santita' di N.S. l'acclusa istanza con l'allegato e di fare in modo che S.S. ne consoli col suo paterno consenso.

 

Perdoni E.V. etc.

 

Sara' bene che S.E. Mons Asrcivescovo, al quale presentera' i miei ossegui, aggiungesse una sua buona cimmendatizia.

 

Stia bene, caro D. Giuseppe; Dio benedica Lei e la cara Societa' dei suoi Missionari, che faranno certamente del bene.

 

Affezionatissimo

Pietro La Fontaine

Patriarca di Venezia

 

 

55a      J.M.J.

   P.

 

Istitut S. Giusepp.

Hamrun

Malta

22 Agosto 1916

 

Ghaziz Missierna f'Gesu' Kristu,

 

Sal-lum morna tajjeb hafna mal-Kumpanija ta' Gesu' u nisperaw f'Alla li nkompli sejrin tajjeb ukoll fis-sitt ijiem l-ohra li baqghalna naghmlu.

 

Nitolbu li titlob ghalina u li sselilna ghall-mahbubin hutna.

 

Ghatina il-barka tieghek

 

Fra Guzepp Caruana.

 

 

 


 

Monsinjur,

 

Sejrin tajjeb fl-ewwel missioni taghna u nittamaw li Alla maghna.  U jibqa sabiex nahdmu ghal glorja tieghu u ghas-salvazzjoni tal-erwieh.

 

Tieghek

D. Gorg

 

All'Ill.mo e Rev.dmo.

Mons. Giuseppe De Piro

Sda St. Rocco

Notabile,

Malta.

 

 

 


 

45

Beatissimo Padre

 

Il Canonico Giuseppe De Piro, della Diocesi di Malta, prostrato al bacio dei Sacri Piedi, umilmente espone a Vostra Santita': che egli incoraggito da Sua Eccellenza Monsignor P. La Fontaine Visitatore Apostolico, e confortato dalla Benedizione del Sommo Pontefice Pio X, ha iniziato nel 1910 la costituzione di un Istituto per le Missioni Estere, particolarmente ed in primo luogo pei Maltesi fuori dell' Isola;

 

Che dopo sei anni di lavoro paziente "in Domino" tiene un giovane (Giovanni Vella), il quale avendo compoto il corso filosofico, e vedendo i suoi compagni di sculoa presentarsi all'esame dell'ordinazione, ardi dal desiderio di incominciare anch'egli la stessa via:

 

Che l'oratore non nasconde quanto cio' sia anche da lui desiderato, tanto piu' che la cosa infonderebbe novello coraggio negli altri giovani, i quali fiduciosi in Dio, ed affezzionati al nascente Istituto, apprendono sempre con grande sodisfazione e gioia ogni minimo sviluppo dello stesso.

 

Che nel Settembre del 1915 avera domandato alla Santa Sede il permesso di poter presentare all'ordinazione "titulo Missionis" il suddetto  giovane, pero' non ha avuto il bene di esser tanto fortunato da meritare la grazia, essendo addotta gli in contrario la ragione, che l'Istituto non si occupa che di missionare per i Maltesi residenti fuori dell'Isola e non per altre nazioni ed infedeli.

 

Che egli nel professare una profonda venerazione per le disposizioni della Santa Sede, ardisce osservare, che nel dice "in primo luogo pei Maltesi", non s'intende escludere alcuno, e quantunque l'occuparsi delle missioni presso gli infedeli sia un desiderato dell'Istituto pur tuttavia l'affermarlo sarebbe un troppo osare.

 

Che tra i vari titoli per l'ordinazione considera quello di Missione piu' opportuno e preferibile ad ogni altro per poter maggiomente imprimere nella mente e nel cuore dei giovani dell'Istituto l'Apostolico spirito missionario.

 

Pertanto stante il suesposto e col merito di un'altro anno di lavoro, esso Oratore ci fida di ricorrere ancora una volta al cuore paterno di Vostra Santita', e colla ferma speranza di essere esaudito e consolato, implora, la facolta' di poter presentare il suddetto giovane alle ordinazioni "titulo Missionis"

 

E della grazia, ecc.

 

Conscendo per prova il bene che fa attualmente la Compagnia di San Paolo eratta da sei anni nella mia Diocesi e du cui il fondatore ed attuale rettore e' il Can. Coad. Decano della Cattedrale Mons. D. Giuseppi De Piro, mio sacretario, e non dubitando che per il futuro non potral' non fare bene immenso ai Maltesi residenti all'estero ed anche agli altri fedeli ove sara' dalla Santa Sede incoraggiata; godo di aver la presente occasione di raccomandare caldamente questa supplica certo che la grasia dimandata se, come spero, sara' conceduta, dara' alla suddetta Compagnia di S. Paolo la forza necessaria per ottenere il fare a cui essa e' intesa.

 

22 Agosto 1916

(f) + Mauro O.S.B.

Arciv. Vesc. di Malta.


 

P.S. Caro Monsignore,

 

Appena arrivai in Sydney in Gennaio 1916 spedii una lettera domandando il mio Exeat.  Inoltre feci menzione di questo mio desiderato Exeat piu' volte a V.S. Reverendissima a Don Gaetano e ad altri.  Parecchi mesi or sono Don Gaetano mi diceva che questo benedetto Exeat era pronto e che rechiedeva solamente la ferma di S.E. Reverendissima.  Frattanto non e' arrivato ancora.  Incaricar Don Antonio Xuereb e mio congnato sul riguardo e tutti quasti non mi rispondono di aver mi spedito questo documento.

 

Prego pertanto V.S. Reverendissima a voler compiacersi spedirmi del piu' presto possibile questo benedetto Exeat e cosi' porto' essere affigliato a questa Arcidiocesi di Sydney.

 

S.E. Reverendissima Monsignor Michele Kelly, Archivescovo di Sydney mi domando' spesse volte riguardi al mio Exeat.

 

Con ringraziamenti ed ossequi.


Willie Bonett.

 

 

 


 

22 Agosto 1916

Sda San Rocco No 5

Notabile, Malta.

 

Eminenza Reverendissima,

 

Quantunque non abbia il bene di conoscula personalmente, pero' e' a mia conoscenza che l'Eminenza Vostra nella sicurezza delle sue vedute e nell'ampiezza del suo Cuore Sacerdotale e' lieta quando giovandosi del grande ascendente, che meritamente gode sull'animo del Santo Padre, si fa sostegno delle opere, che nell'umile nascondimento mirano a porpagare la gloria di Dio e il bene degli uomini.

 

L'Opera della Piccola Compagnia di San Paolo, cone l'Eminenza Vostra Reverendissima potra' vedere dall'acclusa supplica e dai documenti annesi, tende appunto a questo; ma essa trovasi una di quelle circostanze quando maggiormente si fa sentire il bisogno di un potente appoggio.

 

La felice memoria del Cardinale Ferrata, di tanto affetto nutriva verso i Maltesi, e ne era shciettamente ricambiato, nella sua bonta' ci gaceva buon viso e certamente in questa occasione sarebbe stato il nostro sostegno.  Ma Iddio l'ha chiamato a se e noi non vediamo in chi riporre le nostre speranze dopo Dio se non nell'Eminenza Vistra.

 

Se la Piccola Opera non fosse il granellino di Senape oseremo pregare l'Eminenva Vostra di volerne esere ufficialemente il Protterore.  Non conviene pero' osare tanto.  Confidere nondimeno nella nonta' di Vostra Eminenza per caso presente e' quasi un bisogno del nostro cuore e ci reptueremo avventurati e benedetti dal Signore.se il nome dell'Eminenza Vostra potra' essere cosi' legato al primo sviluppo di questa povera pianticella.

 

O so dunque supplicare l'Eminenza Vostra affinche' voglia degnarsi di presentare alla Santita' voglia consolarci col suo paterno consenso.

 

Prego intanto l'Eminenza Vostra a voler perdomarmi l'incomodo arrecatole, e colla fiducia nel suo valevole aiuto passo al bacio della Sacra Porpora, mentre con profonda venerazione mi e' grato professarmi.

 

Di Vostra Em.za Rev.ma

Umilissimo Servitor Vero

Can.co Giuseppe De Piro

 

A Sua Eminenza Reverendissima

Il Signor Cardinale Filippo Giustini.

 

 

 


 

Breve Notizia intorno

"La Piccola Compagnia di San Paolo"

(Istituto Maltese per le Missioni Estere)

 

ORIGINE: - Nel 1909, durante la Vista Apostolica, cosi' disponendo Iddio, mi si presento' l'occasione di scambiare con Sua Eccellenza Monsignor La Fontaine le mie idee intorno alla Costotuzione die Missionari Maltesi, compreso della necessita' dell'opera, sembrava che andasse in cerca della persona che l'effettuasse, infatti al mio primo accennare accolse favorevolmente la proposta, e mi incoragi a presentargli una supplica per santo Padre, cio' che io feci senza perdita di tempo, e gliela consegnai corredata della raccomandazione dell'Arcivescovo allora Monsignor P. Pace.

 

BENEDIZIONE APOSTOLICA:- Nel gennaio del 1910 Monsignor La Fontaine mi faceva sapere, che egli aveva esposto a sua Santita' Pio X la mia umile domanda, ed il Santo Padre rallegrandosi del paterno, mi confortava dell'Apostoloca Benedizione.

 

APERTURA DELLA RESIDENZA:-  La Benedizione del Santo Padre, la quale mi guinse mentre ero assalito da un attacco di febbre tifoidea, non duro' a produrre i suoi buoni frutti, e rimessomi in salute, coll'aiuto di Dio, mi son messo all'opera: ho preso in affitto una casa ed il 12 giugno 1910, per grazia speciale, l'Arcivescovo Monsignor Pace in persona si degno benedire e dichiarare aperta la "Piccola Casa di San Paolo," la quale il 30 dello stesso mese accolse per la prima volta uno studente ed un catechista.

 

SVILUPPO:-  Da allora in poi ogni giorno ha avuto le sue fatiche e le sue sofferenze, e se non msncarono dei disappunti e delle umiliazione, cone la difezione di tre bravi studenti, che fromavano una vera speranza per l'Istituto, pure d'altra parte la Divina Provvidenza non manco' di lenire i guai, interpolando le contrarieta' con delle soavi consolazioni, tra le quali va ricordato il decreto di S.E. Monisgnor Portelli, allora Amministratore della Diocesi, per quale ai giovani residenti nella Piccola Casa venne concesso il permesso di indossare l'abito talare.

 

SPERANZA:-  Ed ora l'ordinazione del primo giovane "titulo Missionis" porra' coll'aiuto di Dio e la degnazione di sua Santita' un'altra pietra migliaria sulla lunga e difficile vi che l'Istituto deve ancora aprire.

 

Dalla "Piccola Casa di San Paolo"

Notabile, Malta

Il 22 Agosto 1916

Can.co Giuseppe De Piro.

 

 


 

34 Collins Str,

Annandale

Sydney, N.S.W.

 

Reverendissimo Monsignore

 

Pochi giorni fa mi recai a fare una visita al P. Provinciale dei Francescani.

 

Parlammo di Malta ed egli mi domando' se vi forssero Padri del loro Ordine.  Risposi di si ed egli mi prego' perche' io potessi scrivere al superiore locale perche' si possa mandare due padri o almeno uno.  Lo indirizzai una lettera a Padre Serafino e gli spiegai tutto.  Gli dissi pure che Padre Bajada sarebbe la persona adatta, siccome costui puo' parlare l'inglese (perche come V.S. Reverendissima sa, tutti i preti che si vogliono qui, si voglioni per li Inglesi).  Il Padre Provinciale e' pronto  a pagare tutte le spese occorrenti, ed appent accomoderano tutto non devono fare altro che telegrafare al Superiore (di cui spedii l'indirizzo) ed egli spedira' il denaro.

 

Non si e'invogliato nessun altro prete ancora perl'Australia?

 

Due settimane fa si reco' da me Padre Giacomo /cassar, Cappuccino Maltese il quale sta in Australia da 40 anni.  Propriamente egli e' in charge of a parish in North Rockhampton in Intanto egli mi disse che richiederebbero 20 preti almeno nell'Arcidiocesi di Queensland e nelle altre Diocesi.

 

Lo scrissi gia' a V.S. Reverendissima per che' faccia un appello a tanti giovani preti specialmente a quelli che dissero Messa ultimamente.

 

Dica loro che ove venissero sarebbero contentissimi.  L'onorario e' di 7 sterline al mese e l'elemosina della messa e' libera. Inoltre Board and Lodging is free.

 

Nel caso che qualcuno si invogliasse si venire una previa raccomandazione da S.E. Reverendissima e' assolutamente richiesta.  Colgo questa occasione perche' V.S. Reverendissima si segni presentare i miei distinti ossequi a S.E. Monsignor Afcivescovo Vescovo.

 

Mandi i miei ossequi a V.S. Reverendissima e mi raffermo.

 

Suo dev.mo ubb.dmo servitore

Rev. William Bonett.

 

 

 

 


 

17 Novem. 1916

Sdo S. Rocco 5

Notabile, Malta.

 

Carissimo Father Bonett,

 

Mi pervennero per mezzo di Don Gaitano i tuoi lamenti per non averti mai scritto, e ne hai ben ragione. Percio' eccomi con te.  Anzitutto mi congratulo per tante e tante cose e particolarmente per il bene che vai operando a gloria di Dio e ben delle anime; e di cuore ti auguro perche' il Signore ti dia la consolazione di vedere sempre maggiormente moltiplicato il frutto delle tue fatiche Apostoliche.

 

Nella tua lettera, la quale mi e' stata molto gradita, mi accennavi sulla grande necessita di sacerdoti in Australia i desideravi sapere se altri Sacerdoti si fossero invogliate di recarsi costi'.  Tu che conosci Malta quanto noi sai bene che lo spirito messionario e' molto limitato tra di noi; pero' nella tua Messa non ti dimenticare di fare semptre un poccolo memento per nostro nascente Istituto per le Missioni Estere, e finalemtne il signore ci fara' assaggiare qualche frutto di tante fatiche e sacrifici uno degli studenti ha incominciato teologia, sto per ammettere un altro in filosofia e ci sono altri parecchi nel corso ginnasiale.  Finalmente si arrivera' magari anche in Australia ma credi pure che per presente monostante la piecolezza dell'Opera il lavoro e' duro e richiede grande pazienza. Quindi aiutaci colle tue preghiere e forse qualche bel giorno vedrai raggungerti qualch piccolo Missionario della Piccola Compagnia di San Paolo.  Sarebbe un mio vivo desiderio di vedere aperta in Australia qualche casa delle nostre pie Suore le Terziarie Francescane; secondo me sara' di grande aiuto spirituale anche alla colonia Maltese, potendovi in tal modo frse rimediare al male datte lamentato nell'ultima tua diretta a S.E. Reverendissima. Se insegnassero un po' di catechismo mi pare che dovrebbero fare del bene; ci sono parecchie di esse che conoscono sufficientemente l'inglese e sono certo che subito l'apprenderanno bene, dopo una breve residenza.

 

Gradirei un tuo risconto in questa faccenda intatno con affettuosi Saluti son tutto tuo.

 

Can.co G. De Piro.

 

 

 


 

Malta Notabile

Sda Celsi 25

25 November 1916.

 

Carissimo D. Arcangelo,

 

Dopo un su lungo silensio da parte mia, Ella ci meravigliera' di vedere la presente e certamente pensera', che il movente di questa lettera, piu' che il ricordo di un antico compagno di collegio sia qualche bisogno che mi occorre.  Non nego questa ultima ipotesi; ma nello stesso tempo debbo assicurarla di non essermi scordato di Lei, molto piu' che si avvicina il venticinquesimo annivesario

della nostra ordinazione che a Dio piacendo speriamo di celebrare insieme in initate spiritus.

 

Ora a noi:

 

Di questi giorni Mons. De Piro, anche egli ex collegiale ed attualemte Secretario di Mons. Arcivescovo ottenne dalla Congregazione dei Sacramenti un Rescritto No 4247/16 in favore id un alunno della Sua Congregazione di cognome Vella (non Nella, come erroneamente e' detto nel Rescritto trovasi la seguente clausola: 2dummodo eidem oratori honestal sustentationis rationis in postuum non sint defutarae".

 

Capisco la ragionevolezza de questa clausula; ma vorrei avere qualce dilucidazione intorno alla sua pratica applicazione, perche' avendo Mons. De Piro sottoposto al mio esame il detto Rescritto prime della sua esecuzione, mi e' nata qualche' difficolta' intorno all'interpretasione di detta calausola, trattandosi di un caso abbastanza singolare.

 

Chi e' che deve garantire la onesta sostentazione dell'oratore ai termini del Rescritto?

 

Non i parenti, certamente, sia perche' sono poveri, ed anche perche' avendo l'oratore abbracciato lo stato quasi religioso nella congregazione di Mons. De Piro, e' uscito per dir cosi' dalla sua famiglia, alla quale non puo' revare aiuto alcuno.  Non dalla Congregazione, soa perche' questa essendo nello stato di Infanzia e' priva di ogni rendita, e piu' perche' nonostante eretta per decreto del Diocesano, allora Mons. Pace, non ha ancora la sua stabilita' canonica come congregazione regolare propriamente detta e percio non puo# promettere all'Oratore di soccorrerlo per l'avvenire, soltanto gli puo' assicurare, che finche' essa non vessi di essere, e purche' egli continuera' ad appartenervi, il necessario per un' onesta sostentaione.  Ma basta questo?

 

Questa e' la difficolta' che secondo me non e' leggiera.

 

Certamente la clausola non importa l'obbligo della costituzione di un titolo, altrimenti si rende inutile il Rescritto.

 

Se mi puo' chiarire questa mia Ella che ha molta pratica in queste cose, potra' dirmi qualche cosa sui requisti necessarii perche' la congregasione di Mons. De Piro possa avere la stabilita' giuridica richiesta dai S.S. canoni, senza che Mons De Piro sia obbligato ad unire la sua Congregazione ad altri gia' esistenti e formalmente reconoscuite dalla S. Sede.  E' un atto di Carita' che Ella fara' a queta Congregazione e per cui Ella sara' uno dei suoi Benefattori.

 

Mons De Piro col consenso di Mons. Pace di F.M. fondo' questa pia unione in favore dei Maltesi residenti all'estero.  Con questo egli non intese, e non intende di abidare i suoi missionari esclusivamente pei Maltesi, ma anche per altri che ne avessero bisogno.  Il fine primario pero' della Congregazione sono i Maltesi residenti all'estero.  L'Opera fondata da Mons, De Piro e' sostenuta tutta a sue spese, venne come ho detto eretta da Mons. Pace, favorita dall'Amministratore Apostolico Mond. Portelli ed incoraggito fortemente dall'attuale nostro Arcivescovo.

 

So che l'Eminentissimo Cardinale Prefetto di Propaganda e' favorevolissimo a detta pia unione, ma perche' i membri della stessa possano ordinarsi ad titulum missionis, richiede che emettano nelle sue mani il giuramento solito prestarsi dai missionari.

 

Il fondatore di questa pia unione desidera vivamente che questa opera destinata a far tanto beno spirituale alle anime, molto piu' che del prete Maltere possono servirsi gli Italiani e gli Inglesi ancora, venga cononicamente stabilita; vorrebbe pero' conoscere a quali condizioni, si potrebbe ottenere la desiderata stabilita' canonica.  Pero' Ella darci privatamente qualche idea?

 

E' inutile dirle che se per queste informazioni si devono incontrare spesi, mi faccia avvertiti, per poterla prontamente soddisfare.  Spero che questa lettera sia la prime di molte altre.

 

Pregandola di darmi notizie della sua salute e di salutare gli amici, specialmente Respichi, la ringrazio di cuore e di cuore mi dico.

 

Suo Affez. in Cristo

(f) D. Emmanuele Vassallo.

 

 


 

Noviziato

dei Fratelli Catechisti della Compagnia

di San Paolo

 

(Casa di San Giuseppe - Hamrun)

 

4.45                 Levata (si aggiusti il letto e cura la nettezz personale e facende del noviziato)

 

5.30                 Meditazione

 

6.15                 Messa, Comunione e indi caffe'

 

7.15                 Studio delle regole a memoria

 

8.00                 Conferenza del Padre Maestro

 

8.15                 Lavoro dell'arte propria

 

11.00               Lettura Spirituale

 

11.30               Esame di conscienza (particolare)

 

11.45               Pranzo.  Visita al Santissimo

 

1.00                 In camera.  Tempo libero o riposo

 

2.30                 Levata e facende

 

3.00                 Visita al Santissimo.  Caffe', indi lavoro dell'arte porpria.  Alla chiusura del laboratorio secondo la stagione un po' di tempo libero indi la meditazione - Rosario e scuola secondo l'orario della Casa - Tutti altri retagli di tempo verranno accupati nello studio delle regole e nella lettura delle vite dei Santi.

 

7.45     Cena - Ricreazione

 

9.15                 Esame di Conscienza (Generale) e Riposo.

 

 

 

 

 


 

1 Decembre 1916

 

Illustrissimo e Reverend. Monsignore,

 

Il 27 corrente, come Le scrissi nella mia precedente, e' caduta la citazione per la concordazione del dubbio nella nota causa, ma neppure questa volta si e' fatto nulla, perche' il (Padre Stagno?) ha mandato un suo incaricato (certo Signor Parziale, pubblicista) il quale ha domandato un'altra settimana di tempo per potersi scegliere un procuratore.  Ho presentato naturalmente una protesta, domandando che il dubbio venga sottoscritto d'officio, ma trattadnosi d'una settimana credo che anche questa dilazione verra' accordata.

 

Sara' tuttavia questione di gionrni e nella settimana ventura, presente o no l'altra parte, i dubbi verranno sottoscritti e verra' fissato il giorno della decisione.

 

Non manchero' di tenerla informata, mentre pregandola di gradire insieme al Rev.mo Mons, De Piro i miei ossequi, mi confermo.

 

Di Lei

 

Devotissmo

A.  D'Alessandri

 

Ill.mo e Rev.mo

Mons. Can Dr. Alfredo Mifsud

Valletta (Malta)

 

 

 

 


 

Roma 8 Dicembre 1916

 

Carissimo D. Emmanuele

 

Con sommo piavere dopo tanti anni ho ricreduto i suoi caratteri e prima di tutto la ringrazio del bel pensiero che ha divoler velebrare inseime in unitate spiritus il venticinquesimo anniversario della nostra ordinazione.  Anch'io spesso ci penso, e con piacere allora ricordo a lei, come anche la ricordo quando mi trovo a parlare con Maltesi che si tro vano in Collegio.  Il Signore ci conceda la grasia del venticinquesimo, e anche a Gatt.

 

Ora rispondi per la clausola esistente nel rescritto della S.C. dei Sacramenti 4267/16 "dummodo lidem ora tori ho nestai substentationis rationes im posterum non sint de futurai" - Deve garantire l'onesta sostentazione al detto chierico il Vescovo di Malta, perche' egli appartiene alla Diocesi di Malta, e con l'esser alunno della Congregazione di Mons. De Piro, non cessa di essere diocesano di Malta.  E questa e' la mente della S. Congregazione dei Sacramenti, la quale se ha concesso al Vella di potersi ordinare a titolo di missione, e' stato unicamente per la raccomandazione del Vescovo, e perchei rimane sempre incardianto nell Diocesi di Malta. - Ne puo' essere altimenti poiche' secondo un decreto della S.C. dei Vescovi e Regolari del 1906 non si puo' fondare alcuna nuova Congregazione senza il permesso della S. Sede.  Per avere poi l'approvazione da Roma, bisogna conoscere il fine che si propone la detta Congregazione, lo stato attivo e passivo finanziario, e lo stato morale col mumero dei membri che la compongono, esibire gli statuti, e avere la commendatizia dell'Ordinario o delgli Ordinarii dei luoghi nei quali trovasi stabilita.  Cio esaminato , si vedra' se sara' il caso di dare l'approvazione o no alla nuova Societa'.

 

Con cio' credo di aver soddisfatto completamente alle sue domande.  Notizie di mia slaute, grazie a Dio sono buone, mi auguro sia lo stesso di lei.  Mi raccomandi al Signore.  Prendo questa occasione per augurale felici e contente le sante feste del Natale, e un buon capo d'anno, col voto che tutti gli uomini ritornino fratelli, e regni il vessillo della pace universale.

 

La saluto di cuore, e la prego salutarmi anche gli antichi altri compagni Galea, Gatt, Busuttil, e mi dico.

 

Suo Aff.mo in G.C.

D. Arcangelo Bruni.

 

Oss. di D.E. Vassallo

 

Secondo questa lettera per ora non occorre che Mons. De Piro s'incommodi a fare quello che gli e' venuto in mente in ferrovia; ma soltanto di indurre il Vescovo a garantire l'onesta sostentazione di Vella.

 

D. Manwel.

 

 

 


 

21 - XII - 16

Sda Celsi 25

Notabile, Malta.

 

Carissimo D. Arcangelo,

 

Tante grazie della sua pregiatissima degli 8 del corrente.  Essa venne communicata a Mons. De Piro il quale mi prega di reingraziarla a nome suo e di augurarle felcissime le feste natalizie e piu' che felicissimo l'anno nuovo.

 

Non occorre perdermi in molte parole per ricambiarle di cuore gli auguri che Ella mi ha fato nella sua.  L'assicuro che sebbene le giungano con ritardo non perdono per questo della loro sincerita'

 

Mons De Piro ha accolto con piacere le sue osservazioni ed e'disposto di fare il suo possibile perche, la sua congregazione possa avere la ricognizione giuridica della Santa Sede.  Mi ha detto che egli e' pronto a condonare alla su Congregasione (per atto di donazione) tutte le spese da lui finora sostenute a favore della stessa e le altre che in avvenire sara' per fara.  Si deve osservare che da quando venne stabilita, questa pia unione visse sempre a carico del fondatore, che certo quando lo potra' non manchera' di stabilire un fondo di rendita.

 

Prima pero' che egli dia dei passi necessarii per la stabilita' giuridica della sua Congregazione, confidando di avere il Lei un validissimo aiuto, la prega a voler procurare un abboccamento, se e' possibbile con l'Eminentissimo La Fontaine, il quale per essere stato Visitatore di questa Diocesi, conosce tutta la stroria della Congregazione, non solamente, ma e' stato lui che incoraggi Mons. De Piro ad attuare il suo disegno approvandolo colla sua autorita'.  Questo abboccamento potra' dare molta luce alla Sacra Congregazione, non solamente, ma e' stato lui che incoraggi Mons. De Piro ad attuare il suo desegno approvanolo colla sua autorita'.  Questo abboccamento potra' dare molta luce alla Sacra Congregazione e facilitera' l'emissione del decreto.  Ella, pel queste sue fatiche sara' a parte del gran bene che la Congregasione di Mons. De Piro un giorno potra' fare, e percio'  io ancora la prego caldamente a prestarci il suo appoggio perche' non senza disposizione della Divina Providenza ho trovato il suo nome in fondo al Rescritto 4247/16.

 

Mi dispiace di incomodarla ma per un'opera buona accetto volentieri la qualifia si seccatore.

 

Ringraziandola dell'Immagine di S. Michele Arcangelo e degli auguro tutto il bene possibile nel Signore e mi dico.

 

Suo Aff.mo

(f) D. Emmanuele (Vassallo)

 

 

 

 


 

Roma, il Gennaio 1917

 

Carissimo D. Emmanuele

 

In risposta alla sua del 21 Dicembre teste' decorsa, le faccio conoscere che va tutte le spese fatte e da fare.  Cio' servire' per non trovare ls stato economico in cattive condisioni quando si dovesse trattare dell' approvasione di detta Congregazione.  Ma e' necessario un certo numero di membri e una certa agiatezza di mezzi - Con l'Eminentissimo L Fontaine non ho potuto avere alun abboccamento. perchi quando ho ricevuto la suo lettera, era gia' partito da Roma.  Del resto sarebbe, secondo me, cosa utilissima, e forse necessaria procurarsi dal detto Eminentissimo un documento scritto che provasse l'incoraggiamento ed appogio dato da lui nella sua qualifica di Visitatore Apostolico di Malta.

 

Per parte mia in qualunque maniera potro' essere utile in queto i in altri casi, con molto piacere lo faccio.

 

Le ritorno i saluti di Respighi e unednoci i miei, di cuore di dico.

 

Affez.mo

D. Arc. Bruni.

 

 

 


 

81 Num. 4247/16

 

Beatissime Pater

 

Joannes Vella e Parva Societate S. Pauli Apostoli, in Diocesi Melitensi Humiliter postulat a Sanctitate Vestra veniam qua ad Sacrum Sub diaconatua Ordinem aliosque Ordines Maiores promoveri possit tilulo Missionis.

 

Die 7 Novembris 1916 Sacra Congregatio de desciplina Sacramentorum, vigore facultatum sibi a Santissimo Domino Nostro Benedicto Papa XV tributarum, attento commendatione Ordinarii Melitin, benigne commisit eidem ut pro siro arbitrio et conscientia petitam gratiam oratori impertiatur. dummodo ei dem oratori honestai substentationis rationes in posterum non sint defuturae, aliesque servatis de jure servandis.

 

(f) P. Papi

Subsecretarius

(f) Arch. Bruni Off.

 

De speciali Apostolico facultate Nobis tributa vigore proximi Rescripti Oratori petitam gratiam impertimur pro ordinibus tatum dummodo eidem honestai substentationis rationes in posterm non sint defuturae alisque servatis de jure servandis.

 

Datum Vallettai die 29 Januarii 1917

(f) + Maurus O.S.B.

Archip. Epus. Melit. Del Apl.

 

Concordat cum originali

Datum ex Secria Epali die 15a Maji 1917

Decanus Coad.

A Secretis.

 

  

 


 

N.B. Document 83    212/18  is not typed
12 Febbraio 1917

Notabile, Malta.

 

Molto Reverendo Signore

 

Mgr. Vassallo mi ha consegnato la corrispondenza passata tra loro circa la costitusione stabile dei Missionarii Maltesi per l'estero.  La ringrazio sentitamente di tutto l'interesse che Ella si prende a favore di quest'opera nascente, e Dio senza dubbio non manchera' di rimunerarla.

 

Intanto ha il piacere di significarle, che nel prolungarsi delle pratiche per l'approvazione canonica dell'Istituto ho richiesto ed ottenuto da Monsignor Arcivescovo l'esecuzione parziale del Rescritto cioe' per soli ordini minori.

 

Le accludo uno cheque per Lit. 35 e sono in quanto a Lit 10 in pagameno della tassa del Rescritto 4247/16 che Ella fare' il favore di rimettere alla S. Congregazione non essendo il detto Rescritto pervenutoci pel solito tramite del nostro Spedizioniere:  Le rimanenti Lit. 25 mi prendo la liberta' di pregarla a volerle accettare per sue spese portati.

 

Con senso di particloare ossequio ripeto i miei ringrasiamente mentre mi professo.

 

Di Vostra Signoria

Devotissimo in G.C.

Can.co G. De Piro.

 

 

Al Reverendo

Sac. Arcangelo Bruni.

 

 

 

 


 

Roma 20-3-1917

 

Ill.mo e Rev. mo Signore.

 

Mi do premura di dar conoscere alla Signoria Vostra Illustrissima e Reverendissima che ho versato alla S. Congregaz dei Sacramenti la tassa del Rescritto 4247/16, come pure ho piacere che l'Arcivescovo abbia dato esecuzione parziale al detto Rescritto.  Poteva anch senza scrupoli eseguirlo totalmente, poiche' se egli riconosce il giovane ordinando come suo suddito, mi pare non vi sia luogo ad alcuna difficolta'.

 

Ringrazio Vostra Signoria dell'offerta che ha voluto fare a me di accettare il resto per le spese di posta; ma tento a farle conoscere che puo' pure liberamente rivolgersi a me in qualunque circostanza Ella crede che io possa giovare senza pero' prendersi per questo alcun fastitdio o incommodo.

 

Prego V. Signoria a presentare i miei saluti al carissimo D. Emmanuele Vassallo.

 

Con sensi di distinta stima e particolare osssequio godo professarmi.

 

Della Signoria Vostra Illustrissima e Reverendissima.

 

Ill.mo e Rev.mo Signore                                  Dev.mo in G.C.

Can.co G. De Piro                                          D. Arc. Bruni

Malta.

 

 

 


 

Giugno 1917.  The Presbytery - Lewisham,

Sydney - Australia.

 

Monsignore,

 

Pochi mesi fa ricevetti una cara e consolante lettera di V.S. Rev.ma. Piu' volte tentai a rispondere ma il caso di quei 214 Gozitani mi impedi' dal compiere i miei doveri verso V.S. Rev.ma.  Poscia dovetti ricoverarmi all'ospedale Levisham Hospita, tenuto dalle Blue Sisters per tre settimane e dovetti sottomermi all'operazione per avere i tonsilli rimossi.  Il 15 Marzo scorso fui rimosso dall parrocchia di Annandale a questa nuova parrocchia di Lewisham.  In questa parrocchia, in the same Chruch grounds sorge questo magnifico e splendido Ospedale Privato.  Esso e' considerato come uno dei piu' belli in tutto il Mondo.

 

Circa 19 anni fa, l'attuale Madre Superiore Mother Francis Xavier era a Malta per 5 anni allora la casa Leone XIII si fabbricava alla Sliema.  The Rev. Mother Alacoque in charge of the local hospital in Sliema.  The Rev. Mother Alacoque in charge of the lacal hospital in Sliema appartiene anche all'Australia.  In questa parrocchia oltre l'assistente, faccio anche il Cappellano all'ospedale.

 

Gia indirisso la presente a V.S. Rev.ma. perche' devo presumere che l'amatissimo mgr. Caruana sia occupatissimo in mille cose, specialemente in questi tempi anormali e quindi S. Ecc. Rev.ma non potrebbe sprecare, tempo sebbene sia certo ceh S.E. gradirebbe informazioni dall'Australia ove V.S. Rev.ma si degno communicare a S.E. poche notizie dalla presente.

 

Poco fa' indirissai una letterina a Mgr. Ant. Vella, raccomandandogli allo stesso tempo ove giudicasse prudente perche leggesse la mia lettera a qui futuri leviti, affiche forse qualcheduno d'essi s'invogliasse a venire in Australia.

 

Il caro D. Gaetano mi spedi "La Diocesi" in cui lessi con piacere l'articolo "se i nostri fratelli all'Esterp".  Mi rencresce pero' il Direttore sia stato troppo cortese e gentile coi nostri giovani sacerdoti a Malta. Se fossi la' indirizzerei parole di sacro fuoco contro tanti e tanti (uh kemm) giovani Sacerdoti che non fanno alto che oziare oziare.  20% non hanno che fare a Malta; e qui, qui si e' una sete di sacerdoti.  E' proprio redicoloso quando apprendo che qualcheduno che non oserebbe partire durante la guerra.  Peggio se e' il caso di qualchedun altro il quale, come mi informa non potrebbe partire, perche' non oserebbe dare dispiacere alla benedetta mamma.  It is nonsense; direi meglo: E' vergognoso.

 

Mi si accusa forse di essere spinto: non lo credo di esserlo no; ma la carita' di Cristo ci urge.

 

Da quello che posso vedere pero' ci sarebbero parecchi giovani sacerdoti che desiderebbero lasciare Malta per la missione.  Ci sarebbero parecchi che non vorrebbero manifestare questa volonta' e quindi richiederebbero qualche persona amica con cui potrebbero manifestare questa latente volonta'.  Quindi secondo il mio povero giudizio credo essere espediente che sia nominato qualche sacerdote come agente in Malta perche quei sacerdoti Volenterosi di venire in Australia possano comunicare con lui.

 

D. e' D. Nicola Zammit, di C. Micabiba

D. Alf. Farrugia di C. Zabbar

D. Fran. Sav. Mangion di Siggiewi

D. Michele Borg di Vittoriosa.

 

Questi hanno mostrato a me il desiderio di voler venire in Australia ma sebbene io abbia risposto incoraggiandoli prociastinato adducendo varei futili cause.  Se vi fosse qualcheduno to shake them up, son certo che quadegneremmo qualcheduno o meglio tutti e quattro.  Di piu' siccome qui in tutta l'Australia ci e' una grande penusia di sacerdoti direi che molti molti altri sarebbero rechiesti.

 

Qui in Australia si e' formato da tempo un comitato per il recruiting Campaign per la guerra, lo stesso e' assolutamente richiesto a Malta pei sacerdoti per la missione in Australia.

 

Quindi suggererei un incontro generale di Tutti i giovani preti secolari in qualche luogo da destinarsi dall@Autorita' persona ottima to address quei giovani preti riguardo al bisogno dei preti per l'Australia.  L'amatissimo nostro Diocesano sarebbe la persona ottima to address quei giovani preti riguardo al bisogno dei preti per l'Australia.  L'agente poi sara' in posiione di revevere e dare informazioni sulla regola della vita del del Sacerdote in Australia.  Da parte sua poi l'agente mi potra' spedire le rispettive relazioni del Nostro Diocesano e cosi' io potro' spedire queste relazlioni ai respettivi Diocesani in Australia. Son piu'che certo che S.R. Rev. mi Diocesani gradirebbero tanto questa offerta.

 

V.S. Rev.ma voglia perdonare questi miei suggerimenti, perche' son certo della mia assoluto incapacita' in suggerire qualche cosa a V.S. Rev.ma. Ma come V.S. Rev.ma conosce la mia posizione, credo di dover dire e fare qualche bene durante la mia permanenza in Australia.  Dico soamente questo:  "Molti e molti sono assolutamente, necessariamente richiesti in tutta l'Australia compresa Tasmania.

 

Ci sono parrocchie i cui confini si estendono a 50, 80, 120 miglia quadrate; e queste; e queste parocchie hanno un sol prete.  Gia' parlo di fedeli australiani non gia' dei Maltesi residenti in Australia.  Ci sono maltesi avunque sparsi per tutta l'Australia, in Tasmania e in New Zealand.

 

Sia questo dinanzi ai nostri sacerdoti a Malta che, cioe', i nostri galantuomini maletesi non vogliono sapere di doveri reliciosi non vogliono sapere assolutamente.  Il caso e' disperato.  Voglia il Signore che tutti i maltesi lascino l'Australia del piu' presto.  Above all i maltese che sono in Australia ci hanno fatto e ci fanno pessima figura e reclame in Australia.  Son certo che non si era una peggior classe e' la classe di gozitani che ci mandavano da Malta.  Ho sofferto tante umiliazioni per causa loro: quella maledetta xkora tat-triq bl-ittri blue flok il-luggage.  X'hasbu il-Kappillani ta' Ghawdex illi l'Awstralja hija forsi l'Imgarr, jew il-barriera jew il-Marsa.  Se i gozitani venuti in Australia sono tanto indietro in civilta', la classe dei maltesi e peggiore in reguardo alla vita riprovevole che menano.  S'intende molti dei maltesi residenti in Australia erano (scusate l'espressione) la feccia a Malta, e si figuri, che cosa siano diventati in Australia.  Noi in Australia sono non abbiamo bisogno e non vogliamo questa classe.  Mi sentii tanto contento quando suggeri' al Federal Government perche' sospendesse la partenza dei Maltesi per l'Australia.    E se non vi sara' qualche organizzazione a Malta riguardo ai nostri emigranti non osero' fare aprire di nuovo l'accesso dei Maltesi in Australia.  Si farebbe un grandissimo piacere se tutti i Maltesi lasciassero l' Australia del piu' presto possibile.  E mi speigo' che vale che essi stiano qua per parecchi anni quando 90% non vogliono educarsi, non vogliono seguire buoni consigli e suggerimneti, quando non vogliono sapere di doveri religiosi.  Questi son fatti, fatti veri che occorrono ogni giorno.  Questo e' cio' che dovrebbero avere dinanzi a loro, quei tanti giovani sacerdoti che stanno oziando a Malta.

 

Quando io insisto sull ventua dei sacerdoti Maltesi non intendo che essi debbano venire per i Maltesi.  No, no giammai. Chi desidera venire in Australia sara' adetto ad una parrochia per gli Inglesi solamente.  Pero' se pochi Maltese sarebbero vicini al suo destretto egli potrebbe prendere qualche cura spirituale dei suoi fratelli pure.

 

Se qualcuno desidera venire in Australia io potrei anche fa re menzione ai diocesani per le spese di viaggio.  Qua ove questo non riuscisse, posso garantire che in un anno si potrebbero soldare tutte le spese che sarebbero in corse.

 

Ora un piccolo cenno sul programma della vita del missionario in Australia. 

 

Si vive nel Presbytery: vitto e bucato gratis.

Si dice la S. Messa ogni mattina durante la settimana alle 7a.m. inverno ed estate.

 

Si dicono due messe da ogni prete ogni domenica.

Si predica in inglese ogni deomenica e la mattina o la sera.

Due giorni alla settimana si recita il rosario in inglese, con benedizione.

Il Lunedi' e riposo el Sacerdote.

Durante la settimana il sacerdote visita le famiglie cattoliche casa per casa dalle 10a.m. fino all' 1p.m. e dalle 4p.m. atte t p.m.  Questa e' la vita che mena il Sacerdote missionario in Australia.

 

Sappiamo inoltre i miei confratelli nel Santuario che il Sacerdotr non e' inferiore a ad altri.  Oh come e' consolante, come e' glorioso allorche mi si loda il prestigio del Sacerdote Maltese.  Lungo questi tre mesi a Lewisham ebbi l'occasione di incontrare parecchi Sacerdoti da tutte le parti di Ausrtalia.  Appena faccio mensione del mio nome a loro, tutti mi rispondono:  We heard so much about you, Father.  The Maltese priest who saved his country-man.

 

Non credere, no, caro Monsignore che io mi vanti: no, tutto il vanto vada a gloria di Dio, a gloria della cara Patria.  Sebbene l'ultimo fra il clero Maltese, pure feci tutto il mio potere per tenere alto il prestigio del nome di Malta e del clero Maltese.

 

E' fuor di luogo dire a V.S. Rev.ma la grande cortesia e gentilessa che mi fu' largita a Melbourne durante il mio soggiorno quando mi era recato per perprare la cousa dei 214 Maltesi.  Tutti, tutti, dal Primo Ministro di tutto l'Australia fino all'ultimo membro del Federal Government sono stati meco very very nice and kind.  Tutti mi dissero che io difendevo una giusta causa e per questa ragione tutti mi aiutarono presso il Primo Ministro e cosi' vinsi la battaglia.

 

L'arduo lavoro non doveva terminare la'. No. Combattai ne silenzio del perdono due figli degeneri del nome Maltese.  Dovetti pazientemente durare una satanica persecuzione da due Maltesi i quali sono residenti in Australia da circa 4 anni.  Tutto facero per rovinarmi. Mi rapportarono falsamente presso il Governo, mi rapportarono falsamente tre volte all'Arcivescovo.  Mi gettarono del fango in faccia.  Fando a me, il quale colla mia ottima condotta, col mio ottimo esempio a tutti son il prediletto degli Australiani.  Ma Viva Dio, le insidei sataniche, crollano ed il mil carattere sacerdotale risulto' piu' puro e piu' bello.  Do not worry, Father Bonnet, mi disse l'arcivescovo. We are fully satisfied with tour behaviour and if we had a good idea of your character, we have a better one now.

 

Se non procedetti legalmente contro i calunniatori fur per abbodire a Sue Ecc. Reverendissima.

 

Dubitavo a principio se dovesse far consapevole V.S. Rev.ma di questo incidente, poscia mi decisi a vergare queste poche parole perche' allo stesso tempo lenisco la malinconia.  Fui melanconico per [ochi istani perche' appena la bufera infernale fu difatta, il mio cuore gisiva di intento.

 

Credo di aver scritto troppo a lungo e quindi metto fine I miei piu' dintinti ossequi all'Amatissimo mio Benefattore S.E. Rev.ma.  I miei distinti ossequi a V.S. Rev.ma e a tutti gli amici.

 

Suc dev.mo Servitore

 

W. Bonnett.

 

  

 


 

20 Giugno 1917Sda.

San Rocco 5

Notabile Malta.

 

 

Eminenza Reverendissima,

 

E' questa la prima volta che io mi dirigo a Lei dacche' e' stata elecata da Sua Santita' all'alta dignita' cardinalizia.  Il piccolo istituto maltese per le missioni estere si concide intitolato di condivedere tanto onore con Vostra Eminenza, ed infatti con compiacimento ed affetto La seguiva in ispirito per tutte le cerimonie del Concistoro.  Pertanto le umilio le nostre sentite figliali congratulazioni ed i piu' sinceri augurii.  Si. Voglia il Signore mantenula piena del suo spirito e circondarla sempre del suo lume per poter dirigere tutto la propria energia a bene della Chiesa: e' questa la preghiera che gionalmente si suona, in suo favore, entro le pareti della nostra piccola cappella.

 

Con vera consolazione poi Le significo, che mediante le pratiche suggeritemi da Vostra Eminenza mi riusci di otternere dalla Santa Sede per tramite della Sacra Congregazione dei Sacramenti la facolta' di poter presentare il primo giovane alle ordinazioni titulo missionis.  E sono certo che Ella gradira' sapere che il passato Sanato "Sitientes" egli ha ricevuto la tonsura ed i primi due ordini minori.

 

Ora le difficolta' incontrate per l'otteniamento di detta concessione ci hanno portato secondo me provvidenzialemte, a trattare dell'importanza e dell'opportunita' dell'approvazione canonica dell'Istituto.  Ed in seguito ad uno corrispondenza in via amichevole, avuto coll'officiale  Don Arcangelo Bruni, il quale si e' prestato generosamente ad aiutarmi mi venne richiesto di procurare da Vostra Eminenza nella Sua qualifica di Visitatore Apostolico di Malta, un documento scritto, che provasse l'incoraggiamento ed appoggio dato per la costituzione di questa Piccola Compagnia di San Paolo per le Missioni Estere.

 

Pertanto oso pregarla a voler favorirmi, in duplicato, un tale attestato, il quale come mi se assicura sara' non solo utilissimo, ma anche necessario per poter incominciare a trattare l'affare dell'essere canonico dell' Istituto.  All'esse poi, coll' aiuto di Dio, non manchera' di seguire il bene essere, gia infatti l'attuale residenza diviene angusta e l'Istituto sospira il largo per dilatarsi.

 

Agli anticipati ringraziamenti, unisco i miei affettuosi auguri pel prossimo giono onomastico, mentre consensi della piu' profonda venerazione passo al bacio della Sacra Porpora e mi raffermo.

 

 

Dell'Em.za Vra. Rev.ma

Umilissimo Servo

Can.co Gius. De Piro.

 

A Sua Em.za Rev.ma

Il Signor Cardinale Pietro La Fontaine

Patriarca di Venezia.

 

 

 


 

Malta li 13/8/1917

 

Carissimo Monsignore,

 

Sia ringraziato il Singore.  La Santa Missione dei figli di S. Paolo e' terminata e speriamo che abbia dato buon esito tanto ai nostri piccoli come agli stessi missionarii; il certo e' che la S. Cpngregazione di S. Paolo abbia usato un vero atto di carita', permettendo ai Fratelli addetti alla Casa su menzionata di ritirarsi per otto giorni in S. Esercizii Spirituali e cosi' potranno servir con piu' perfezione il Signore.  I tre membri della Congregazione si son diportati molto bene e spero gran bene da essi.  Si son diportati molto bene e spero mostrate tutti e tre di buona volonta' di servir Iddio e il prossimo e di piu' son pieni di zelo e di ottime intenzione di sacrificarsi intieramente pel bene altrui.  Percio', caro Monsignore, preghiamo il Signore e facciamo pregare che questi santi disposizioni non vengano mai meno anzi che siano maggiori e da parte mia auguro a tutta la S. Congregazione e di piu' al suo fondatore il Paradiso, ma prima tibolazioni, sofferenze e sacrificii poiche' tale e stata la vita di nostro Signore e di tutti i Santi.  Come tenue retribuzione accludo due sterline in favore della sua S. Casa con tutto amore e stima mi firmo.

 

Umilissimo Confratello

D. Giorgio

 

Sofri u gieghel il min isofri halli inpattu ghal tant offizi li qieghed jircievi Gesu' mill-bniedem u forsi wkoll mill-miistri tieghu li ma jridux hlief mistrieh, unuri, flus u pjacir.

 

 

 


 

100

5 Ottobre 1917

 

Illmo e Rev.mo Monsignore,

 

Sante il numero ristretto degli insegnanti, e le varie materie da impartirsi in questa nostra Scuola, mi dispiace di fover significare a V.S. Ill.ma e Rev.ma che durante l'anno scolastico in corso, mi e' impossibile ternere la quinta classe ginnasiale di letteratura italiana e latina, per due giovani studenti Emmanuele Spiteri e Giuseppe Callus, appartenenti a cotesta "Piccola Casa: S. Paolo.".

 

Siccomo pero' due dei nostri Studenti Agostiniani sono per incominciare in quest' anno il corso di Filosofia, oso suggerire a V.S. Ill.ma e Rev.ma a voler farsi che i due studenti Spiteri e Callus possano incominciare con loro il corso Filosofico, facendo contermporeamente anche presso a noi il corso di prima liceale latina ed italiana.  Questa disposizione tornerebbe certamente di molta utilita' e vantaggio ai due studenti, anzitutto, perche' essi, secondo il mio umile giudizio, sono discretamente capaci per dar principio allo studio di Filosofia, in secondo luogo perche' un'altro anno essi non potranno avere la Commodita' d

incominciare il corso filosofico, siccome i nostri Studenti saranno gia' al secondo anno.

 

Intanto in attesa di una sua rirposta umilio a V.S. Ill.ma e Rev.ma i miei piu' distinti ossequi e con tutta stima mi pregio raffermarmi.

 

Di Lei

Umil.mo Servo

Fr. Affonso M. Cauchi

Prov. Regg. Agno'.

 

Convento San Marco Ev.

dei PP. Agostiniani

Malta - Rabato.

 

 

 

 


 

7 Ottobre1917

Piccola Casa di S. Paolo

Notabile.

 

 

Caro Mr. Vassallo,

 

Mi permetti di accluderle una lettera del Padre Cauchi O.S.A. riguardante due degli studenti di quest'Istituto per le Missioni Estere; ed intatno la prego a voler essere tanto compiacnete da signigicarmi se io possa seguire il consiglio del Padre Reggente ovvero se ci sia nulla contro le decisioni Pontificie vigenti.  Mi rimetto alla sua dottrina e descrezione per saper dirigere in questa facenda.

 

Con particolare ossequi mi raffermo

 

D.V.S. Illmo e Rev.mo

aff.mo in Cristo

Decano Coad. G. De Piro.

Direttore.

 

 

 


 

11 Ottobre 1917

Piccola Casa di S. Paolo

Notabile.

 

Molto Reverendo Padre,

 

Ho ricevuto la sua pregiatissima del 5 corrente e La ringrasio sentitamente dell'attenzione.  A dirle il vero avrei desiderato tanto di veder compito il corso ginnasiale die due studenti Spiteri e Callus.  Ma come stanno le cose lo vedo anch'io che non ci resta altra via che di seguire il consiglio di V.R. Quindi la prego voler fare il favore, anzi la carita' di ammetterli nel corso filosofico.

 

Con cenni di perfetta stima godo raffermarmi

 

Al Molto Rev.mo Padre                      Di V.S. Molto Rev.do

Fr. Alfonso M. Cauchi                               Dev.mo in Cristo

Pro Regg. Agno.                                 Decano Coad. G. De Piro

                                                                       Direttore.

 

 

 


 

Notabile 9 Settembre 1917

 

Carissimo Mons De Piro

 

In risposta alla sua del 7 corrente non credo che la V.S. Rev.ma non possa seguire il consiglio del P. Maestro Cauchi O.S.A. riguardo si due studenti della Sua Congregazione, siccome il Decreto della S.C. dei Religiosi 6 Agosto 1909 parla soltanto degli Ordini Religiosi, sia di voti solenni che di voti semplici approvati dalla S. Sede e il Decreto della S.C. dei S. e RR. 10 Maggio 1907 riguarda gli Studi dei Seminari.

 

E vero che gli Ordinari del luogo per conferire gli ordini devono osservare il Decreto "Auctis Admodum" del 4 Novem. 1893 e le disposizioni del Codice, ma cio' riguarda un altro caso, e per ricevere gli Ordini i suoi studenti si trovarono in regola col Codice.

 

Tanti Saluti

 

D. Manuel.

 

 

 


 

(1918)

 

Beatissimo Padre

 

Il Canonico Decano Coadiutore della Cattedrale di Malta, Sac. Giuseppe De Piro Direttore della Pia Opera di S. Paolo Apostolo per le Missioni Estere umilmente espone: Che nella Sua Congregazione trovasi gia' da otto anni el Chierico Giovanni Vella, il quale ha 26 anni e dieci mesi.  Che detto chierico ha compito il secondo anno di Teologia.  Che egli e' di irreprensibile condotta ed e' il primo chierico della sua Congregazione prommimo a ricevere gli ordini Sacri.  Che essendo l'oratore il solo Sacerdote della Pia Opera e dovendo per le sue molteplici e gravi occupazioni essentarsi speddo dall'Istituto non ha un altro Sacerdote che possa prendersi cura degli alunni appartenenti allo stesso.

 

Per tanto supplica umilmente Vostra Santita' a voler dispensare il Chierico Suddetto dall'osservanza del Can. 976 del Nuovo Codice e permettergli di poter ricevere l'Ordine Sacro del Suddiaconato prima di incominciare il terzi anno di Teoli#ogia, il Diaconato a meta' del terzo e il Presbiterato al terz'anno compito.

 

E della Grazia.

 

Attesa la vera necessita' che la suddetta Pia Opera di San Paolo ha di un Sacerdote che ne prenda cura in assenza del Direttore, e perche' essa possa incominciare la sua missione raccomando vivamente ' l'Oratore per la grazia.

 

(f) Csa+ Mauro O.S.B.

Arciv. Vesc. di Malta.

 

 

 

 


 

Casa S. Giuseppe

Hamrun, 25/7/1918

 

caro Monsignore,

 

Vi faccio memoria che Sabato prossimo di mattino, i Freres, adetti alla nostra cara Casa andranno in ritiro, percio' compiacetevi surrogarli con due dei nostri cari di costi', degni figli di S. Paolo.

 

Con stima e respetto mi dichiaro

 

Dev.mo Servo

Don Giorgio.

 

 

 


 

Eccellenza Reverendissima,

 

Il Decano Coad. Giuseppe De Piro, direttore della "Piccola Casa di S. Paolo", Istituto per le Missioni Estere, al bacio del Sacro Anello, prostrato umilmente domanda a Vostra Eccellenza a voler concedergli la facolta' di conservare la SS.ma eucaristia nell'Oratorio di detta Pia Casa.

 

E della grazia ecc. ecc.

 

Utentes facutate Nobis tributa vigore Canonis 1265: 2 permittimus ut in praefato Oratorio Pawae Domus Sti. Pauli pro expeditionibus exteris SS. num Eucharistiae Sacramentum asservsari possit. dummodo Sacro - Sanctum Missae Sacrificium semel saltem in hebdomada celebreterr, una ad minus lampas ante SS.mam Eucharistiam die noctuque collucea t.  Tabernaculi clavis cautecustodiatur ac reliqua serventur quae a Codice Juris Canonici praescribuntur quoad custodiam et cultum SS.mo Sacramento praestandum.

 

Datum Vallettai die 11 Augusti 1918

Dom. Maurus Caruana O.S.B.

Archiep. Episc. Melit.

 

(Copia del decreto trattante la concessione del SS.mo Sacramento nella cappella della nostra Societa' a Notabile 23/4/33.

  

 


 

Segreteria della S.C.

Di propaganda fide

No:24/1919

 

20 Dicem. 1918

 

Missioni.

 

Portelli Mons. A. Vesc. e Vic. Gen. di Malta:  Risp. No:1885/1918 informando circa un Istituto di giovani aspiranti all Missione fondato dal Rev. Giovanni Mamo.

 

2 Jan 1919

Re.tis in Congregationis

Congr. 4 Febb. 1919

Il vescovo rengrasia e che dia alterosi notizie sul suo istituto delle missioni.

 

scritto il 5 febb 1919

 

Reg. 4 Genn. 1919.

 

 

 


 

Mons. A Portelli

 

Malta Valletta 20 Decembris 1918

 

Eminentissimo Principe

 

Ho l'onorevole incarico da questo Diocesano Mgr. Mauso Caruana di ripondere all' Eminenza Vos. Rev.ma in rapporto alla Sua Venerat.ma del 6 Dicembre 1918 No: 1885/1918 riguardante una lettera del Rev. D. Giovanni mamo di questa Diocesi.

 

In merito al caso sono in dovere di sottomettere all' Em. Vos. Rma. che la lettera del Sac. Giovanni Mamo pervenuta a Cod. S.C., non puo' ringuardare l'Opera di Propaganda Fide, la quale Opera e'in questa Diocesi di antica fondazione, bene organizzata e unita al Conciglio Generale di Lione, e da frutto meraviglio in parita' all' esiguita dell' Isola, senza che ne abbio parte alcuna il Rev. Mamo.

 

Egli il Sac. Mamo ha tentato di erigere una casa per allevare giovani per le Missioni Estere come egli diceva; ma quell' intrappresa fu piuttosto capricciosa, non puo' andare avanti si puo' dire completamente sfatata, ne' e' un alcun modo commendabile.

 

Per consolazione pro' dell' Eminenza Vos. Rev.ma godo d'essere in grado di assicurarLa che in Diocesi esiste un Istituto ancora nascente per le Missioni Estere sotto la nostra protezione, diretto dal Mgr. Decano Coadiutore Giusepppe de Marchesi De Piro, e che da delle buone speranze; ma in questo non ha parte alcuna il Rev. Giovanni Mamo.

 

Tanto ho l'onore di sottomettere all'Em. Vos. Rev.ma mentre oso offrirle gli auguri delle grazie le piu' eletti nelle prossime Sti Feste Natalizie e nel prossimo Anno Nuovo, che il Signore voglia darci lieto della tanto sospirata pace mondiale.

 

Ai Suoi onorevoli comandi mi pregio firmarmi.

 

Dell' Em. Vos. Rev.ma.

Umil.mo Ubbid.mo Servo.

 

Em.mo Sgr Card. Van Rossum, + rf. A Portelli O.P.

Prefetto della S.C. De              Ves. tit. Selinuntino

Propaganda Fide                                 Vic. Gen. le Delegato.

Roma.

 

 


 

Roma, il 6 Febbraro 1919

Mons. A. Portelli,

Vescovo tit. e Vic. Gen.

di Malta.

 

Testo

S.C.

 

La ringrazio prima di tutto delle notizie che ella mi trasmette relative alla iniziativa del R. Mamo - Sono poi lieto di apprendere che in cotesta diocesi esiste un istituto ancora nascnete per le missioni estere sotto la sua protezzione e diretto da Mgr. Decano Coadiutore Giuseppe dei Marchesi De Piro, e che gia' da delle buone speranze.  Le saro' grato se vorra' far conoscere a questa S.C. in modo piu' dettagliato l'origine,lo sviluppo raggiunto e le pariticolari costituzioni del suo istituto, al quale fin da ora auguro di raccogliere, in un prossimo avvenire, copiosi frutti di bene -

 

Intanto ecc..

 

Van Rossum Pref.

Laurenti Seg.

 

 


 

Sliema,

11 Febb. 1919

 

Carissimo Don Giuseppe,

 

Probabilmente al Zabbar vi sarebbe una casa con altre appendici lasciata ai Salesiani per Oratorio e forse anche Casa industriale.  Fatto e' che i Salesiani si trovano attualmente (e che sa per quanto tempo ancora).  privi del necessario personale, a cousa delle perdite subite in questa guerra (segra tispicca id-dinja, al che non cu credo affatto)  Da corrispondenza avuto col Generale dei Salesiani (esendo il sotto scritto uno dei due Esecutori Testamentari) e risultata questa impossibilita' per cui essi dolentissimi, non si trovano in gradi di accogliere questo legato.  Rincresce anche a me che anni sono avea lavorato per questa fondazione.  Comunque sia, il bebe si faccia ugualmente a gloria di Dio.  Probabilmente la Provvidenza ha conservato questo legato per la fondazione Sua, effetto della Holma Tal-Missjunarju iz-Zghir.  Chi sa?  Sarebbe Don Bosco l'organizzatore che vuol rimanere celato.  Sarebbe forse il Zabbar invece delle vicinanze della chiesuloa di Sant'Agata?  E se Ella potesse accettare il cambio, una casa con diverse altre di forse ś 80 di rendita e terreno da allargare i confini della casa suddetta?  E se oltre a questo potesse ance accettare (u kemm gej gid?) anche l'Oratorio gia' dei Salesiani s Birchircara per una Scuola d'agricoltura, colla chiesetta gio' fabbricata?  Tutto questo inter nos per non guastare le uova nel paniere, sia che Ella accetti o altrimente, perche' altri hanno fatto l'occhio dolce al Zabbar, a quanto pare, ma e' mio vivo desiderio che questo ben di Dio sia amministrato da Mgr. Can. Dec. G. De Piro, padre di molti figli ...molti... che poi andrebbero missionarii in Palestina e Misopotamia, ecc.

 

Il sognatore che sogna a tutte le ore e del giorno e dorme poi la notte profonda mente. Alfonso.

 

P.S.   Liza parla di ravjul Venerdi alla 12 in punto   Se Lei potesse essere tentato di partecipare ossia essere complice nella loro distruzione, forse Don Bosco (tal-Holma)  Le ispirera' (dal quadro?) qualche favorevole decisione.

 

 


 

113     JMJ

            D

 

D.                                                                               Valletta 24 Febbraio 1919

 

Ill.mo Rev.mo Mgr. Decano.

 

Avendo dovuto precedentemente far conoscere a S. Em. il Cardin. Van Rossum Prefetto della S.C. di Prop. Fide che la S.V. Rev.ma ha formato e derige un Istituto di educazione per le Missioni Estere, egli S. Eminenza se n'e molto compiacuto e desidera "in modo piu dettagliato l'origine, lo sviluppo raggiunto e le particolari costituzioni del suo Istito" V.S. Rev.ma vorra' favorirmi questi dettagli, perche' alla mia volta possa io passarli all'Emm. Sgr. Cardinale.

 

Cio' tornera' certamente di onore e merito alla S.V. Rev.ma a cui augurando ogni bene ed ossequiandola mi raffermo.

 

Dev.mo Servo in Xto

+ Fr. A. Portelli O.P.

 

 

 


 

J.M.J.

D                                                                    Valletta 7 Marzo 1919.

 

Ill.mo Rev.mo Monsignore,

 

Mi e' rimesso per solito referat lo statuto delle "Dame di Carita'".  L'ho studiato e no ci trovo che piccolissime osservazioni di irregolarita' canoniche.

 

Quello pero', che a mio umile giudizio ci manca totalmente e' un Capo, per me il piu' importante "Dei fondi e come si acquistano".  Mi pare questo conditiv sine qua non.

 

Se V. Sign. Ill.ma Rev.ma sara' compiacente d'istruirmi di quali fondi la Societa' potra' e si dovra' proccurarne, potro' nella mia relazione foprire questa la una.  Attendo pur' anche sempre la relazione sull'altro Istituto per i Missionarii da poter soddisfare l'Emma Cardinale Von Rossum.

 

La riverisco con tutto stima e mi raffermo.

 

Suo

Dev.mo Servo in Xto

+ Fr. A. Portelli O.P.

 

  

 


 

10 Marzo 1919

Piccola Casa di S. Paolo

Notabile - Malta.

 

Eccellenza Reverendissima,

 

In riscontro alla Sua Pregiatissima del 24 Febbraio u.s. nella quale mi chiedeva dei dettagli reguardanti l'origine, lo sviluppo raggiunto e le particolari costituzioni di questo poccolo istituto per le Missioni Estere per essere trasmessi all'Emo' Cardinale Van Rossum Prefetto della Sacra Congregazione de Propaganda Fide, sono nel dovere di riferirle quanto segue:-

 

- Origine -

 

Disponente la Divina Provvidenza, l'anno 1909 mi si presento' l'occasione di communicare le mie idee, che da tempoi ruminava, circa la costituzione di Missionari Malte.  Se per l'estero, a Sua Ecc.za. Rev.ma il Visitatore Apostolico Mgr. P. La Fontaine, oggi Cardinale Patriarca di Venezia; ed Egli compreso e persuaso della necessita' dell'Opera accolse con gran favore l'esposizione delle mie vedute, mi fece coraggio e mi rechiese di presentargli la relativa supplica del Santo Padre, cio' che io con premura e senza indugio feci il 15 Novembre 1919, dopo di averla correda ta dalla raccomandazione del Diocesano, allora il compianto Monsignor P Pace - Con lettera del 21 Gennaio 1910 Monsignor Visetatore mi faceva sapere che egli aveva esposto a Sua Santita' Pio X l'umile domanda e che il Santo Padre rallegrandosi del "santo divisamento" nell'effesione del suo ottimo cuore paterno ne impartiva l'Apostolica Benedizione - Presi quindi in affitto una casa alla Notabile e il 6 Giugno 1910 veniva da Mons. Arcivescovo decretata l'apertura della stessa quale residenza dei futuri missionarii sotto il mome di "Piccola Casa, la quale il 30 dello stesso mese, giorno di San Paolo, riceveva aspirante catechista.

 

Lo Sviluppo

 

Rggiunto e stato faticoso e lento assai piu' di quello che uno si aspettava pero' quantunque i marosi piu' volte sembrava, no voler sommergere la navicella, pur tuttavia dal primo giorno fino ad oggi si e' costretti, grazie a Dio, di relevare un progresso sensibile.  Dopo infatti oltre quattro anni dall' apertura, il 6 Ottobre 1914 con decreto di Vra. Ecc.  Rev.ma, allora Amministratore di questa Diocesi, venne concesso ai membre della Compagnia la facolta' di indossare l'abito talare nero con fascia anche nera.  Inoltre mence' la raccomandazione di Mons. Arcivescovo Vescovo Dom Mauro Caruana O.S.B., ed i buoni e valevoli uffici di Sua Em.za il Cardinale Giustini, presso il Santo Padre, con Rescritto della Sacra Congne di Sacramenti del 7 Novembre 1916, venne concesso al primi studente della Compagnia di ricevere le Sacre Ordinzioni "titulo Missionis", e durante le prossime vacanze estive, dopo quasi dieci anni di vita, la Compagnia, piacendo a Dio, sara' allietata dall'Ordinazione del primo Sacerdote - A costui poi tengono dietro altri tre studenti nel corso filosofico ed otto nell classi, ginnasiali, alcuni dei quali gia' membri interni ed altri ancora aspiranti esterni.  Completano il numero quattro Catechisti uni dei quali gia' professo, remittero' in via privata, oltre altri aspiranti che con insistenza, domandano l'ammissione; - quindi e' che l'attuale residenza divenuta angusta e maladetta per una comunita' ci spinge di cercar quartiere altrove, ed infatti tovansi gia' a buon punto le pratiche per l'acquisto del terreno aattiguo ad una piccola Chiesa che Monsignor Arcivescovo ha promesso di assegnare all'Istituto, e cosi' voll'aiuto di Dio, previo l'opportuno permesso dell' Autorita' Civile, la Compagnia avra' quanto prima una residenza piu' regolare e convenevole alle esigenze della vita comune.

 

Ed ora per cio' che riguarda le Costituzioni particloari dell'Istituto debbo riferire che poche pagine manoscritte ed incomplete che non hanno ancora il bene di alcuna approvazione diretta, ne servono pel momento come norma direttiva, delle quali per brevita' transcrivo qua il Prospetto.  "La Compagnia di San Paolo Apostolo e' una Societa' di Missionari" Sacerdoti e Catechisti, congregati in perfetta vita comune.  Essa si assume la lotta di perfezionare i suoi membri nell'amore di Dio e del prossimo per messo dell'osservanza delle virtu' cristiane ed in particolar modo di una perfetta ubbidienza, castita' e poverta'. indi cerchera' di venire in aiuto di quei popoli i quali difettano di operai evangelici in comminciando dai Maltesi lontani dalla patria, ed assumera' la cura di case di beneficenza.  Gli ammettendi devono essere i donei per essere formati giusta lo scopo della Compagnia, i cui membre possono essare di appartenervi o per ritiro o per esculsione.  Il Superiore eletto ovra' la facolta' e l'obbligo di stabilire cio' che maggiormente conduce la Compagnia, al conseguimento del fine prefissosi".  Cosi' stando le cose mi ci permetta di esporre un dubbio ed un desiderio.  Ed in verita' data la qualifica di Visitatore Apostolico in Mgr. La Fontaine, nonche' l'illumunata  autorita' che in quell' occasione godeva sembrerebbe poter equipare l'origine dell'Opera come sopra narrato, all'"approbatio pontificia" o col "testimonium laudis" nominate nel Nuovo Codice al Can. 4922.  Pero' questa estimazione, quantunque sia stata sempre l'anima di tutto la mia azione spiegato a bene dell'Opera insin dai suoi inizi fino ad oggi, pur tuttavia non e' scevra da obbiezioni giuridiche.  Ed e' percio', che, colta questa propizia occasione, ofserei, per tramite patrocinatore di Vostra Eccellenza Rev.ma, esternare una premurosa brama all'Emo' Van Rossum, perche' Egli nella generosita' del suo cuore, giavandosi' dell'ascendente, che tanto i proprii meriti, quanto la posizione che degnamente occupa, gli danno presso la Santa Sede, voglia degnarsi otternere un'autorevole dichiarazione tendente allo stabilimento dell'essere canonico della Compagia.  Ottenuto un tale documento, esso non mancherebbe di contribuire grandemente alla prosperita' dell'Istituto, e soddisferebbe ad una necessita' che si e fatta maggiomente sentire in questi giorni tanto dalle pratiche in corso per la provvista della suddetta residenza quanto dall'atto di una ultima volonta', che stante questa peste pulmonare, che infesta l'isola, ho considerato meglio "in Domino" di stendere a favore dell'Opera.  L'esternare un tale desiderio era per me, un vero bisogno, e di cuore ringrazio la Divina Providensa dell'opportunita' datami per mezzo di Vostra Eccellenza.  Edora che ho a dempito al mio dovere oso sperare, che il nome dell'Emo' Van Tossum, unitamente a quello dei due sullo dati Emi Porporati, menrce' l'ottenimento a quello dei due sullo dati Emi Porporati, merce' l'ottenimento della grazia desiderata, retua' per sempre legato al primo sviluppo di questa povera pinticella nella vigna del Signore.

 

Grandisca da ultimo, l'Ecc.za Rev.ma l'espressione dei sensi di riconoscenza e favorisca umiliare gli stessi al Signor Cardinale Prefetto, mentre al bacio del Sacro Anello Le chiedo la Benedizione i mi raffermo.

 

Di Vra Ecc.za Rev.ma

Dev.mo Um.llmo Servo in Xto

Decano Coad. G. De Piro

 

 

A Sua Eccza Revma

Monsignor Fr. Angelo Portelli op

Vescovo Tit., di Selimente e Vic., Gen., di Malta.

 

 

 


 

Segreteria Della S. C. di

Propagnada fide

Portocollo

1019/1919

 

Missioni - 31 Marzo

 

Portelli Mons. Angelo, Vesc. tit. Vic. Gen. di Malta.  In ordine al No 24/1919 comunica informazioni circa un Istituto per le Missioni fondato e diretto da Mons. Giuseppe De Piro:

Sull'ottenere l'approvazione del Med.o.  Ins.

 

Si risponda con una bella lettera di encomio ed incoraggimento benedicendo l'opera bella e promettendo tutto l'appoggio che merita.

 

Si domandino poi spiegazioni percise corca la natura dell'opera cioe' se abbia l'intenzione di vincolare i membri coi 3 voti di religione o di vederli uniti soltanto senza essere religiosi commemmbri di una societa' di Missionari.  Ricevute queste o regolamento necessario per l'opera e per tutto cio' che occorre da parte della S. Sede

 

5 Aprile 1919

G.M. Card. Van Rossum

Scritte il 14 Aprile 1919.

 

Reg 9 Aprile 1919.

 

 

 


 

Malta - Valletta 31 Marzo 1919.

 

Eminent.mo Principe.

 

In ossequioso riecontro alla Ven.tma dell'Em.za Vos. Rev.ma dl 6 Febbraio u. p. (No24/1919) per la quale Ella si degnava esprimermi il desiderio di conoscere dettagliati l'origine, lo sviluppo raggiunto e le particolari costituzioni dell'Istituto fondato da Mons. Dn. Gius. De Piro per le missioni estere, per maggior esattezza mi sono rivolto allo stesso Mons. de Piro, il quale mi favori' le opportune informazioni mediante una lettera, che qui acchiudu e sottometto all'Em. Vos. Rev.ma.

 

In detta lettera Mons. de Piro esprime il desiderio di otternere l'approvzione Apostolica o il "Votum Laudis" pel suo Istituto, ma gli ho notato, non so poi se abbia sbagliato, che occorre per primo cimpilare regola e costituzioni, e che questi siano messe in esperimento per caso che richiedano alterazioni.  Per tal fine gli ho dato le Norme Apostoliche, che io ebbi dalla S.C. di Religiosi quando fui Visitatore Apostolico, perche' con esse momificate sul nuovo codice possa compilare gli Statuti, da sottomettere poi alla S. Sede.

 

Ma se l'Emin.za Vos. Rev.ma nella sua generosita' vorra' essere compiacente di ottenere il Votum Laudis, anche senza gli statuti pronti, oso raccomandare caldamente tale grazia, dappoiche' egli Mons. De Piro intende fare le sue disposizioni Testamentarie a favore dell'Istituti, cosi' presto, Uguolmente se Ella vorra' avere la cortesia di favorirci Norme, se vi siano, speciali per genere dell' Istituto, Le saremmo s#assai grati, perche' cosi' gli Istituti potranno essere piu' precisati ;nella loro forma.

 

Perdoni Emm.mo Signore se sono indiscreto nelle mie preghiere, o se ho abusato della sua bonta'; Ella perdonera' alla buona volonta' di giovare a cosi Santo Istituto.

 

Baciandole il Lem.bo della S. Porpora con la piu' profonda riverenza ossequiandola mi raffermo.

 

Dell'Emin.za Vos. Rev.ma

Umil.mo Ubbid.mo Servo

+ Fr Angelo Portelli OP

Ves. tit. Selin. Vic. Gen. Del.

 

Em. Rev. Principe di SRC.

Ill. Rev.mo Sg. Card. G Van Rossum

Prefetto della S C di Propaganda

Roma.

 

 

 

 

 122

Congregazione de Propaganda Fide

Protocollo N 1019/1919

Roma 23 Aprile 1919

 

Illmo e Rev.mo Signore,

 

La Ringrazio vivamente delle notizie che la Signoria Vostra con lettera del 31 Marzo p.p. mi ha trasmesso sull' origine e lo sviluppo dell'Istituto per le Missione Estere fondato e diretto dall'ottimo Mons. Giuseppe De Piro; e fin do ora son lieto di assicuarle tuttl il mio appoggio ed aiuto perche' l'opera iniziata si sviluppi e porti frutti ubertosi Prima di tutto pero' e' necessario conoscere le intenzioni precise del Rev.mo fondatore sulla natura dell'Opera, se cioe' abbia egli intenzione di vincolare i membri con i tre voti di religione, o di vederli uniti soltanto senza che siano religiosi, come membri di una Societa' di Missionari.  Avute queste informazioni, ben volentieri l'aiutero' per compilare uno statuto o regolamento necessario per l'opera e per tuto cio' che occorre da parte della Santa Sede.

 

Intantot fin da ora invoco sul novello Ostituto e specialemnte sul Reverendo Fondatore e Direttore Mons. De Piro e sulla S.V. le piu' elette Benedizioni del Signore.

 

Di V.S. Rev.ma

Dev.mo Servo

(f) G.M. Card. Von Rossum,

Prefetto

C. Laurenti Seg.rio

 

Mon. Angelo Portelli

Vicario Generale di Malta.

 

 

 


 

Mons A Portelli

 

Valletta 28.IV.19

 

Monsignore Carissimo,

Ho ricevuto oggi l'acchiusa che le rimetto per sua informazione e consolazione.

 

Augurando prosperita' mi raffermo.

 

Di V.S. Rev.ma

Umile Servo

+ Fr A Portelli O.P.

 

 

 


 

30 Aprile 1919

Piccola Casa di San Paolo

Notabile, Malta.

 

Eccellenza Reverendissima,

 

Ho ricevuto la lettera della Sacra Congregasioni di Porpaganda Fide del 23 Aprile corrente No 1019/1919 gentilmente trasmessami da Vra. Ecce.za Rev.ma; e La prego anzitutto a voler essere interprete dei miei sensi de riconoscenza presso l'Emo Prefetto il Signor Cardinale Van Rossum. per il favore col quale si e' degnato accogliere gli inizi di questa piccola Opera.  Il Signore non manchera' di rimeritarti.

 

In quanto poi alla richiesa fattami, se cioe', i membri di questa Compagnia di Missionari debbano essere vincolati dai tre voti religiosi, respondo affermativamente, ed aggiungo che gia da tempo, salvo ogni miglior giudizio, per piu' motivi, ho cosi' in Domino deliberato.  Ed in verita', oltre al gran bene speirtaule che ne ricaveranno i membri, si otterra' per quanto possibile: a) l'assicurazione della retta intenzione nei postulanti;  b) l'allontanamento di coloro che vorranno servirsi dell'opera per interesse tutto privato;  c) la persuasione nei genitori che col permettere ai figli di appartenere alla Compagia essi offrono a Dio un vero olocousto;  d) una maggiore coesione all'Opera in se stessa;  e)  e al quiete e stabilita' dianimo nei membri medesimi.

 

Gradisca intanto l'Ecc.za Vostra i miei piu' vivi ringraziamenti per l'appoggio che presta all'opera, mentre con sensi de venerazio, la Benedizione e mi faffermo.

 

Di Vra Ecc.za Rev.ma

Umilissimo Servo

Decano Coad. G. De Piro.

 

 


 

2 Ottobre 1919

 

Rev.mo Monsignore

 

Sono lieto di potere rendere all'Istituto da lei tanto generosamente e degnamente sostenuto il piccolo servizio di accettare altri tre alunni.  La pregherei, pero', se non la disturbi, a volermi significare come mandare da Lei, Lei stesso i nomi dei suoi alunni.

 

Mi dico con ogni rispetto

Dev.mo

P.A. Leanza

 

St Aloysius' College, Malta.

 

 

 


 

Segreteria Della S. C. Di

Propaganda Fide.

Protocollo

3102/1919

 

Malta 31 Ott.

 

Portelli Mons. Angelo Vesco. tit. Vic. Gen: Circa riordinamento di un Istituto per le Missioni fondato da Mons> Giuseppe De Piro: attende isturzioni.

 

V.N. 1019/19

 

Riannungtis in gongr.

Cong. 2 Gennaio 920

A. Monsig. Portelli

Resp. ad mentem.

 

Reg. 17 Nov 1919.

 

 

 


 

Malta - Valletta

31 Ottobre 1919

 

Eminent.mo Principe

 

Questo Mons. Decano Dn. Giuseppe De Piro e' sempre bramoso di avere qualche maggiore sodezza del suo benemerito Istituto d'educazione di giovani per le Sante Missioni; tanto piu che ultimamente egli ha comprato da proprio il terreno per fabbricarvi la Casa per l'Istituto.  Veramente egli desiderebbe il Votum laudis; ma forse per questo e' ancora troppo presto, a menocche' non valgo eguolmente il voto datogli da S. Em. il Card. La Fontain, quando

 

 

 


 

S. Congregazione de Propaganda Fide

Protocollo No 3102/919

 

Ill.mo e Rev.ma nella mia lettera del 23 Aprile del decorso anno, io saro' lieto di dare tutto il mio appoggio ed aiuto perche' l'opera iniziata da Mgr. De Piro si conslidi e si sviluppi; ed aiutero' ancora il medesimo fondatore, non solo nella compilazione della Statuto, ma in tutto cio' che occorre da parte della Santa Sede.

 

Ora nella lettera del 31 Ottobre p.p. Ella mi fa sapere, come Le Chiedevo, che il sullodato Monsignore intende vincolare i membri dell'Istituto coi tre voti di religione, e che desidera ottenere il decretum laudis perche' la Congregazione religiosa divente di deritto pontificio. A questo proposito facco notare alla S.V. che ne' il voto del Cardinale La Fontaine, allorche' fu Visitatore Apostolico di cotesta diocesi, ne la benedizione ottenuta dalla s.m. di Pio X  possono equivalere a tale testimonio di lode; d'altra parte tale atto pontificio per ora sarebbe intempestivo; giacche' prima del decretum laudis l'istituto medesimo deve essere eretto cononicamente e fiorire come istituto diocesano.  Non si preoccuoi quindi di cio' per ore l'ottimo Mgr. De Piro.

 

Interessa invece sommamente che la S.Sede dia l'autorizzazzione reighiesta daltenore del canone 49231 perche' l'istituto si possa erigere canonicamente e diventare veramente un istituto religioso di deritto diocesano.  Tale autorizzazzione, diversa dal decretum laudis, ben volertieri mi adoperero' perche' sia concessa.  Inanzi tutto pero' occorre che Mgr. De Piro chiarisca meglio la finalita' dell'Istituto.  Nella relazione inviata salla S.V. si dice che "l'Istituto" cerchera' di venire in aiuto di quei popoli i quali defettano di operai evangelici; incominciando dai maltesi lontani dalla patria, ecc...."  Ora il porre come fine precipu l'assistenza dei Maltesi all'estero, puo' essere un'intralcio per lo sviluppo dell'opera.  Gli istituti missionari si prefiggono principalmente di propagare la fede tra gli infedeli o di tutto il mondo o di una particolare regione; cosi' ci sono istituto missonari per i Negri, per i Cinesi, ecc.  Vegga la S.V. che Mgr. De Piro entri in quest'Ordine di idee, se, come credo accettera' tale modificazine, gli mandero' dei statuti di Congregazione Missionarie su cui modellare le proprie regole; dipo di che la S.V. potra' ricevera dalla Santa Sede la facolta', du cui sopra, per erigere canonicamente l'Istituto.

 

Intanto ben di cuore prego il Signore che alla S.V. e a Mgr. De Piro conceda le piu' elette benedizioni del Cielo.

 

Di V.S. Rev.ma

Dev.mo Servo

(f) G.M. Card. van Rossum

Prefetto

C. Laurenti Sergio.

 

 


 

129

J.M.J.

D

 

Valletta 13 Gennaio 1910

Monsignore Car.mo

 

Oggi ho ricevuto l'acchiusa che rimetto a Lei per Sua piena soddisfazione.

 

La riverisco e rimango.

 

Suo Dev.mo Servo

+ Fr. A. Portelli O.P.

 

 

 


 

Malta - Valletta

31 Marzo 1920.

 

Eminentissimo Principe,

 

In quest'altra settimana veniente, questo Mons. Decano Dn. Giuseppe De Piro se rechera' costa' a Roma per fine di sottomettere personalemnte all' Em.za Vos. Rev.ma i suoi progetti dell'Istituto per le Sti Missioni e cosi' meglio riceverne le istruzioni.

 

Nutro fiducia che l'Em. Vos. Rev.ma si degnara' accorglierlo e favorirlo di udienza non tardi, soccome is sup impiego di Rettor del Seminario non gli permette di assentarsi troppo dalla Diocesi.

 

Colgo l'opportunita' per augurare all' E.mo Principe.

 

Il Rev.mo Pgr Cardinale Van Rossum

Prefetto della S.C. di Propaganda

Roma.

 

 


 

Palazzo Arcivescovo

Malta - Valletta

5 Aprile 1920.

 

Eminenza Rev.ma,

 

Ho l'onore di presentare all'Em.za V. Rev.mo Mons. Can. Decano Giuseppe De Piro della mia Diocesi, Rettore del Seminario ed Istitutore della Compagnia di S. Paolo per le Missioni Estere, il quale si reca costi' per trattare personalmente con l'Em.za V. Rev.ma la questione pendente dell'approvazione del suo Istituto.  Da parte mia lo raccomando quanto so e posso all' Em.za. v. Rev.ma.

Inclinato al bacio della S. porpora mi dico con sensi di profondo assequio.

 

Dell'Em.za V. Rev.ma,

Dev.mo Ubbi.mo

+ Mauro O.S.B.

Arciv. Vesc. di Malta.

 

A Sua Em.za Rev.ma,

Il Sig. Cardin. G. Van Rossum.

Pref. della Cong.ne di Propoganda.

 

 

 


 

Alla Sua Emz. Rev.ma.

Il Signore Cardinale Pietro La Fontaine

Patriarca di Venezia.

 

9 Aprile 1930

55, Via del Mascherone,

Roma.

 

Eminenza Reverendissima,

 

La stessa Provvidenza che dieci anni addietro mi ha fatto incontrare, a Malta, con Vra. Emza. All'Istituto per le Missione Ester, mi ha fatto ieri inocntrare col Suo Revm. Segretario Mgr. Costantini, e percio' mi approfitto della circostanza per sinificarle che io mi trovo appunto a Roma, per trattare colla Congregazione del Propaganda Fide l'affare dell'Istituzione Canonica dell'Istituto.  Io pe tramite della Curia di Malta avevo cheisto che mi spiegassero si l'approvasione ottenutmai da Vra. Emza, come Visitatore Apostolico e la relativa Benedizione Apostolica impartita all'opera progattata da Sua Santita Pio X eguagliassero al "Decretum Laudis".  La risposta dell'Emo. Van Rosseau fu negativa ma d'altra parte si e'mostrato molto favorevole ad aiutarmi per l'otteniento dell'approvazione diocesana, considerando ancora intemperstivo il "Decretum Laudis".

 

Io beninteso ammetto pienamente che esso sio cosi, ma d'altra parte lo stesso "Decretum Laudis" ne aggiungera', a mio modo di vedere, una certa stabilita' al nascente Istituto, la quale infondera;' coraggio ai giovani membri e cosi potramo meglio combattere e vinvere le lotte che naturalmente dovranno sostenere in un avvenir forsi non molto lontano.  Percio' come vede l'Emza. Vra.una Sua breve parola all'Emo. Van Rosseau in questo momento non e' a dubitare che possa fare molto bene all'Istituto, tanto da Lei siempre portetto insin dalla Sua Concezione.  Per Sua poi soddisfacione Le insio un tgruppo della piccola compagnia di San Paolo, esso e' del 20 marzo u.s. e comprende gli inerni che sono dodici e parte degli esterni che "Deo aduivante" aumento sempre.

 

Non la trattengo piu' a lungo perche' so che il suo tempo e molto prezioso e con sentimenti di figliale riconoscenza passo a baciarle la Sacra Porpora ed a chedere al Benedizione, mentre mi raffermo.

 

Dell'Eminza. Vra Revma.

Umilissimo Servo Canco G. De Piro.

 

 


 

Rmo. Mgr. Giuseppe De Piro

Via del Mascherone 56

Roma.

 

Il Patriarca di Venezia

 

Mgr. Mio Carissimo,

 

Soltano ieri Mgr. Costantini mi ha ripiegato? la Sua graditissima, ove giusa che non son giunto in tempo a scrivere la lettera alla S.C. de Propaganda secondo i suoi desiderii.  Ho fiducia che Dio benedira' la bella opera tutta intiera alla gloria si Lui e al bene degli uomini.  Ritornando a Malta dica a cotesti cari figliuoli, dei quali mi ha mandato il gruppo, che preghino per me, che imparino a scire ed praedicare Christum Crucifizum.  Se posso esserle utile, son qui.  Memento me e saluti agli amici.

 

Dev.

+ P.C. La Fontaine.

 

 

 


 

Segreteria della S.C. De

Propaganda Fide

Protocollo

1921

 

Malta - 18 Maggio.

 

Vescovo:  Raccomanda istanza del Rev. Giuseppe De Piro circa erezione canonica di Un Istituto per le Missioni in Congregazione religiosa, dal titolo: "Compagnia di S. Paolo".

 

Referatur

Respondentur ad mentem


Reg. 1 Giugno 1920.

 

 


 

A Sua Eminenza Reverendissima

Il Signor Cardinale Guglielmo Van Rossum

Prefetto della Congne de Propoganda Fide

 

Eminenza Reverendissima,


Il Canonico Giuseppe De Piro, della Diocesiddi Malta, prostrato al bacio della Sacra Porpora, umilmente espone che egli accolto ed incoraggito dall'Emo' Pietro La Fontaine, allora Visitatore Apostolico di detta Diocesi, e confortato dalla Benedizione Apostolica di Sua Santita' Pio X di s.m., diede principio nel 1910 all'istituzione di una Societa' Religiosa, avente per scopo le Missioni Estere, ad incominciare dall'assistenza dei Maltesi lontani dalla patria.

 

Che l'Istituto iniziato allora con due giovani, uno studente ed un catechista, e' oggi composto, da nove studenti e tre catechisti, tutti interni, ai quali canno aggiunti altrettanti giovani aspiranti esterni, che frequentano periodicamente l'Istituto per aver l'agio di comprendere lo spirito dello stesso innanzi la loro ammissione.

 

Che tre dei giovani interni, in via privata, hanno gio' emesso i voti di poverta', ubbidienza, castita' e missione, e che vi sarebbero altrettanto pronti ad emettere la professione al cenno dell'Oratore.

 

Che uno delgi studenti, il primo ammesso, e' stato gia' ordinato Sacerdote nel Settembre 1919, e nell'Ottobre 1920 due daranno principio ea corso teologico mentre quattro si trovereanno nel corso filosofico; gli altri poi fequentano ancora le classi ginnasiale.

 

Che l'Istituto e' assolutamente libero da debiti, non solo, ma che isso gia' possiedi una piccola attiva in cassa; ed alla morte dall' Oratore, o forse disponendo la Divina Provvidenza, anche prime, possedera' il suo asse che finore e' andato sopperendo alle spese richieste.

 

Che l'orate a favore dell'Istituto ha gia' fatto il suo testamento, e si trova in trattative per la compra del terreno reicheisto per fabbricarvi una residenza adatta all'uopo in vicinanza alla Chiesuola di Sant'Agata, sita al Rabato e che Monsignor Arcivescovo Vescovo intende fonare all'Istituto.

 

Che lo sviluppo dell'Istituto, come risulta dal suesposto, trovasi al punto da richiedere il proprio essere giuridico, ed e' percio' che l'Oratore, spinto anche dal vivo desiderio di tutti i Membri componenti lo stesso, osa rivolgersi all'Eminenza Vostra Rev.ma', e fidente nella Sua denignita' e nel favore col quale ha gia' accolto l'Istituto nascente, La piego a voler degnarsi ottenere dalla Santa Sede l'erezione canonica dell'Istituto in Congregazione Religiosa sotto il nome di "Compagnia di San Paolo".

 

E della grazia ecc.

 

Persuasi della necessita' dell'Opera fondata dall'Ill.mo e Rev.mo Monisgnor D. Giuseppi De Piro Can.co' Decano Coad. della Nostra Cattedrale, fin dal primo giorno in cui prendemmo a reggere questa Diovesi l'abbiamo benedetta e cercato di incoraggirla, ora di tutto coure le raccomandiamo all'Em.za V. Rev.ma, corrisponde pienamente alla verita'

 

18 Maggio 1920

(f) Mauro O.S.B.

Arciv. Vesc. di Malta.


 

Congregazione "De Propaganda Fide"

Protocollo 1705/20

 

26 Luglio 1920

 

Rev.mo Signore,

 

Mons. Arcivescovo di cotesta Diocesi sia a voce che in iscritto, ebbe a parlarmi molto favorevolmente dell'opera iniziata dalla S.V. col titolo di "Compagnia di S. Paolo," ed ella pure espose a voce qui in Roma le sue intenzioni al riguardo.

 

Sarei stato ben lieto d'interessarmi della cosa, qualora l'opera sua fosse destinata all'evangelizzazzione degli infedeli, pero' veggo che ella intende provvedere col suo Istituto all'assistenza religiosa dei maltesi lontani dalla patria.

 

Anche questa e' un'opera utile, e prego il Signore che la benedica sfugge pero' alla competenza di questa S. Congregazione la quale si occupa delle opere d'istituzione dirette a propagare la fede tra gli infedeli.

 

Ella per la sua istituzione dovra' rivolgersi piuttosto alla S.C. dei Religiosi pero' se Ella lo desidera, non ho difficolta' di aggiungere alla Medesima una parola di faccomandazione per il suo nascente Istituto.

 

Confido che il Signore fara' sorgere costi' in Malta altre istitusioni le quali siano dirette a dilatare il regno di Dio tra i pagani, ed intanto di tutto cuore Le auguro dal Signore ogni bene. 

 

Della S. V. Rev.ma

Dmo' servo

Per l'Emo' Card. Prefetto C. Laurenti Sepo

Per Monsign. Segretario

C. Aiuti Officiale.

 

 


 

Segreteria della S.C. De

Propaganda Fide

Protocollo                                                       2900/20

1920

 

Malta - 31 Luglio

 

De Piro Can.co G. insiste per la sua domanda 1705/20 riguardante la costituzione dell'Istituto delle Missioni Estere in Malta. 21 Ag. 1920

Rospondentur

ad mentem.

 

 

Reg. 10 Sett. 1920.

 

 

 


 

31 Luglio

Piccola Casa di S. Paolo

Notabile - Malta.

 

Ill.mo e Rev.mo Monsignore,

 

Mi permetto significare alla S.V. Ill.mo che il 20 Maggi u.s. ho invitato a Sua Em.za il Cardinale Prefetto di cotesta Sacra Congregazione la mia supplica riguardante la costituzione dell'Istituto per le Missioni Estere.  Essa fu corredata dalla relativa raccomandazione di Monsignor Vescovo Caruana, giusta il convenuto coll'Emin.issimo Van Rossum, quando durante la mi visita a Roma in Aprile, ho avuto l'onore di conferire con Lui, conferenza, della quale conservo tuttora in soave e consolante ricordo.

 

Non avendo pero' ancora ricevuto acuna risposta, prendo la liberta' di prevalermi della Sua gentilezza nonche' della premura che V.S. ha gia' spiegato in favore dell'Istituto per farle memoria della pendenza.

 

Con sensi intanto di particolare ossequio anche da parte dei giovani dell'Istituto ho l'onore di raffermarmi.

 

Di Vra. Sign. Ill.ma e Rev.ma

Dec.mo Servo

Can.co G. De Piro.

 

All'Ill.mo e Rev.mo

Mgr. Camillo Laurenti

Segretario della S. Cong. di Propaganda Fide.

 

 

 


 

All'Ill.mo Rev.mo Monsignore

Mons. Can. Dec Coad. G. De Piro Navarra,

Notabile

 

Gran Curia Vescovile

 

Il 9 - Vii - 1920

 

Mons. Vicario Generale desidera reivedere il Rev.mo Mons De Piro riguardo l'affare del Don Giov. Mamo, da poter concretare qualche modo definitivo - Cio' a tutto suo bell'agio.

 

Fr A. Portelli OP

Vescovo Titilare di Solimonte

Vic. Gen. Del. Di Malta.

 

 

 


 

Segreteria della S.C. De

Propaganda Fide

1920

 

3099/20

 

Malta - 18 Agosto

 

De Piro Can.co Giuseppe Risp. No.1705/20 circa le istruzioni della S.C. relative al proprio istituto per le Missioni da erigere in Cong.ne Religiosa.

 

11 Sept 1920

Pro I.mo Card.

Perfecto.

 

Ingresso 19 Nov. 1920

Alla Cong. dei Religiosi - esponenedo il desiderio di dipendere dalla S. C. di Propaganda.

 

Reg. 4 Ottobre 1920.

 

 

 


 

18 Agosto 1920

Piccola Casa di S. Paolo

Notabile - Malta.

 

Illmo e Rev.mo Monsignore,

 

Riscontro con premura la Sua gentilissima del 26 luglio u.s. No 1705/20.  E' dispiaciuto anche a me di dover sospendere le relazioni colla Sacra Congregazione di Propaganda, proprio al loro principio: queste infatti avrebbero contribuito fortemente ad instillare e in me e nei giovani dell'Istituto il vero sprito missionario.

 

Trovandomi a Roma forse non mi saro' spiegato bene, o non avro compreso bene la mente di cotesta Sacra Congregasione; perche' son tornato qua' coll'impressione che le mie speigazioni fossero stat accettate.  Io infatti a eva speigato che coll' incomincia re dalla coltivasione spirituale dei Maltesi all'estero non si escludeva la conversione degli infedeli, ma che ansi un tale inisio nell'acquistare il favore del paese verso il nascente Istituto gli avrebbe dato l'agio di lanciarsi nel vasto campo dei paesi infedeli, dopo acquistata una certa vigoria.

 

Qualora poi dovessi necessariamente  dirigermi alla Congne' dei Religiosi ringrazio immensamente la Congne' di Propaganda dell'offerta fattami di una sua raccomandazione, che accetto, du tutto cuore e sulla quale mi fido per l'attenimento dell' essere cononico, che tanto mi necessita.

 

Con sensi intanto di particolare ossequio, anche da parte die giovani dell'Istituto ho l'onore di raffermarmi

 

Di Vra. Sigria' Illma e Rev.ma

Umilissimo Servo

Can.co G. De Piro

 

All'Ill.mo e Rev.mo

Mgr. Camillo Laurenti

Segretario della S. Congne' de Propaganda Fide.

 

  

 


 

18 Agosto 1920

Piccola Casa di San Paolo

Notabile, Malta.

 

Ill.mo e Rev.mo Arcangelo,

 

Allaccio oggi la nostra corrispondenza interrotta nell 1917, e mi prevalgo della sua gentile e generosa offerta si aiutarmi in qualsiasi cosa attenente a questo Istituto per le Missioni Estere.

 

Senza alcuna mia premura ma per semplice disposizione della Divina Porvvidenza mi son trovato in contatto colla Congne de Propaganda Fide.  E nello scorso Aprile mi son recato a Roma per dare delle spiegazione reguardanti il fine dell'Istituto, ed ho fatto qui ritorno coll'impressione che tutte le difficolta' sinsorte fossero state appianate e che non mancava altro che la formalita' di umiliare la supplica colla raccomandazione dell'Ordinario.

 

Presentata la domanda pero' ho ricevuto l'acclusa lettera della Sacra Congne' de Propaganda, donde si rileva essere sorta la questione di competenza.  Forse leggendo la mia resposta, che io Le accludo per presentarla, la Congne' verra, ad essere meglio illuminata poiche, questo Istituto ha per fine la conversione degli Infedeli, ma per le ragioni adotti incominciera' l'azione sua a favore dei Maltesi.  In Africa poi, dove ci sono colonie di Maltese vi sono anche infedeli i mi pare che l'Egitto stia tuttora sotto la giurisdizione della Congne' de Propaganda.

 

Ad ogni modo La prego a voler interessarsi della facenda esibendo mi pronto a darle tutte le informasioni per poter comprendere meglio la posizione.  Presso la Congne' di Propaganda di dev'essere una lunga corrispondenza colla Curia Diocesana.  Il Segretario Mgr. Laurenti e' una persona molto gentile e compita e son certo che egli e' ben disposto di aiutare l'opera.

 

Con anticipati ringraziamenti e distinti ossequi mi raffermo.

 

Di V. Sign. Rev. Ma

Dev.mo Aff. in Xto

Can.co G. Pe Piro.

 

 

 


 

Illmo e Rev.mo Signore,

 

Ri allaciando la corrispondenza interrotta ne 1917, mi fo un dovere di farle conoscere che ho presentato a Mons. Laurenti, Segretario della S.C. di Propaganda la sua lettera, circa l'approvazione dell'Istituto, e con lui ho parlato.

 

La difficolta' dell'approvazione dell'Istituto per parte della Propaganda russiste in quanto che Istituto non riguarda direttamente la conversione degli infedeli, ma i Maltesi dimoranti all'estero e quindi secondo il nuovo Codice l'approvazione spetta alla S. Congregazione dei Religiosi.

 

Ad ogni modo Mons. Segretario mi ha detto che ne vuol parlare al Cardinale Prefetto di Propaganda (era assente da Roma) al suo ritorno per vedere se questo volesse parlarne al S.Padre, e cosi' recedere dalla legge comune, e ottenere l'approvazione dalla S. Congregazione di Propaganda.

 

Questa mia lettera porta la data da Vallecorsa (Roma) ove mi trovo per le vacanzi, e a Dio piacendo saro' di ritorno a Roma verso il 20 di Ottobre - Il mio indirizzo a Roma e' o Palazzo della Cancelleria, Congne' dei Sacramenti, oppure Piazza della Consolazione 29,,

 

Con i piu' distinti ossequi me le professo.

 

Dev.mo

D.Arcangelo Bruni

 

Vallecorsa

16 Settembre 1920.

 

 

 

 


 

J.M.J

5, Sda St. Rocco

Notabile 23 Settembre 1920.

 

Reverendissimo Padre,

 

Mi e' stata di non poco piacere e soddisfazione la sua cara lettera che ho ricevuto satmane.  Godo del suo benche' lento progresso e degli alti ancora nonche' di quello del Signor Guido.

 

Non avrei voluto toccare per ora la questione che tanto mi inquieta', cioe' la questione delle regole, ma giacche' Lei ha incominciato lo faccio a malincuore.

 

Mi ha detto che fra vreve avra' qualche cosa pronta per sconguirare il pericolo da me temuto.  Le faccio sapere che il pericolo gia' esiste e non da poco tempo ma da quando e' stato uscito il primo quaderno delle regole perche' d'allora s'Incomincio a vedere in lontano l'idea che mai l'abbiam sognato, l'diea di farci religiosi nel vero senso come l'ho capito.  Pra ho detto in lontano perche' non essedoci a noi spiegata non si sapeva d'allora in poi dove s'andava, forse ci rimprovera' del non aver parlato allora, le faccio sapere ceh ora il caso d'allora si sta ripetendo un'altra volta vale a dire chi puo' andar via se ne ca e chi non puo a causa delle circostanze resta con la speranza di che sa .....forse.....  Come puo' dir si o no presto chi si trova in mezzo al corso chi poi sa sacrificare il suo benessere individuale per l'altrui bene?

 

Io temo si: e il mio timore e' ben fondato perche' quel che conosco io Lei non puo' sapere cioe' lo stato dell'Istituto.

 

Deve sapere e lo deve sempre supporre che molto diverso si e' il trattare alla sua presenza di quel che lo sara' realmente Non lo attribuisco a vilta' ma alla vergogna.

 

Venendo spiegate le regole tutti (non alla sua presenza si sa) hanno mostrato che a loro non piacere la rigidezza delle regole.  Questo l'hanno esternato alla mia presenza e da me poco o neinte posso prender animo perche dico per me che con l'esperienza di quest'anno e molto piu' guardando la maggior parte dei religiosi se avessi l'idea di vivere da religioso l'avrei tolto del tutto e percio' ancora non posso dire di essere pronto a fare una professione religiosa perche' non intendo seguire la corrente comune che poco piace e non posso sperar invano ceh son della stessa pasta.

 

Per oggi basta per farle sapere che il mio timore non e' vano ma ceh ha le sue basi.  Desidero vederla del tutto risanata Lei e gli altri ancora.  Tanti saluti rispettosi da me e dagli altri ancora che domandano insieme con me la Sua Benedizione.

 

Figlio in G.C. Don Giovanni.

 

 

 


 

Malta.

Piccola Casa S. Paolo,

Canonico De Piro

Nuovo Istituto

2550/20

 

die 25 nov. 1920

 

Cum Em.o Praef

Notificetur Em.o Card. Praef. della Propaganda "Che quanto S.E. prendera' in esame l'affare del nuovo Istituto: ritendendo che l'opera della Missioni per gli infedeli a cui intende giungere il fondatore si presenta ancora lontana.

 

 

 


 

CONGREGAZIONE DE PROPAGANDA FIDE

PROTOCOLLO N.3099/20

 

Roma: 18 Novembre 1920.

 

Il sottoscritto Card. Prefetto della S.C. di Propaganda espone all' E. V. R.ma che in Malta il Can.co Giuseppe De Piro ha dato principio, da qualche anno, ad una istituzione per le missioni estere sotto il nome "PICCOLA CASA DI S. PAOLO".

 

Sua intensione e' di dare all'Istituto forma di Congregasione religiosa con voti semplici; e questa S.C. se ne era interessata nella supposizione che il fondatore volesse  costituire una societa' in tutto e per tutto missionaria, avendo pero' la Propaganda invitato il Rev. Can.co De Piro a chiarire meglio il fine dell'Istituto, questi ha dichiarato che egli intende occuparsi prima di tutto dell' assistenza dei Maltesi all'estero, e poi anche in avvenire alla convversione delti infedeli.  Questa S.C. ha allora fatto conoscere al sulladato Canonico che una tale opera sfuggiva alla Competenza della Propaganda la quale si accupa delle opere ed istituzioni detette esclusivamente all'evangelizzazzione degl'infedeli, e che percio' avrebbe dovuto rivolgersi a cotesta S.C. dei Religiosi.

 

Ma il De Piro con lettera del 18 Agosto esprime il suo dispiacere di interrompere le sue relazioni con la S.C di Propaganda, perche da essa si riprometteva un accrescimento dello spirito missionario; torna poi a chiarire meglio il sup scopo, dicendo che l'assistenza dei Maltesi e' un mezzo scelto per acquistare il favore del paese per il nascente istituto, mentre il fine propostosi e' sempre l'evangelizzazioni degl' infedeli.

 

Lo scrivente Cardinale trasemette l'intiera posizione di piu' rimette all' E. V. di decidere in merito al desiderio espresso dal Can.co De Piiro di dipendere dalla S.C. di Porpaganda per il suo istituto di assistenza dei Maltesi e di missioni per gl' infedeli.  Raccomanda ad ogni modo alla sua benevolenza questo nascente istituto da cui e' lecito sperare boni frutti per il bene delle anime.

 

Profitta poi dell'incontro per rinnovarle l'espressione del suo profondo ossequio con cui le bacia umilissimamente le mani.

 

G.M. card. Van. Rossum

 

 

Sua Eminenza Ill.ma e Rev.ma,

ig. Card Prefetto della S.C. dei

Religiosi.

 

 


 

6550/20

Roma, 27 Novembre 1920

 

E.mo e Rev.mo Signor Mio Ossmo.

 

Mi reco a promura di significare alla e.V. Rev.ma, che questa S. Congregazione assumera' di prendere in esame e di regolare la questione del nuovo Istituto "Piccola Casa di S. Paolo", fondato dal Canonico Giuseppe De Piro di Malta, ritendendo che l'opera dell Missioni per gli infedeli, a cui intende giungere il Fondatore, si presenta ancora come cosa lontano, mentre il fine prossimo sarebbe l'assistenza dei Maltesi all'Estero.

 

Con profondo ossequio bacio all' E.V. umilissimamente le mani, e con perfetta stima mi confermo

 

della medesima E.V. Ill.ma

 

Emo e Rev.mo Signore

Signor Card. Van Rossum

Prefetto della S.C. di Propaganda.

 

 

 


 

Rabato, 21 Gennaio 1921.

 

Rev.mo Sig. Decano,

 

Mi duole oltremodo do significare alla S.V. Rev.ma, relativamente al progetto del trasferimento dei noti Convittori nel Collegio nostro, che il Sacrestano si protesta che la sua stanza gli e'assolutamente indisponsabile per accudire al proprio ufficio, e che i R R Collegiali (cioe' la maggior parte) troverebbero oggezione per tale divisamento, non tanto per sacrificio di privarsi per un tempo indeterminato della loro non saprebbero che farsi non avendo ove riporla nelle loro case.  Onde dispiace sommamente a questi di non poter aderire alle sue brame.

 

La prego intanto, Rev.mo Decano, di aggradire l'assicurazione del mio profondo rispetto e di tenermi.

 

Di V.S. Rev.ma

Umil.mo e Devot.mo Servo

C.G.                                                                                                                                                                                                                                                           B. Micallef D.D.

Rettore della Grotta di San Paolo.

 

 

 


 

SEGRETERIA DELLA

SAGRA CONGREGAZZIONE DEI RELIGIOSI.

ROMA, 4 FEBBRAIO 1921.

 

Ill.mo e Rev.mo Signore,

 

Mi reca a premura di singolare alla S.V. Ill.ma e Rev.ma. che la S.Congregazione di Propaganda Fide ha trasmesso a questo S. Dicastero la supplica del Can. G. De Piro tendente ad ottenere l'approvazione dell'Istituto da lui fondato.

 

Questa S. Congregazione, considerato il progetto del nuovo Istituto, non crede opportuno apporvi ancora la snazione Pontificia; ma ritenendolo degno di incoraggiamento, remette alla S.V. di erigerlo in Istituto juris dioecesani, nella forma in cui viene proposto.

 

Profitto ben volentieri della circostanza per confermarmi con sensi di perfetta stima.

 

dsla S.v. Ill.ma e Rev.ma

 

Devotissimo

 

Ill.mo e Rev.mo Signore

Mons. Vescovo di Malta.

 

 

 

 

 


 

146

 

Padre

 

Il Decano Giuseppe De Piro, Rettore della Compagnia di San Paolo - Istituto religioso per le Missioni Estere protrato al bacio dei Sacri Piedi, umilmente espone che la detta Benedizione di Papa Pio X, ottunuta per voto del Cardinale Pietro La Fontaine, allore Visitatore Apostoloco di Malta; pero' essa ancora non e' allietata dal bene di essere canonicamente eretta.

 

Che per Rescritto della Sacra Congne' dei Sacramenti del 7 Novembre 1916 aveva ottenuto da Vostra Santita' la grazia di poter presentare alle oridnazionei "titutlo Missionis" il primo giovane della Compagnia oggi gia sacerdote.

 

 

Che alti due giovani studenti di detta Compagnia cioe' Fra Pietro Spiteri e Fra Michele Callus, trovansi gia' nel primo anno del corso teologico e nutrono un vivo desiderio di incominciare la via delle ordinazioni.

 

Che l'Oratore pertanto, condividendo lo stesso desiderio coi detti due studenti con umile fiducia supplica Vostra Santita' a voler degnarsi concedergli la grazia di poterli presentare al Diocesano per essere ordinati "titulo Missionis".

 

E della grazia ecc.

 

Godo di poter raccomandare vivamente questa supplica, siccome la suddetta Congregazione da molte speranze di se.

 

 

Valletta, 14 Febbraio 1921

(f) + Mauro O.S.B.

Arciv. Vesocvo di Malta.

 

 

 


 

14 Febbraio 1921

Notabile, Malta.

 

Caro D. Arcangelo,

 

Pendente sempre l'erezione canonica dell'Istituto vengo a disturbarla un'altra volta colla supplica acclusa. Voglio sperare che essendoci il rescritto del 1916, per l'otteninale Giustini, buon anima; questa volta non sorgeranno difficolta'per ottenere la disiderata grazia.

 

In quanto all'erezione canonica desiderei che Ella mi desse il Suo parere se cioe' dovessi insistere per la stessa presso la Congregazione di Propaganda o se fosse meglio presentare la domanda al Diocesano ed Egli farsi autorizzare dalla Santa Sede.

 

Nel pregarla a voler voncervare la sua benevolenza, Le ringrasio anticipamente.

 

 

 


 

Roma, Il Marzo 1921

 

Rev.mo e Car.mo Signor Decano.

 

Mi da premura di trasmentterle i due rescritti, per i quali Ella im trasmise la domanda con preghiera di accuparmene.  Vi e' stata qualchi difficolta' ma e' stata superata.  In seguito pero' per simili istanze dovra' rivolgersi alla S.C. dei Religiosi.

 

Sono rimasto molto contento dell'approvazione dell'Istituto; e' il primo passo, e speriamo nell'aiuto di Dio che voglia sempre farlo progredire e cosi' dati i requistiti che gia' possiede, non sara' difficile avere in appresso l'approvazione Appostolica.  Io pure voleva consigliarle questa strada per l'erezione canonica.  Ho presentato i suoi ringraziamenti all'Abate Serafini, pregandolo di farsi interprete di essi presso l'Emo' Volfre': e l'Abate Serafini mi ha dato l'incarico di ossequiare a Lei, quando le avrei scritto.

 

Colgo questa occasione per porgerle i piu' sinceri auguri per il suo onomastico e per le prossime feste Pasquali, e con i piu' distinti ossequi mi raffermo.

 

Dev.mo Aff.mo in G.C.

D. Archangelo Bruni.

 

Risposto il 18 Maggio 1921 ed

inviato un assegno di Lit. 100 p

spese incorse

 

G.D.

 

 


 

Eccellenza Reverendissima,

 

Il Decano Giuseppe De Piro, prostrato al bacio del Sacro Anello, umilmente espone: che egli accolto ed incoraggito dall' Emo' Pietro La Fontaine, allora Visitatore Apostoloco di sua Santita' Papa Pio X, diedi principio ne 1910 all'Istituzione di una Societa' Religiosa avente per scopo le Missionei Estere ad incominciare dall'assistenza dei Maltesi lontani dalla patria.

 

Che il primo studente dello Istituto e' stato gia ordinato Sacerdote nel Settembre del 1919, ed altri due, trovandosi nel primo anno del corso tellogico, fra breve, a Dio piacendo, inocominciare la via delle ordinazioni.

 

Che quattro dei giovani, in via privata, hanno gia emesso i voti di ubbidienza, missione, poverta' e castita', e che altrettanti si preparano alla stessa professione.

 

Che le trattattive per la cessione della Chiesuola di Sant'Agata e per la compra del campo adiacente a favore dell'Istituto torvansi gia' in via ananzata;

 

Che il detto Istituto e'libero di debiti, non solo ma esso possiede anche una piccola attiva in cassa:

 

Che dopo dieci anni di vita iniziale, l'Istituto, come risulta anche dal sue sposto travasi oggi in tale sviluppo da richiedere la propria erezione canonica;

 

Che pertanto l'esponente, secondando un suo vivo desiderio, nonche' di tutti i giovani componenti l'Istituto, umilmente prega Vostra Eccelle4nza a voler degnatsi eregere in Congregazione Religiosa l'Istituto suddetto; del quale, per resente, sottomette all'approvazione di Vra' Eccellenza il qui annesso Prospetto Generale delle regole che lo governerano, promettendo di presentare in avanti, per esteso lo sviluppo delle stesse.

 

E della grazia Ecc.

 

 


 

Prospetto delle Regole della Compagnia di San Paolo.

 

La Compagnia di San Paolo Apostolo e'una Societa' di Missionarii, Sacerdoti e Catechisti laici, congregati in perfetta vita comune,

 

Essa si assume la lotta di perfezionare i suoi Membri nell'amore di Dio e del prossimo per messo dell'osservanza delle virtu' cristiane ed in particolar modo di una perfetta ubbidienza, castita' e poverta'.

 

Indi cerchera' di venire in aiuto di quei popoli, i quali difettano di operai evangelici, incominciando dai Maltesi lontani  dalla patria, ed assunera' la cura di case di beneficienza.

 

Tutti i membri, dopo la debita prova, emetteranno i voti di ubbidienza, missione, poverta' e castita'

 

L'abito e' il talare nero con fascia anche nera; alla prima professione i Catechisti ricereranno la corona del Rosario della Beata Virgine che terranno raccomandata alla fascia; gli studenti riceveranno una croce di legno raccomandata all collo da un cardonicino e stretta al petto per mezzo della fascia; ed i Sacerdoti la proteranno munita del Crocefisso.

 

Gli ammettendi devono essere i donei per essere formati giusti lo scopo della Compagnia.

 

I membri possono cessare di appartenervi o per ritiro o per espulsione.

 

Il Padre Generale, eletto a vita, ed assistito da quattro Consiglieri, avra' la facolta' e l'obbligo di stabilire, entro i limiti delle regole, cio' che maggiormente conduce la Compagnis al conseguimento del fine prefissosi.

 

(Distesa la Compagnia in tre case e pervenuto a dodici il numero dei Sacerdoti professsi questi passeranno all'elezione a vita del Padre Generale della Compagnia.  Fino a tanto pero' che questa elezione potesse avere luogo, il Vescovo nominera' il Padre Superiore della Comapgnia e questi a sua volta nominera' accorrendo i Padri Superiori Locali).

 

Piccola Casa di San Paolo

Il 10 Aprile 1921

(f) Decano Giuseppe De Piro

 

 

 


 

Decretum

 

 

 

Viso supplici libello Nobis porecto ab Ill.mo et Rev.mo Dno' Can.co' Decano Josepho De Piro pre erectione canonica Societatis ab ipso fundatai sub titulo S. Pauli Apostoli et pro adprobatione constitutionem, quibus ipso Societas regenda est;

 

Viso fine ad quem tendit institutio praedictai Societatis; Auctoritate Nostra ordinaria  erigimus et tan canonice erectam declaramus Piam Societatem de qua in precibus, sub titulo S. Pauli Apostoli; sub statutis quae ipsis precibus adji cuintur, quaeque in modum experimenti adprobamus, injungentes oratori ut infra sex menses Nobis exhibeat per extensum et modo exhaurienti et completo statuto sue constitutiones, quibus supradicta Societas regenda est.

 

Datum in N. Palatio Archie-pali Cro. Valletta die 14 Novembres 1921

 

+ Maurus O.S.B. Arch. Epus. Melit.

Sac. P. Vella Mangion Cancell.

Concordat cum originale

Sac. P. Vella Mangion

Cancellarius.

 

  

 


 

155

Roma, 12 Giugno 1921

 

Car.mo D. Giuseppe,

 

Con un po' di retardo reispondo all'ultima sua.  Il mio pensiero dopo averle inviato l'ultima, era sempre quello che non l'avesse ricevuta; ma quando il suo fratello Don Sante mi rassicuro' allora fui tranquillo.  Da lui seppe anche della perdita del fratello, ne fui moltao dispiacente e lo raccomandai al Signore.

 

Ho goduto nel conoscere che i due giovani studenti, dei quali mi scrisse siansi iniziati agli ordini, speriamo che presto arrivino alla meta dei loro desiderii, e che dietro ad essi venga subito una buona squadra di altri aperai, per il bene dei Maltesi all'estero e pr la salute delle anime.

 

Cradisca i miei piu' distinti ossequi, e la prego salutarmi anche il suo fratello D. Sante, e mi creda sempre.

 

Dev.mo Affmo

D. Arcangelo Bruni.

 

 

 


 

Bishop's House

San Juan. Porto Rico

 

6 Giugno, 1922.

 

Carissomo Monsignore:

 

Mi vorra' perdonare se tardi adempio alla promessa di scriverle e maggiormente al mio dovere di rescontrarr la sua pregiatissima del 6 Gennaio.  Ma ben facilmente posso giustificare la mia  apparente dimenticenza ed involontaria negligneza con il gran cumulo di affari che qui aspettavano il mio arrivo e serie ed urgente attenzione.  Non ne parliamo poi del diluvio di corrispondenza da tutte le parti del mondo.  E qui, caro Monsignore, combatto solo.  Ci mancano i sacerdoti e per non privare piu' parracchie del loro pastore mi son dovuto sacrificare rimanendo senza secretario, e posso dire, anche senza Vicario Generale.  Ho scritto al Mons. Arcivescovo domandando  che mi mandasse alcuni da Malta.  Ma chi lo sa, se cio' sara' possibile?  -  La ringrazio per i suoi cordialissimo auguri, e da parte mia l'assicura che spesso prego per lei, la sua nobilissima opra ed i suoi figli in G.C.  Le accludo una piccola contribuzione per gli Istituto sottto il suo patronato ed abile direzione.  Siamo poveri in questo passe, ma tanta e' la mia ammirazione per il suo zelo che se potessi le darei il Banco degli Stati Uniti - Spero che mia madre le abbia goia'consegnato la desiderata forografia.  Ne promesi tante copie che fui costretto di mandare un gran pacco.  Quindi la prego di scusare la forma con cui le si presentera' questo piccolo attestato della mis stima e sincera amicizia.  Ossequi a sua buona mamma, saluti ai suoi giovani e Dio la benedica.

 

Vale:  Affmo e devmo suo in G.C.

 

Vescovo di Porto Rico.

 

 


 

Suppliche 109D/21

Nella Gran Curia

Vescovile di Malta.

 

Nota del Decano G. De Piro

 

Comparisce il medesimo ed ottemperando al Venerato Secreto di Sua Ecc.za Rev.ma Mgr. Arciv. Vescovo di Malta del 14 Novembre 1921, prorogato verbalement, esebisce in estero in estero, per l'opportuna approvazione, il corpo di regole dalle quali e' eretta la Compagnia di San Paolo - Compie inoltre il dovere di dichiarare ceh quantunque lo stesso nella sua integrita' non e' del tutto esauriente e completo pur tuttavia esso delinea in sostanza il carattere della Comagnia.

 

Il Comparente intatno si professa umilissimo servo di Sua Ecc.za Mgr. Arcivescovo Vescovo.

 

Valletta il 10 Novembre 1922

G. Decano De Piro

 

Presentata il di 10 Nov 1922

Sac. P. Vella Mangion.

Cancelliere.

 

 

 

 


 

186

(1922)

 

Car.mo Mgr. Bruni

 

Dopo un lungo e paziente lavoro di parecchi anni mi riusci' finalmente di ottenere l'acclusa lettera a favore della cessione della Chiesa di Sant'Agata che io mi affretto a rimentterle unita ente alla preghiera a voler darle in corso opportuno non solo ma anche di usare in favore tutta la Sua influenza; e l'Istituto per le Missioni Estere L restera' riconoscente.

 

Mi prevalgo inoltre dell'incontro per significarle che due altri giovani sutudenti torvansi sul primo anno del corso teologico, e percio' anche essi al punto di incomincioare la via della oridnazione. Pero' precedenti come Ella forse si recordera' avevano ottenuto il rescritto dalla S. Cong. ........... con lettera del ......ha eretto canonicamente in Congregasione Religiosa diocesana la Compagnia di San Paolo.  Percio' mi rivolgo a Lei chiedendola a voler illuminarimi intorno alla posozione di questi giovani (i quale stanno per emettere i voti religiosi temporanei) e le savre oridnazioni.

 

Ringraziandoti anticipatamente dell'incomodo con senso di particolare ossequio.

 

 

 


 

Roma 3 Dicembre 1922

 

Caro De Piro,

 

Io riscontro alla sua del 1 novembre teste decoroso, mi affretto a trasmetterle la risposta della S. Congregazione del  Religiosi alla domanda del Vescovo di Malta per la cessione della chiesa di S. Agata alla Compagnia di San Paolo.  Era evidente che non occorreva la facolta' della Sacra s. Sede; ad ogni modo ora si sta piu' tranquilli.

 

Riguardo poi ai giovani studenti dell'Istituto che s'acciano alla S. Ordinazione ricordo bene che fu ottnuto dalla S. Cong., dei Sacramenti che potessero essere ordinati titulo missionis.  Ora pero' e' necessario ricorrere alla S. Congr., dei Religiosi e cheidere ad esse al facolta di potersi gli alunni dalla Compagnia di S. Paolo ordinare titulo Missionis.  Essendo pero' l'Istituto viris diocesani, e' necessaria sempre la moccendatizia del Vescovo,  Questa facolta' puo' essere chiesta per un solo individuo, ovvero per piu' casi, con questo di speciale, che essendo i voti temporanei, qualora qualcheduno ordinato recedesse dall'Istituto, fimarrebbe sempre ascritto alla diocesi dal cui Vescovo e' stato ordinato.

 

Credo con cio' di' essermi spiegato intorno a cio' che mi domandava nella lettera.

 

Essendo prossime le feste Natalizie le invio i piu' sinceri augurii.  Mi raccomandi al Signore, ed ossequiandola distintamente mi raffermo.

 

Della Sig. V. Revma.

 

Dmo in Gesu' C.

D. Arcangelo Bruni.

 

 

 


 

Beatissimo Padre

 

Il Canco Decano Giuseppe De Piro, della Diocesi di Malta quale Suepriore della Compagnia di San Paolo - Istituto per le Missioni Estere - prostrato al bacio dei Sacri Piedi, umilmente espone:  che due degli studenti appartenenti a detto Istituto; cioe' il Suddiancono Pietro Spiteri di anni 24 compiti ed il Suddiacono Michele Callus di anni 22 e 6 mesi trovansi nel III anno del corso teologico.

 

Che la Compagnia suddetta, trovandosi ancora agli inizi della sua istituzione e' in grande necessita' di sacerdoti, che possano aiutare il ricorrente nell'adempimento del suo grave ufficio.

 

Che pertantol'Oratore implora da Vostra Santita' la grazioa di poter presentare i suddetti due studenti a ricevere il Diaconato ed il Presbiterato e III anno compito; beninteso che anche dopo ordinati essi continueranno a dar termine al corso teologico.

 

Che della grazia ecc.

 

 

 


 

S. Congregatio De Geligiosi

Protocollo

N.2761/1923

 

Malta

Congr. S. Paolo

 

Tonsura per due: Carmela Azzopardi, Salvatore Aquilina.

 

Die 8 Maii 1923

Reassumatur Positio

quae se referit ad approbationem Istituti.

 

 

 

N:6550/20

Febbraio 21                                                      Bruni

 

 

 

 


 

Beatissimo Padre,

 

Il Canco Decano Giuseppe De Piro, della Diocesi di Malta, quale Superiore dell Compagnia di San Paolo, Istituto per le Missioni Estere, prostrato al bacio dei Sacri Piedi, umilmente espone: che altri due giovani studenti di detto Istituto, Fra Carmelo Azzopardi e Fra Salvatore Aquilina, avendo incominciato il corso teologico, desiderano recevere la Prima Tonsura e cosi' incominciare la via delle Ordinazioni.

 

Che gli altri studenti loro compagni, vennero ammessi alle ordinazioni, dediante la concessione pontificia di presentarsi alle stesse "titulo Missionis" (Rescritti della  S. Cong.ne dei Sacramenti del 7 Nov. 1916 ed 8 Marzo 1921).

 

Che l'oratore pertanto umilmente prega Vostra Santita' a voler concedere ai suddetti due studenti, ed agli altri menbri ordini Minori e Maggiori "titulo Missionis".

 

Che della grazia, etc.

 

Attenta veritate precum, liberiter commandamus pro gratia.

Melitai dei 17 Aprilis 1923

+ Maurus O.S.B. Arch. Ep.us Melit.

 

R. 16 MAGGIO 1923.

 

 

 


 

sez: 117

 

Ordine o Diocesi: Malta.

Congreg. S. Paolo

Oratore: Carmelo Azzopardi e Salvatore Aquilina.

Oggetto: Tonsura.

 

Congregazione de Religiosis

Protocollo

2761/23

 

D.D. 725

 

Provvista: Die 29 Maii 1923

(Cum E.mo D.no Card. Praefecto)

"Scribatur. Rev.mo Ordinario Meliten. ad mentem: Mens, est: Se si tratta di un Istituto che abbia i voti perpetui, e le costituzioni non dispongono diversamente, non vi e' disogno di alcuna dispensa o facolta' da parte di questo S. Dicastoro, perche' il titolo per l'ordinazione e' contemplato dal can. 982:2; mensai communis, congregationis congregaionis etc...."

 

Die 1 Junii

4.6.23

 

 


 

Minuto 2761/23

 

Roma, 1 Giugno 1923.

 

Ill.mo e Rev.mo Signore.

 

Alla meta' dello scorso Aprile il Can. De Piro inviava a questa Segreteria una supplica, raccomandata dalla S.V. Ill.ma e Rev.ma, diretta ad ottenere che due alunni dall'Istituto per le Missioni Estere, da lui fondato sooto il nome di "Comapgnia di San Paolo", potessero essere ordinati "titulo missionis": aggiungendo che gia' per altri si era avuto lo stesso facore dalla S. Cpngregaitone dei Sacramenti.

 

Poiche' dalla posizione relativa, giacente in questo Archivio, pare trattarsi di un Istituto diocesano i cui membri emettono i voti temporanei prima e poi siemplici perpetui, questa S. Congregazione fa osservare che la loro ordinazione dovrebbe essere fatta, in base al Can. 982 & 2, "titulo mensae communis, Congregationis etc."

 

Il "titulus missionis" e' regloato dal precedente Can. 981, che sembra non sia qui il caso di applicarsi.

 

Qualora adunque i due alunni in parola abbiano emesso i voti perpetui e le Costituzioni non dispongono altrimenti, non vi e' bisogno di alcuna dispensa o facolta' da parte di questo.

 

Ill.mo e Rev.mo Signore

 

Mons. Arcivescovo - Vescovo di Malta.

 

 


 

Roma 8 Giugno 1923

 

Caro De Piro,

 

Sono debitor di risposta a Lei per due lettere, e compio ora questo dovere.  Prime di tutto io ho rivevuto le copie dell'Almanacco per le Missioni.  Domandai a Monsignor Migone come si poteva fare per farne avere sue o tre copie al S. Padre, e questi mi disse che bisognava insirizzarle al Cardinale Segretario di Stato, cosa che io ho fatto, ma ancora non so con quale esito. Secondo: Ho consegnato la domanda alla S. Congregazione dei Religiosi riguardante l'ordinazione dei giovani studenti dell' Istituto per le Missioni.  Questa domanda e' stata esaminata due volte, ed Ella puo' prendere la risposta che e' stata inviata a Mon Vescovo di Malta.  Da Mons Vescovo avra' la risposta ufficiale.

 

In via privata la risposta e' questa che trattandosi di un Istituto religoso con voti semplici sembra che non sia necessario il titulo missionis, ma pensi' che il titulo debba essere quello della Mensae Comunis a norma del Canone 982 2, ed allora non occorre il permesso della S. Congregazione per l'ordinazione degli studenti dell'Istituto ma contro ammettere alla S. Ordinazione.  Percio' Ella avra la bonta' dincolsultare Mons Vescovo su questa cosa.

 

In questi giorni e' un fanatismo per la causa di Pio X.  Io sono contento che vado avanti questa causa, pero' sono molto freddo e temo che si corra molto.  Io parlo cosi' perche' stando in mezzo alle case del Santi, vedo le grandi difficolta' che s'incontrano nella discussione.  Ad ogni modo dovranno passare molti anni per fare i processi oridnarii su Pio X. Ancora non si puo' introdurre la causa di Pio IX, e prue credo che i processi siano terminati.  Del letto con piacere la grazia ricevuta da Suor Blandina, e la faro' conoscere.  Nel prossimo mese di Agosto vi sara' la Congregazione Generale coram Sanctissimo per le virtu' in grado eroico della Ven. Maddalena Marchesa di Canossa, di Verona.  E' una causa che ha incontrato tante difficolta, ed e' una figura splendida.  Speriamo che siano approvate le sue cirtu' in gredo eroico.

 

Mi raccomando alle sue preghiere e con i piu, cordiali ossequi mi raffermo

 

Devma e Affmo in G.C.

D. Arcangelo Bruni.

 

 

 


 

St Aloysius' College, Malta

 

Molto Reverendo

Mons De Piro C.C.

Istituto S. Giuseppe

Hamrun.

 

11-9-23

 

 

 

Rev.mo Monsignore,

 

l'Ecc.  Mons Arcivescovo mi ha pregato di far quanto prima la visita alla sua Comunita' di Notabile.  Domani quindi mi rechero' cola' per eseguire i desideri suoi e di S. Ecc. Rev.ma

 

In unione ai suoi SS. SS. mi creda.

 

Signed.

 

 

 


 

Mi fo un dovere informarLa che secondo l'incarico commessomi a voce dall'Ecc. V. R.ma, ho ricevuto pacatamente per la seconda volta ed insieme al R.mo Sig. Decano Mons. G. De Piro le Costituzioni della Societa' di S. Paolo, apportandovi qua e la quelle correzioni e midificazioni che vi D.no ci son sembrate piu' opportune.

 

Allo stato attuale le Costituzioni della Societa' si S. Paolo mancano di alcuni sottocapi intergranti piuttosto che essenziali, che toccano il governo generale e speciale ed alcuni Uffici particolari della Compagnia ed alla compilazione dei quali il R.mo Mons. De Piro e' gia' intento.

 

Pur attendendo che l'opera sia perfettamente compita, tuttativa mi permetto sottomettere all'Ecc. R.ma la mia umile e respettosa opinione, che le Costitutzionei della Societa' di S.Paolo, anche tlai quali oggi si presentano, debbano, sempre che l'Ecc. V. R.ma lo stimi conveniente, avere l'opportuna desiderata approvazione; il che sara' certo di grandissima consolazione e di sprone efficacissimo alla nascente Societa' ed a ciascuno dei suoi Figli.

 

Baciandole con profondo rispetto il s.anello si creda dell'Ecc. V. R.ma.

 

                                                                       Inf.mo in C. Servo

B'cara 10 Gennaio 1924                      V. Furci.

 

 

 


 

Decretum

 

 

Cum per Letteras Apostolicas Sacrae Congregationis Religiosorum diei 4 Februarii 1929 Prot. 6550/20 Nobis tributa fuit facultas erigendi Piam Societatem Religiosam ab Ill.mo et Rev.mo Dno' Joseph De Piro D'Amato Can.co' Decano Nostrae Ecclesiae Cathedralis Fundatam, quam die 14 Decembris 1921 decrevimus ut cognascatur et appellatur sub titulo "Congregazione di San Paolo", et quam iam canonice erezimus, constito Nobis Pium Opus non habere alium finem nisi Dei Omnipotentis gloriam et salurem animarum, nec non constito etiam Nobis de salutari progresser egusdem piae societatis a die institutionis, virtute supradictum Letterarum Apostolicarum et vigore Decreti Executorialis adprobamus Corpus Regularum Nobis exhibitum a supradicto Rev.mo Can.co' Fundatore, ex quo Corpore, etsi nondum completo, satis appare6t nobilis et sanctus character proedictae Piae Congregaitonis, cum ipsae regulae ducunt ad Chrisianam perfectionem et sunt juxtanorman doctrinae et spiritus sanctorum fondatorum ordinum religiosorum.

 

Tamen ut compleatur hoc Corpus Regularum, ex quibus habetur ordo, volumus non tantum tu serventur correctiones et modificationes quas in Domino judicabimus esse faciendas in supradicto Corpore Regularum, sed volumus etiam et mandamus ut per supradictum Canonicum Fundatorme quam primum redigentur et Nobis exhibeantur alias regulas quae ed regimen generale et particulare ufficiorum ipsuis Congregaitonis spectant, reservantes in furtre Nobis Nostrisque Successoribus facultatem tollendi, addendi, modificandi quidquid in Domino magis expedire vidibitur.

 

Auspicientes in Domino omnia bona, Nostram Partoralem Benedictionem peramantea impertimur dilecto filio Nostro Canonico Fundatore omnibusque Sociis Piae Congregationis.

 

Datum in Nostro Palatio Civitatis Vallettai dei 18 Martii 1924.

 

Sign. Maurus O.S.B. Arch. Epsum. Meliten.

(L+s) sign. Sac. Ant. Galea Canvellarius

Concordat cum originale

Datum ex M. Curia die 2 Aprilis 1924

Sac. Ant. Galea Cancellarius.

 

 


 

Nella Gran Curia

Vescovile di Malta.

 

Suppliche 396/32                    Nota del Can.co Decano G De Piro

                                                           quale Superiore della Compagnia

                                                           di San Paolo - Istituto Religioso

                                                           per le Missioni Estere.

 

Comparisce il medesimo ed in esecuzione del Venerato Decreto di Sua Ecc.za Rev.ma Mgr. Arciv. Vescovo, del 18 Marzo 1924, consequa e sottomette alla relativa approvasione il complemento delle regole, dalle quali viene governata la surriferita Compagnia di S. Paolo.

 

Ed eseguito quanto sopra, con profondo figliale ossequio, so rafferma di Sua Ecc.za Rev.ma Mgr. Argiv. Vescovo Umilissimo servo.

 

G. Decano De Piro

 

 

Presentata del cimparente il 9 Dic 1925

Sac. Ant. Galea.

Cancelliere.

 

Ill.mus ae Rev.mus Can.cus Capris Carmelus Prof. Zammit nobis referat.

 

Datum Vallettai, die 17 Maii 1929.

+ Maurus O.S.B. Arc, Episc. Melit.

 

 


 

Sac. Rituum Cong.

Prot No: 141/926

 

Beatissimo Padre

 

Il Superiore della Compagnia di San Paolo - Istituto per le Missioni Estere prostratol al trono della Santita' Vostra, ossequiosamente espone che egli assiste varii giovani a frequentare le classi ginnasili per avviarli, quando le vede chiamati, alla carriea eccelsiastica, per poter un giorno coll'aiuto del Signore formare parte del detoo Istituto.

 

Che il fratello del Servo di Dio Chierico Ignasio Falzon ha lasciato dei Capitali da servire per le spese della causa di Beatificazione;

 

Che tra i giovani assistiti intale modo, ve ne e' uno che da molto a sperare; il quale dice di essere parente di detto Servo di Dio;

 

Che l'Oratore pertanto indipendentamente di tale parentela, che egli omette percio' di provare, fa umile domanda, perche l'economo di detto Capitale sia autorizzato somministrare dai lucri di detto Istituto una annua pensione modica.

 

Che, ecc.

 

 


 

Sacror. Retumm Cong.

 

Meliten.

 

Sanctissimus Dominus noster Pius Papa XI, haa preces ab infrascripto Secretario Sacrae Rituum Congregaitonis relatas benigne exipiens, attentis tuma Archiepiscompi Episcopi Melitensis tum Administratratoris patrimonii Causai promovendae Ven. Servi Dei Clerici Ignattii Falzon Debono destinati, informatione et voto, indulgere dignatus est, ut in casu et ad effectum de quo agitur praedicto Superiori Sodalisati S. Pauli seu Instituti ad ezteras Missiones per quinquennium annua pensio quindecim libellarum angli carum vulgo sterline ex fructibus memorati patrimonii desumpta solvantur, facta potestate praelaudatis Archiepiscopo Episcompo Melitensi et Ill.mo Administratori memorate patrimoni hanc benignam Apostolicam concessionem executioni diligenter demandandi contrariis non obstantibus quibus cumque.

 

Die 14 Julii 1926

(f) Angelus Mariani S.R.C. Secretarius

(f) Philippus di Fava Substitutus.

 

 


 

Auctoritate Apostolica Nobis tributa vigore prozimi Rescripti diei 14 Julii currentis anni, habito iterum consensu ab administratore patimonii Causai provendae Ven. Servi Dei Clerici Ignatti Falzon Debono destinati impertitam gratiam perficiendi ad quinguennium annuam pensionem quindecim libellarum anglicarum vulgo sterlingarum ex fructibus supradicti patrimonii ad effectum di quo in precibus.

 

Datum in M. Curia Epail Meliten

sie 18 Augusti 1926

Sign. Can. Al. M. Camilleri

Vic. Gen.lis et Deleg. Apostolicus.

 

1927

 

12 Novembre - L'Avv. Max Debono pago per le due prime scadenze del 14 Luglio 1927 e 14 Luglio 1928

 

L 30

 

 


 

Risposta

 

Caro De Piro,

 
Ho presentato alla S. Congregazione dei Riti - la domanda per il sussidio del Fondo Falzon, mettendola in buone mani, e scioliendo tutte le difficolta che avrebbero pututo fare nel Congresso, e cosi' questa domanda ha avuto esito felice, poiche' il S. Padre nell'indienza di ieri, ha concesso la grazie richiesta e a giorni le mandero' il Rescritto.

 

Non cosi e' andato per l'altra domanda circa la facolta' d'impartire l'assoluzione generale ecc - Sebbene l'abbia tanto raccomandata, tuttavia il Capo adetto alla Sezione Indulgenze non ne ha voluto sapere, dicendo che non si d'concessa mai' detta facolta', e prcio' ha risposto "Non solere concedi".  Cosi' ha risposto anche ad altri casi.  E cosi' mi hanno consegnato l'annesso documento.  Siccome quest' assoluzione generale equivale ad indulgenza plenaria, mi avrebbero consigliato di chedere la concessione di indulgneze plenarie per quei giorni nei quale si desiderava di poter dare l'assoluzione generale.  Io ho detto che avrei riferito Perchio' se Ella crede che cio' sia conveniente, potra' indicare quei gioni nei quale brama l'indulgneza ;penaria e mi mandera' la domanda.  Io presentandola, insistero' di nuovo sulla prima richiesta cioe' sull' Assoluzione gen - Grazie di tutto.

 

Qui abbiamo tempo nolto piovoso eppure siamo alla meta' di luglio.  Io prendero' le vacanze, a Dio piacendo, il mese di settembre fino alla meta' di ottobre, e le passero' a Vallecorsa mia patria.  La mia salute e' buona, mi auguro sia lo stesso di lei, nonostante tutte le fatiche che sostiene.  Spero stia bene anche il suo fratello.  Mi raccomandi al Signore.  Con sensi di particolari ossequi anche per D. Sante, mi raffermo

 

Roma 15 Luglio 1926              Affmo in G.C.

                                                                       D. Arcangelo Bruni.

 

 

 


 

Roma 17 Agosto 1926

 

Caro Canco De Piro,

 

Il Padre Emmanuele Bugeia mi proto' la sua lettera con la nuova domanda per la Penitenzieria - Sezione indulgenze, e fui lieto di avere sue notizie e dell'Istituto che godo vada sempre crescendo.  Ho creduto pero' conveniente aspettare il mese di Novembre per presentare la nuova domanda, poiche in questi mesi di Agosto e Settembre pochi affari e molto ordinarii si disbrigano per mancanza d'impiegati i quali secondo il turno prendono le vacanze.

 

Ho ricevuto poi la secondoa lettera con l'assegno per le spese ecc, per il rescritto di pensione sul fondo Falzon, e grazie di ogni cosa.  Rimasi sorpreso dei rallegramenti per la mia promozione, e non sapeva spiegare di quale promozione volesse alludere a questo che nella carta si visita era segnato Aiutante di Studio.

 

Ora c'e' mancato poco che non fossi deventato Sotto-Segretario della Congregazione, ma io non ho voluto brigare affatto, e cosi' la nomina e' caduta copra un altro.  Mi dice di prendere le cose con calem, io veramente prendo tutto con calma, pero' quando devo fare una cosa, non me sto fermo per farla riuscire come io desidero, e tento tutte le ire, e senza lavoro non posso stare, e mi piace di sbrigare le pratiche del mio ufficcio, appunto per far fare bella figura al decastero al quale appartengo, e questo l'ho avuto sempre per norma, dabbene molte volte non si ricevono soddisfazionei; ma la prima soddisfazione e' la propria coscienza e il premio del Signore.

 

Grazie degli auguri per le vacanse ceh conincero' a Dio piacendo il 3 Settembre, e le passero' a casa in Vallecorsa.

 

Godo che stia bene in salute, e procuri di aversi dei riguardi.  Con distinti ossequi anche al fratello D. Sante, mi raffermo.

 

Affmo in G.C.

D. Arcangelo Bruni.

 

 

 


 

S. Poenitentiaria Ap.

Officium di Indulgentiis

Prot. No 6653/26

 

Beatissimo Padre,

 

Il Superiore della Compagnia di S. Paolo, Istituto religioso per le missioni estere, cononicamente eretta nella Diocesi di Malta, prostrato ai piedi della Santita' Vostra, cheide umilmente in favore delle chiese e pubblici oratori di detto istitituto "l'indulgenza Plenaria" da lucrarsi nella feste di Natale, Circoncisione, Epifania, Pasqua, Ascensione, "Corpus Domini", Immacolata Concezione, Nativita' di Maria Vergine, Annunziazione, Purificazione, Assunzione, S. Giuseppe Sposo di Maria Ss.ma, Ss XII Apostoli, Conversione di S.Paolo Ap. e Memoria del suo Naufragio, dai fedeli, che, confessati e communicati, avranno visitata una di dette chiese o pubblici Oratori e pregato secondo l'intenzione del Sommo Pontefice.

 

Che della grazia, ecc.

Die 6 Decembris 1926

 

Sacra Poenitentiaria Apostolica benigne annuit pro gratia juxta preces ad septennium.  Contrariis quibuscumque non obstantibus.

 

Sign. S. Luzio S.P.

(L+S) sign. J.B. Menghini Sub.tus

 

Publicetur et registretur  Datum in Curia Epali Meliten die 1 Aprilis 1927

Sign. Can. Al. M. Camilleri Vic. Generalis

CConcordat cum originali

Datum ex Curia Epa.li Meliten

die 10 Maii 1927

 

Can. P.Buttigieg

Cancellarius.

 

 

 


 

Carmo Canonico De Piro,

 

Tornato da Vallecorsa dopo le vacanze mi sono occupato della facolta dell'assoluzione generale, facendo un nuovo e esposto.  Pero' la S. Penitenzieria, dopo matura esame non ha creduto di recedere dalla risposta data precedentemente, "non solere concedi", ed ha invece concesso varie indulgenze plenarie nelle feste del Signore, della Vergine, e di alcuni santi, come si richiedeva nella seconda, corredata dalla commendatizia dell'Ordinario.  Le rimetto quindi il relztivo rescritto che dura sette anni, e spero che sara' contento lo stesso di questa concessione.  Ricevei le carte riguardanti l'opera delle Missioni in Malta.  In occasione delle prossimo sante feste del Natale e del Capo d'anno le invio i piu' sinceri auguri di ogni prosperita' sia personale come pure per le Compagnia di S.Paolo e per tutte le altre opere che dirige.

 

Tanti auguri anche al Revmo Padre Emanuele Bugeia, del quale mi e' rimasto impressa la figura di sacerdote molto dolce e zelante.

 

Con sensi di particolare ossequio anche per il fratello D. Sante mi raffermo.

 

Affmo in G.C.

D.Arcangelo Bruni

 

Roma 18-12-26

 

 


 

Roma 9 febbraio 1927

 

Carmo Monsignore,

 

Ho ricevuto pochi giorni sana copia dell'almanacco "San Paolo" e la ringrazio vivamente.

 

Le invio copia di un Decreto d'intorduzione di causa del Servo di Dio D. Giovanni Merlini dei Missionarii del Prezmo Sangue, Causa della quale io mi occupo.  Ricevetti nel mese di Agosto le notizie riguardanti l'opera della Missione per le compagne di Malta.  Ora ho saputo che i Missionarii del Prez. Sangue qui di Roma conoscono codesta Opera della Missione, e che il Superiore De Bono e' in relazione col Procuratore Generale della Congregazione dei Missionari, avendo cheisto a lui varie reliquie del Beato Gaspare del Bufalo, Fondatore di detta Congregazione.  Nel mese di Dicembre, poco prima di Natale per l'Istituto, e al tempo stesso le faceva ocnoscere la facolta dell'Assoluzione generale.  Siccome non mi ha fatto sapere se ha ricevuto il detto il detto rescritto dubito che siasiomarrito.  La prego

quindi fermente avvisato per avere un duplicato. E in questa occasione  le ripeto gli auguri di allora.

 

In salute, grazie a Dio, bene spero che anche lei goda buona salute..  Mi raccomandi al Signore, e con sensi di particolare ossequio mi raffermo.

 

Suo Devmo

D. Arcangelo Bruni.

 

 


 

Maghrufa minna il-generozita' tieghek niehdu l-liberta' u ngibu a konoxxenza tieghek illi dalwaqt sejrin naghtu bidu ghall-bini ta' post gdid biex fih jitrabbew tfal ghall-Missjonijiet ta' barra.  Jekk joghgbok tqieghed xi zewg gebliet tkun qieghed tibni id-dar tieghek fis-sema.  Kull gebla tiswa xelin.

 

Mons. G. De Piro

 

29 - VIII 27

  

 


 

175

 

Caro Signor Perito,

 

Il porgitore Don Michele Callus, e' uno dei novelli Sacerdoti della Compagnia di S. Paolo per le Missioni Esteri.  Non potendo venire io La prego di consegnargli la pianta di quel pezzo di terreno che abbiamo misurato lo scorso estate, per portarla dall'Avvocato Vassallo per l'opportuno ricorso di deroga.  Il prezzo di stima e' stato quello di ś16 per tumulo, pero' quello da me convenuto coll'Avvocato Vassallo e di ś30 per tumulo.  Pertanto se Ella vorra' nella discrizione aggiungervi il prezzo, tenga nota di questo.  Perche' essendo passato del tempo i venditori potrebbero pretendere di piu'.

 

Con tutta stima.

 

Suo Dev.mo

Mons. G. De Piro.

 

 


 

Venezia, 15 Gennaio 1929

 

Car.mo Mgr,

 

Ho goduto tanto nel vedere il suo Missionario all'opera e ho pregato il Signore, che "mettat operarios in veneam suam".

 

Delle preghiere, che fanno per me sono gratissimo.  Anch'io incluso Lei e i suoi Missionarii nel memento quotidiano.

 

Dio conceda loro la consolazione di salvare molte anime

 

 

Salutando benedico

 

Dev.

+ P. Card. La Fontaine.

 

 


 

Revmo e Carmo Monsignore,

 

Nell'inviare a Gozo il rescritto a favore id Camilleri Francesco Saverio della Societa' di S.Paolo, chiedeva all'arcidiacono Pace notizie della mamma di lei, avendomi altra volta fatto conoscere che era malata gravamente. Pace mentre mi dava notizie rassicivanti e liete sulla di lei mamma, mi dava pure notizia molto triste della morte del di lei fratello D. Sante.  Non puo' immaginare quanto rimasi profondamente addolorato, avendo io conosciuto D. D Sante nella Pia Casa di Panteratto - Caro Monsignore, dobbiamo adorare i disegni di Dio, e per stare tranquilli ripetere li parole del Beato Gaspere del Bufalo:  I nostri congiunti pero' non li perdiamo, ma sol ci precedono, ed un dolce vincolo di religione ci unisce ad essi mirabilmente.  Nolite constristari de dormentibus Sanguis Jesu Christi est nostra spes et salus pro vita aeterna.  Riceva percio' le mie piu' vive condoglianze, e l'assicurazione dei miei suffragi per l'anima benedetta.  Da quando ho appresa la notizia sempre in modo speciale l'ho raccomandato al Signore, e son varie sere che il Sante.  Ella si faccia coraggio, e procuri di tener sollecata la mamma.

 

Riceva i mei piu' cordiali saluti e mi creda sempre nel Signore.

 

Roma 9 Agosto 1929.

 

Affmo

D. Arcangelo Bruni.

 

 

 


 

Roma 12 Nov. 1929

 

Revmo e Carmo Monsignore,

 

Le accludo i due rescritti, uno del Concilio e l'altro della Cogr., dei Religiosi.  Scusera' se vi e' un po' di ritardo; non e' dipeso da me.  Quello del Concilio l'ho pututo avere subito.  Ho dovuto molto lavorare per l'altro perche' in massima si era contrari.  Ho potuto ottenere che la domanda non fosse riferita al Card., Prefetto, e cosi' e' passata bene.  Avrebbero voluto almeno che avesse sostenuto un esame di filosofia coram probatis magistris.  Ora pero' tutto e' accomodato.

 

Tornai a Roma da Vallecorsa il 21 Ottobre, e grazie a Dio, bene in salute.  Siamo adesso di nuovo al lavoro e nello stesso tempo sempre in mezzo alle feste, sia civili che religose come certamente apprendera' dai giornali.  Faccia il Signore che tutto riesca a bene della Chiesa.

 

Riceva i miei piu' cordiali saluti, e mi raccomandi al Signore.  Sempre.

 

Dmo

D. Arcangelo Bruni.

 

Risp. ed inviate lir., 200

per tasse

 

20. Xi 29.

 

 


 

Roma 20 gennaio 1930

 

Carmo Monsignore,

 

Ho ricevuto la sua lettera del 17.12.29 unitamente alla relazione a stampa.  La ringrazio degli augurii per il nuovo anno, ed ore li contracambio.  Io non ho scritto prima, perche' durante le feste non mi sono inteso tanto bene, sebbene sempre in piedi, e poi' perche' stavo in pena per una mia sorella, malata all'occhio destro la quale e' stata operata in questi giorni, e speriamo che tutto risolva bene.  La ringrazio dell'assegno inviatomi, e questo e' unicamente un segno della sua bonta'; e non occorreva; e sappia che io in quel che posso, ben volentieri mi presto a servirla.

 

Ho letto la relazione a stampa, e l'ho fatta leggere da persona competente.  La mia opinione si e' accordata con quella dell'altra persona che ha letto la relazione.  Riguardo alla forma e' fatta bene, in termini rispettosi.  Riguardo all'istituzione della massa comune e non delle prebende, vi sono della buona ragioni, ma non pienamente convincenti, come deve dirsi lo stesso per la istituzione delle prebende.  Quanto poi alla Vi osservazione sul diritto del Decano di convocare e presiedere le adimanze capitolari, qui' la cosa e' chiara essendo un diritto consuetudinario ben fondato, e che certo con e' stato distrutto dal Codice Can.397.  Basta quindi esibere su cio' i documenti relativi. Bisogna pero' vedere se il Capitolo si oppone a cio', e quali documenti esso abbia per opporsi.  Il vescovo poi' decide ogni cosa.  E allora venuta la decisione finale, si potra' ritornare su di essa, qualora non fosse correspondente alle vedute dei proponenti.

 

Queste soneo le mie impressioni in proposito.  Riceva i miei cordiali salute e gli augurii di ogni felicita' per il nuovo anno che vogliamo sperare dal Signore piu' buono dell'anno decorso, nel quale piu' volte il Signore ha visitato con forti paure me ed altri di famiglia, pero' in ogni caso ci ha liberati dalla morte, e quindi se sono vivo, e se altri di famiglia sono vivi si deve a miracolo.

 

Affmo in C.

 

D. Arcangelo Bruni.

 

 


 

Monsignore Revmo e Carmo,

 

Nell'occasone del suo onomastico mi fu un dovere inviale gli augurii piu' cari e sinceri di ogni bene, pregando il S. Patricarca S. Giuseppe a concederle tutti quelle grazie piu' elette che ella desidera.

 

Ricevi a sup tempo la lettera mella quale mi accennava le persone alle quali doveva far recapitare l'Almanacco delle Miossioni per l'anno 1930 e ho ricevuto anche le copie dell' Almannacco.  Ho adempiuto a quesot incarico fedelmente.

 

Mi ha rattrestato molto la morte di Vassallo che si ordino' sacerdote assieme a me.  Fiat voluntas Dei.

 

L'operazione alla mia sorella e' riuscita bene, grazie a Dio, ed e' guarita bene.  Anch'io sto discretamente bene.

 

Si abbia i miei piu' cordiali saluti e rinnovandale i miei auguri, sono.

 

Roma 18-3-30

 

Dmo Affmo

D. Arcangelo Bruni.

 

 

 


 

Nella Curia Vescovile di Malta.

 

Eminenza Reverendissima.

 

In esecuzione del venerato decreto del di 17 Maggio 1929, col quale V. E. intimava al sottoscritto di riferire intorno ad alcune delle Regole della Compagnia di S. Paolo presentate all' E. V. dal Rev.mo Mons. Can. Decano G. De Piro per la relativa approvazione, ho l'onore di sottomettere a V.E. che, avendo esaminato attentamente dellt regole, che trattano del Procuratore Generale presso la S. Sede, dei visitatori, del Provinciali e vicari di Missione, dell'Economo, dei Capitoli Provinciali e Vicariale, del Superiore Locale, del Prefetto Spirituale e dei Fratelli Catechisti, del Sagrestano, dell’Economo Locale, del Custode delle vesti, dell’Infermierem del Portinaio, del Compratore, del Dispensiere, del Refettoriere, dello Svegliatore e infine dei Funerali ed altri Suffragi, non ho trovato nulla che mi sembra oggessionabile all’approvazione delle stesse, da parte di Vostra Eccellenza.

 

Avendo eseguito quanto sopra con sensi di piena devozione e figliele ossequio passo a raffermarmi dell’ E.V. Revmo.

 

Ubb.mo dev.mo servo

C.Can. Sammut

 

16 Luglio 1930

 


 

16 - X 1930

 

Caro Fr. Rosario,

 

 

Il-bierah bghttilkom il-bqija tal-istrumenti u qieghed nispera illi kollox wasal shih.  Ser naghlaqlek l'ittra ta' Fra Guzepp u karta tal-quddiesa ghal Dun Karm.  Nirrakkomandalek imbaghad tieghi lill-Dun Karm ghall-mejda tal-Isqof wara l-ordinazzjoni.  Jekk ikollkom bzonn xi haga minn hawn ibghatu ghiduli biex ingiba mieghi nhar is-Sibt.  Bil-qalb kollha inbierek lill-kulhadd.

 

Aff. in Xto Padre

Mons. G. De Piro.

 

 


 

Roma 3 Nov. 1930

 

Carmo e Revmo Monsignore,

 

Grazie degli augurii per la mia festa, e delle preghiere innalzate al Signore.

 

Ho ricevuto da Mons Pace di Gozo la domanda per il novello sacerdote Francesco Saverio Camilleri.  Ho avuto difficolta' a presentarla alla Congregazione e ancora non la presento, poiche avendo tastato il terreno, lo trovo contrario specialmente nel Card. Prefetto Lepicier.  E non potrebbe il detto sacerdote, pure stando a Malta, frequentare le scuole pubbliche di Malta, e poi in fine dinanno dare gli esami?

 

Riguardo a quello che espone la Madre Generale delle terziarie francescane, ho chiesto si vi sono direttive in proposito e sia alla Congregazione dei Religiosi come a Propaganda mi e' stato detto che non si puo' dare il permesso di assistere direttamente le donne partorienti, ma solo indirettamnete mediante consigli, oppure direzione, come si pratica anche in Roma, dove le Suore di Carita' sono preposte all'andamento del luogo pio, ma l'opera diretta vien presentata dalle infermiere.

 

Ricordo l'affare dell'assoluzione generale ai Missionarii  della Compagnia di S.Paolo, e la risposta data, ma per ora non e' il caso di modificare la risposta Mons Carinci, nuovo Segretario dei Riti, non entra affatto in questa tema che e' di competenza dello Sacra Penitenzieria, sezione Indulgenze.  La nomina di Mons Carinci e' stata accolta quasi generalmente con soddisfazione, perche' e' competente, ed e' un santo sacerdote.  E' stata mal vista da che ambiva quell'ufficio. Ora si e' demesso Mons Di Fava da Sostituto dei Riti ed e' subentrato Mons Dante anche lui Capranicense, ed inoltre anche il nuovo Sotto-Promotroe Generale della Fede, Mons Traglia e' Capranicense.  Dopo la morte di Benedetto XV, colla permanenza alla Segreteria di Stato del Card. Gasparri, le sorto del Colleggio Capranica erano un po' scese; ora pero' si rialzano, e ne sia ringraziato il Signore.  Presentero' a Carinci le sue congratualzioni e gli ossequi.

 

Mi risponda per l'affare Camilleri come devo compartarmi.  Riceva Monsignore i miei cordiali ossequi e mi raffermo. 

 

Aff. in G.C.

D. Arcangelo Bruni.

 

 


 

Roma, Il Dicembre 1930

 

Revmo e Caro Monsignore,

 

Non appena ricevei la sua lettera riguardo al sac.  Camilleri per la facolta di compiere gli studii privatamente dovendo egli stare in una delle case di Malta, mi affrettai a presentare la domanda alla S. Congregazione dei Religiosi, ed aggiunsi alcune note esplicative, per facilitarne l'esito che era difficile.  E' veramente l'esito non e' stato chiamato, ed in via ufficiosa, ma non ufficiale, mi e' stato detto di consigliare che il novello sacerdote faccia pure gli studii privatamente, e bene; poi verso giugno o luglio dia gli esame pubblicamente, come gli altri, coram probatio magistris, e fatti gli esami, e riusciti bene, domandare allora la convalidazione di questi esame, esibendo i voti ottenuti, e la commendatizia del vescovo di Gozo, ove si faranno gli esami.  Mi pare che sia prattica la risposta, quindi lei si regoli nel modo indicato.  Le ricordo che il consiglio e' ufficioso soltanto, e non ufficiale.

 

Ringrazio della partecipazione inviatami per l'ordinazione del novello sacerdote, al quale porgo gli auguri di fare un gran bene alle anime per la gloria di Dio e la propria salvezza.  Essendo prossime le feste Natalizie porgo a lei i piu, vivi auguri per il Natale e il nuovo anno, pregando il S. Bambino a concederle le benedizioni piu' elette.

 

Gradisca i piu' affettuosi ossequi e mi raccomandi al Signore mentre mi confermo.

 

 

Dmo Affmo

D. Arcangelo Bruni

 

P.S.  Le direttiva della S. Sede per le Suore che assistono le partorienti sono quelle che le scrissi in altra lettera.  Recentemente la C.  di Propaganda ha negato il permesso ad un Istituto di Suore che chiedevano di assisterre direttamente ai parti.

 

 


 

Roma 12 Gennaio 1932

 

Carmo Monsignore,

 

A mia giustificazione le faccio conoscere che la busta contenente questa lettera si trovava scritta sul mio tavola si prima delle feste Natalizie, quindi il pensiero di rispondere c'era, ma varie ciscostanze, non ultima la stanchezza, mi hanno fatto ritardare.  Il lavoro dell'Ufficio, aumentato per lunga malattia dell'alrto collega, il sacro ministero, ecc, sono state le cause del ritardo.

 

Ora a noi prima di tutto ringraziamenti degli augurii per S. Michele, la di cui festa in quest'anno si e' celebrata con straordinaria solennita', avendo compiute le funzioni Pontificali il Vescovo diocesano di Veroli, ospite in casa mia, e tutto riusci bene, e ne sia lode a Dio.

 

Ringraziamenti per gli augurii natalizi e per il nuovo anno, e l'assicuro che io li ho ricambiati all'altare del Signore in quei giorni, ora li ricambio in iscritto.

 

Appena ricevetti da Mons Pace la domanda per il caso di D. Fr. S. Camilleri, procurai che avesse avuta buon esito, e spedii a Mons Pace il rescritto, del quale nel biglietto avuto ora mi accenna d'averlo ricevuto.  Accludo alla presente i due rescritti per Fra Agostino Grech, uno per la dispensa d'eta' da 12 mesi per il sacerdozio, l'altro per la facolta' di ordinarsi expleto tertio anni curriculi studiorum.  Dubitava un po' della buona riuscita di questi due rescritti, atteso il rigore che ora si usa.

 

Per i favori spirituali da concedersi ai benefattori dell' Istituto non ancora ho potuto interpellare un mio amico che trovasi alla Penitenzieria della quale viene distribuito il tesore delle Indulgenze; lo faro' quanto prima e le scrivero'.

 

Riguardo alla pendenza per le prerogattive dell'Arcidizcono, quando me ne scrivera', vedro' di fare qual che si puo'.  Ho fatto ricerche della supplica inviata alla C. dei Riti per la pensione sul fondo Ven. Falzon, ma nulla e' stato intracciato, quindi la supplica non e' arrivata.  Ne arrivo' un'altra pure per sussidio sul fondo
Falzon, di una donna che doveva prendere marito, dicendosi parente del Falzon, ma fu risposto negativamente, perche la Causa del Falzon e' ora in corso.   Monsignor _______

 
 

Carmo Monsignore,

 

Facendo seguito all'ultima mia lettera che spero avra' ricevuto, io ho chiesto ad un mio amico Ufficiale della Sacra Penitenzieria quali facori spirituali si potevano chiedere e dare per i benefattori della Compagnia di S. Paolo, e mi ha risposto che bisognoava prendere visione degli Statuti della Compagnis per decidere il da chiedere.  Quindi se puo' mandarmi una copia degli Statuti, io la faro osservare, e al tempo stesso lei puo' anche indicarmi i suoi desiderii.  Non so se poi si richiedera' la commendatizia del Vescovo.

 

La saluto caramente e mi raccomando alle sue preghiere.  Augurandomi che stia bene in salute sono

 

Roma 16 Febbraio 1932

 

Affmo

Arcangelo Bruni

 

N. B. Luglio /32 Statuti inviati (Nota ta' Mons. De Piro).

 

 

 

 


 

Dante, Sostituto della Congr. dei Riti mi assicuro' che non avrebbero concesso piu' detti sussidii, appunto perche' la Causa del Ve. Falzon ora e' in corso.

 

Il "Capranicense" oltre la morte id Mons Petti sacerdote esemplarissimo, riportava pure altri decissi; e' stata una vera acatombe, ma il signore cosi' ha voluta.  Sia fatta la sua santa volonta'.  La sera dell'ultimo dell'anno avvemmo un diluvio di acqua.  Una mia sorella che recavasi in chiesa per il Te Deum, si fece male ed un ginocchio per cui fu dovuta riportare in casa, ed ancora non esce di casa; almeno col bastone, perche' non ci e' nessuna rottura, e trattasi solo di artrite localizzata al ginocchio.

 

Grazie di tutto, ed augurandole di ;novo un anno pieno di grazie e benedizioni anche per l'Istituto la saluto caramente e mi creda sempre.

 

Dmo ed Affmo in G. C.

D. Arcangelo Bruni.

 

 

 

 


 

Valletta, 18-2-32

 

Carissimo Collega,

 

Ho ricevuto l'Almanacco nel quale con animo profondamente commosso ho veduto le mie povere sembianze e ho letto le belle parole che mi riguardano, dovute al Suo Cuore gentile e che mi fanno arrossire sapendo di non meritarle.  Cio' pero' non toglie che io La debba essere molto firconsocnete e non Le porga i miei piu' vivi ringraziamenti.  Faccio voti sinceri che l'Istituto da Lei fondato per le SS. Missioni cresca di giono in giono, essendo un felice contributo ai santi ideali del nostro Santo Padre.  Non potendo altro, prometto, come ho fatto l'anno scorso, di raccomandarlo in modo speciale al Signore nell'Eucaristico Sacrificio e augurando tutte le celesti benedizioni a quest'opera di civilta' cristiana a che brancola ancora nelle tenebre delle barbarie, La prego id gradire la mia tenue offerta insieme colla profferta dei miei servizi.

 

Aff.mo sempre

 

Mgr. Luigi Farrugia.

 

 


 

Revmo e Carmo Monsignore,

 

In risposta al quesito propostami, e che ritorno, ho interpellato l'Autante di Stato della S.C. dei Religiosi che ha preso in esame la pratica del chierico Grech num 7724/31, e questi mi ha detto, che purche' il chierico abbia l'eta' fichiesta per il suddiacanato, puo' essere ordinato suddiacono, nonostante che non sia "exeunte tertio anno"  come richiederebbe il Codice - Anche il Vicariato di Roma ha addottato la stessa norma pei quelli che non sia "expleto tertio anno: quindi per necessita' di cose, si devono ricevere antecedentemente gli altri Ordini maggiori.  Questo sempre qualora l'Ordinario non abbia altri motivi per non ammettere all'Ordinazione.

 

Ho letto sul Capranicense la morte di D. Giuseppe Gatt, ne sono rimasto sommamente addolorato.  Era nato lo stesso giorno mese ed anno nei quali io son nato, e ci ordinassimo sacerdoti assieme con Vassallo D. Emmanuele lo stesso giorno.  Fiat Voluntas Dei.

 

Ho ricevuto l'Almanacco delle Missioni anno 1932:  grazie.

 

Con i piu' cari saluti mi creda sempre.

 

Roma 2 Marzo 1932

 

Dmo. in C.

D. Arcangelo Bruni.

 

 


 

Nella Gran Curia

Vescovile di Malta,

 

Nota del Ca. Decano G.

De Piro quale Superiore della

Compagnia di San Paolo - Istituto

Religioso per le Missioni Estere.

 

Comparisce il medesimo ed in esecuzione del Venerato Decreto di Sua Ecc.za Rev.ma Mgr. Arciv. Vescovo, del 18 Marzo 1924, consegna e sottomette alla relativa approvazione il complemento delle regole dalle quale viene governata la surriferita Compagnia di S. Paolo.

 

Ed eseguito quanto sopra, con profondo figliale ossequio, si rafferma di Sua Ecc.za Rev.ma Mgr. Arciv. Vescovo - Umilissimo Servo.

 

Fto. G. Decano De Piro

Presentato dal Comparente il 9 Dic. 1925.

fto. Sac. Ant. Galea Cancelliere

 

Ill.mus ac Rev.mus Can.cus Cap.ris Carmelus Prof. Zammit Nobis refarat.

 

Datum Vallettae, die 17 Maii 1929, Sign.  Mauris O.S.B.

Arch. Epus. Meliten.

 

_____________________

 

Nella Curia Vescovile di Malta.

 

Eccellenza Reverendissima,

 

In esecuzione del venerato decreto del di' 17 Maggio 1929 col quale V.E. intimava al sottoscritto di referire intorno ad alcune delle Regole della Compagnia di San Paolo presentate all'E.V. dal Rev.mo Mons. Can. Decano G. De Piro per la relativa approvazione, ho l'onore di sottomettere a V.E. che, avendo esaminato attentamente dette regole, che trattano del Procuratore Generale presso la S. Sede, dei Visitatori, dei Procinciale e Vicari di Missione, dell'Economo, dei Capitoli Provinciale e Vicariale, del Superiore Locale, del Prefetto Spirituale e dei Fratelli Catechisti, del Sagrestano, dell'Economo Locale, del Refettoriere, dello Svegliatore e infine dei Funerali ed altri Suffragi, non ho trovato nulla che mi sembra oggezionabile all'approvazione delle stesse da parte di Vostra Eccellenza.

 

Avendo eseguito quanto sopra con sensi di piena devozione e figliale ossequio passo a raffermarmi.

 

Dell'E.V. Rev.ma

 

Ubb.mo Dev.mo Servo

C.Can. Zammit

16 Luglio 1930

 


 

Decreto

 

Siccome l'Ill.mo e Rev.mo Mons. Giuseppe de Piro Navarra, Can.co Decano della Nra. Cattedrale, ottemperando al Nro. Decreto dle 18 Marzo 1924, lei ha esibito il complemento delle Regole della Compagnia di S. Paolo, da lui fondata particolarmente per cio' che riguarda il Governo Generale e Particolare.

 

Siccome, giusto il voto qui annesso, del Rev.mo Relatore da Noi incaricato per Nro' Decreto del 19 Maggio 1929, nulla si e' trovato di oggezionabile all'approvazione delle stesse;

 

Col presente Nostro Decreto concediamo ben volentieri la chiesta approvazione ai termini e sotto le riserve del precitato Nro Decreto del 18 Marzo 1924.

 

Desiderando ogni ulteriore prosperita' in Dno' alla prelodata Compagnia, impartiamo di cuore alla stessa la Nra. benedizione.

 

Dato in Valletta, il 5 Ottobre 1932

fto. Maurus O.S.B. Arch. Epus. Melit.

 

Vera copia rilasciata dalla Curia

Vescovile in Malta

il 7 Ottobre 1932

Can. P. Buttigieg

Cancelliere  

 

 

 


 

Vallecorsa 8 Ottobre 1932

 

Revmo e Carmo Monsignore.

 

Trascorsa la festa di S. Michele, do' riscontro alle sue lettere.

 

Prima di tutto ricevi la lettera con le relative domande per la benedizione del S.Padre per l'erezione del nuovo edificio per il noviziato e per l'assoluzione generale, ecc.  Per la prima mi recai subito al Vaticano da Mons Ottaviano, il quale prese la domanda per il giorno in cui aveva l'udienza del S.Padre.  Questa ci fu' il giovedi' 15 Settembre, giorno della mia partenza per le vacanze.  Lasciai' incaricato Mons Tellarini per la spedizione, e spero sia arrivata in tempo, essendo stata rimessa per posta aerea.

 

Per la seconda domanda se ;ne parlera' a Novembre.

 

La regnrazio dell'invito per l'ordinazione sacerdotale di Grech: presento i mei auguri per un ministero apostolico fecondo quanto mai' per la salute delle anime.  Sono stato quest' anno un po' in giro tra Napoli, Sorrento, Capri e Amalfi, il giorno 19 mi trovai' presente al miracolo di San Gennero.  Il caldo pero' era soffocante, solo ora e' diminuito un  poco per la  pioggia caduta.  Il mio ritorno a Roma sara' a Dio piacendo il 19 Ottobre.

 

Tanti cari saluti, e mi raccomandi al Signore.

 

Affmo in Xsto.

D. Arcangelo Bruni.

 

 


 

(1932)

A Sua Eminenza Reverendissima

Il Signor Cardinale G. Van Rossum

Prefetto della Congreg., de Propaganda Fide.

 

 

Eminenza Reverendissima,

 

Il Canonico Giuseppe De Piro della Diocesi di Malta, prostrato al bacio della Sacra Porpora, umilmente espone: che egli incoraggito dall'Emo Pietro La Fontaine, allore Visitatore Apostolico di detta Diocesi, ed avvolarato dalla Benedizione Apostolica di Sua Santita Pio X, diede principio ne 1910 all' istituzione di una Societa' Religiosa, avente per scopo le Missioni Estere, ad incominciare dall' assistenza dei Maltesi lontani dalla patia.

 

Che l'Istituto iniziato allora con due giovani, uno studente ed un catechista, e' oggi composto da nove sutdenti e tre catechisti, tutti interni, ai quali che frequentano preiodicamente l'Istituto per aver l'agio di comprendere innanzi la loro ammissione la spirito dello stesso.

 

Che tre dei giovani interni, in via privata hanno gia' emesso i voti di poverta', ubbidienza, castita' e missione, e che vi sarebbero altrettanti pronti ed emettere la professione al cenno dell'oratore.

 

 

Che uno degli studenti, il primo ammesso, e' stato gia' orndinato sacerdote nel settembre 1919, e nell'ottobre 1920 due daranno principio al corso teologico, mentre quattro si troveranno principio al corso teologico, mentre quattro si troveranno nel corso filosofico gli altri poi frequentano ancora le classi ginnasiali.

 

Che l'Istituto e' assolutamente libero da debiti non solo, ma che esso gia' possiede una piccola attiva in cassa; ed alla morte dell'oratore, o forse, disponendo la Divina Provvidenza, anche prima, possedera' il suo asse, il quale finora e' andato sopperendo alle spese richieste.

 

Che l'oratore a favore dell'Istituto ha gia' fatto il suo testamento; e si trova in trattative per la campra del terreno richiesto per fabbricarvi una residenza adatta allo scopo in vicinanza della Chiesuola di Sant'Agata, sita al Rabato, e che Sua Eccza Revma Ngr Arcivescovo intende donare all'Istituto.

 

Che lo sviluppo  dell'Istituto, come risulta dal suesposto trovasi al punto da richiedere la propria  ricognizione giuridica; ed e' percio' che l'oratore spinto anche dal vivo desiderio di tutti i membri componenti lo stesso, osa rivolgersi all' Eminenza Vostra Revma, e fidente nella sua benignita' e nel facore col quale ha gia' accolto l'Istituto nascente, Le prega dell'Istituto in Congregazione Religiosa, sotto nome di "Compagnia di San Paolo".

 

E della grazia, etc.

 

 


 

Casa di Carita' - Gozo

18 - XII -32

 

Rev.mo e Delet.mo Padre in Xto.

 

Eccomi insieme a tutta la nostra povera Congregazione con animo gratissimo ad augurarle Buone Feste e Felice Anno Nuovo prospero di progressi nella Santa Perfezione, nell' acquisto di un vastissimo terreno nell'Abissinia per fondare la sua Missione, nell'aumento di nuovi Missionari, nel veder terminato il fabbricato di Sta. Agata, nel veder zelo Apostolico e sacrificio nei suo figlioli, nel sentirsi in piu' florida salute, ecc. ecc. ecc. ecc. E nel continaurci al sua benevolenza.  Ci benedira'. Madre Nazarena.