Korrispondenza

 

Vol I

 

Ittri lill-familjari

 

 

KAWZA TAL-BEATIFIKAZZJONI

IL-QADDEJ T'ALLA GUZEPPI DEPIRO

SANT' AGATA

RABAT  -  MALTA

 

 

 

 

Ghaziz siehbi,

            Bl-ghajnuna t'Alla qed jerga' jkun possibbli li nghaddulek ftit materjal iehor li ghandu rabta l-aktar intima mal-Fundatur taghna.  S'issa gie f'idejk l-Almanakk li hu hareg bejn is-snin 1922 u l-1933.  Minhabba l-metikolozita' u l-ezattezza ta' Mons De Piro kien possibbli li nwasslulek hafna priedki li hu ghamel f'diversi circkustanzi u lil udjenzi varji.  Ghaz Fra Glormu Gatt SSP kien ghaqli bizzejjed li jiehu tan-novizzjat 1929 - 1930, allura stajna nistampaw il-materjal li l-Fundatur wassal lil dawn l-istess membri.

 

            Gew f'idejk l-intervisti li saru fis-snin sittin u sebghin lil nies li kienu qrib tieghu.  U ghandek ukoll il-volum "Artikli tal-Posulatur."  Did-darba qed nippublikaw l-ewwel fis-sensiela ta' tliet volumi li jigbru l-ittri ta' xghira pjuttost familjari jew ahjar privata.

 

            Wiehed malajr jifhem li Mons De Piro, propju minhabba l-bosta karigi li kellu halla warajh taghbijiet ta' korrispondenza.  Bizzejjed wiehed isemmi dik li hu baghat jew ircieva b'relazzjoni mat-twaqqif u l-ewwel zvillup tas-Socjeta' taghna.  Izda barra din il-kwalita' ta' ittri fl-Arkivju ghad ghandna hafna ohrajn li hu kien jircievi minghand niesu, minghand min kien inkarigat mill-edukazzjoni tieghu, jew mid-direttur spiritwali.

 

            F'dan l-ewwel volum qed nigbru flimkien l-ittri li Guzeppi De Piro baghat lil ommu u l-wahda li baghat lil huh Gwido, bejn l-1898 u l-1900, allura meta kien jistudja Ruma.  Hawnhekk ta' min jghid li dawn zgur li mhumiex l-ittri kollha li l-fundatur baghat lil ommu jew lil hutu.  Ibda biex wiehed jinnota li xi drabi  hemm perjodi wisq twal bla ma tidher ittra fihom, xi haga li ma tantx kienet fil-kaz tal-Fundatur.  F'xi ittri jsiru riferenzi ghal ittri ohrajn li fil-fatt qatt ma waslu f'idejna.  Xi kultant tiltaqa' biss ma' bicca minn ittra, il-bidu jew it-tmien taghha baqa' ma deherx.  Raguni ohra ghal din id-disgrazzja kien il-fatt li sa ma sabu posthom fejn huma presenti llum, l-ittri, flimkien ma' materjal iehor, kellhom jghaddu minn post ghall-iehor diversi drabi.

 

            Wiehed imbaghad ma jistax ma jsemmix ukoll il-fatt li darba minnhom l-omm tghid lil binha li hi ghamlet kif kien qalilha hu nnifsu, i.e. li harqet xi ittri li skond Guzeppi nnifsu kienu tant familjari u personali li kullhom jigu meqruda.

 

            Nawgurawlek hafna gid mill-qari ta' din il-korrispondenza.  J'Alla permezz taghha inti tidhol aktar il gewwa fl-istudju tal-persuna tal-Fundatur taghna.  Bhalek u bhalna Guzeppi De Piro kellu qalbu mimlija mhabba lejn qrabatu. 

 

Mill-Postulazzjoni.

18 ta' Marzu 1989.

Hamsa u sittin sena mill-

approvazzjoni tal-ewwel

zewg partijiet tar-Regola.

 

 

14 luglio 1898

Borgo Vecchio 170

 

Carissima Mamma,

            Stamani li ho impostato una lettera scritta in lapis.  Ne ti promessi di darti piu' particolari del viaggio, dunque fino a siracusa il mare era piuttosto troppo buono poiche non sembrava che ci movessimo, giunti a Siracusa alla dogana ne abbiamo avuto  mia visita piuttosto superficiale, essendosi, secondo me, accorto che non tenevamo tabacchi, finita li visita ci portammo subito dal celebre Musumeci e ci mettammo al letto; e fino a questo punto avevamo gia speso 3.50 e per farla breve da Musumeci fino alla ferrovia spenderemo altre 12.60 dei quale 7.10 era conto di Musumeci compreso l'alloggio 5 e due caffe' latte e fin qui, l'abbiam finito tanto mercat, ma abbiamo fatto la figura di due signorini per non dire milionari.  Infatti alla stazione siamo stati a due cavalli in carrozza non dell'Hotel, e con noi senza averlo richiesto e' venuto il portiere dell'Hotel in alta montura per aiutarci a spedire il baule, al quale demmo una lira e ci ringrazzio' immensamente, questo che venne con noi e' quello che e somiglia a quagliotti.  Ora vi dico in quanto al baule Guagliotte mi disse che se volesse rispermiare avrei dovuto prima spedire il baule a Messina e poi da Messina a Roma poiche' essendo queste dire societa' diverse danno separamente dei ribassi, mentre spendendolo direttamente a Roma non avrei avuto alcun ribasso e percio' nessun risparmio.  A dire il vero siccome non sono tanto pratico e siccome addosso qua' la paura di non fare a tempo a Messina di bollare i biglietti, ho ragionato fra di me che molto meno avra' tempo a fare la spedizione del baule e cosi' a nostro svantaggio ho dovuto decidere di spedirlo direttamente a Roma e cosi' avere un pensiero di meno.  Ma poi giunti a messina il treno si ferma alla stazione per piu' di un quarto d'ora ed io in uno minuto avevo gia' fatto registrare i biglietti ed avra' fatto anche a tempo di spedire il baule per Roma poiche' ce stanno un bel pezzo ad aspettare non solo alla stazione ma ancora alla marina a bordo il Carideli dappoiche' la marina e la stazione si puo dire che sono la stessa cosa essendo a distanza sui minima quest'affare del baule l'ho raccontato minutamente per dar l'agio a Teresina ed a Gino do potesse ne approfittare in fatti loro avendo parecchio bagaglie ed essendo in due ne potranno risparmiare parecchio.  La spedizione del baule ci costo' 28.90 la quale somma non aspettava di spendere.  Poco prima che mi son messo a scriverti pioveva benissimo infatti oggi durante la giornata abbiamo avuto dei frequenti showers  prendentela in inglese perche' non si se in italiano corrisponde ad acquarrone.  Per ora ti lascio a Messina, a dire il vero siamo ancora un poco lontani ma abbi pazienza poiche' non durerai li, ma ora sono le 4.30 o meglio all'uso locale le 16.30 e siamo per vestirci ed uscire fra poco.

15.7.98                       ore 15.30

 

            Mi son levato giusto ora da letto e mi ci son messo subito a continuare questa lettera per potertela impostare domani, ...

 

 

18 - 7- 98

Borgo Vecchio 170

            Roma

 

 

Carissima Mamma,

            Incomincio stasera questa lettera che intendo impostare domani.  Anzitutto questa e' gia' la terza che ti indirizzo e non ho ricevuto nessuna tua.  Di piu' devi tirare un poco l'orecchio a Teresina la quale disse a Pio che ci dovra scrivere a "posta restante" e non so dirti quante volte abbiam fatto quella strada inutilmente rimanendo male tutte le volte che ci e' stato detto quel "niente"  secco ed asciutto, non asciutto come il vino poiche' quantunque e' la stessa parola pure in ambo i casi ha significati ben diversi.

 

            Primo di andare oltre, che poi temo molto che non ci sara' posto, voglio raccontarti quel che trattai col Rettore del Capranica il quale e' un vero "gentleman".  Dunque l'indomani che arrivammo ci siam portati dal rettore; gli ho dato la lettera del Vescovo ed il certificato dell'Universita'; lesse la lettera del Vescovo e poi prese il certificato ma essendo scritto in inglese mi disse non se ne intendeva e percio' lo lascio' sulla tavola, naturalmente lo avra' fatto tradurre da qualche d'uno quando son uscito io.  Insomma mi fece capire che saro' ammesso.  Poi mi chiese intorno agli studi ed io gli dissi che il latino e' il mio punto debole attualmente.  Intanto suono' un campanello ed immantimente apparve il vice rettore, col quale dopo aver fatto le solite cerimonie, e dopo avergli presentato i complimenti ed i rispetti del Vescovo; il rettore gli disse che io sono quel tale candidato, e gli disse pure che gli avevo confessato candidamente che nel latino non ci siamo.  Allora il Rettore mi chiese quando intendevo entrare in Collegio, ed io gli dissi che ai primi di Settembre, allora mi rispose che sarebbe meglio che io fossi entrato ai 22 di Agosto poiche' in questa data loro vanno alla villa, e cosi in questi due mesi di vacanze, che ritornano a Roma ai 22 di Ottobre, potro' fare un po' di latino e sfogliare un poco il primo anno di filosofia; percio' informatemi se Teresina e Gino saranno qui verso quel tempo, poiche' altrimenti molte delle robe me li dovrete mandare colla posta.  Le cose piu' importanti a cui dovete fare premura voi sono anzitutto i lenzuoli e le foderette, poi le camicie, gli asciugamati e le salviette.  Quel che potete mandarmi collo zio e meglio che me lo mandiate.  Inqunato alla posata gli chiesi di quanto pezzi deve costare, ed egli mi disse di una forcetta, coltello e cucchiaio, ed anche un cucchiaino, (la posata della desert non occarre).  Mi disse ancora che deve essere di argento, scarsa di disegni e percio' liscia quanto sia possibile, per ragione di poterla tenere pulita; ed in ultimo deve contenere le mie iniziali cioe' G. D. D.  Non mi pare che io debba guastare quella mezza dozzina della nonna e percio' son di parere di comprarla tutta nuova.  Ora se me la potete prendere da coste' e pensare di inciderla credo che sarebbe meglio, ma nel caso che credete che io la debba prendere da qui, mandatemi a dire presso a poco il prezzo perche' non ne sia burlato.  O meglio allora probabilmente aspettero' lo zio, ditemi quanto parti e presso a poco quando arriva per andare ad aspettarlo alla stazione.

 

Giuseppe

 

Non scrivo allo zio che intanto voi glie la farete leggere.

 

 

  

(24 - 8 - 98)

Borgo Vecchio 170

 

Carissima mamma,

            Stasera, poco fa, ho ricevuto la tua lettera, la quale mi mise in pensiero sul tuo conto, poiche' dai calcoli che posso fare e' gia' da tempo che ti senti male; secondo me sara' la fatica dei nostri corredi, ma devi stare attenta a non affaticarti piu' di quello che ti e' permesso dalle tue forze.  Forse ti sarai inquietata un poco ancora vedendo approssimarsi la partenza di Gino e Teresina.  Cio' che mi consolo' fu il ricevere la lettera di tua mano poiche' da questo posso concludere che non hai tanto male, pero' stai attenta a quel che ti dice Alfredo, che ormai conosce bene la tua contituzione e non puo' che dirigerti ottimamente.  Godo il sentire che Maria sta bene, io e Pio come ci avevi detto siamo stati a S. Agostino e visitammo la Madonna del Parto dicendo cinque poste di Rosario in ringraziamento della grazia fin ora ottenuta speriamo che l'avremo intiera e cosi' potremo vantarci di essere zii di due nipoti.  Pero' se otterremo la grazia finale, che ho tutta la fiducia, raccomando ad Alfredo e Maria di fare una scappatina, almeno fino Roma, per ringraziare loro personalmente alla Vergine; e cosi' li potro' vedere anche io; e poi quantunque non sono medico, posso assicurarli, se non son certi!... che fara' loro molto bene.  If they don't believe it, they can smell _

_ _ _ _ _ _ _ _ _ cara mamma che eleganza di frase, io l'ammiro per la sua forza conclusiva!  stando a Roma si progredisce anche in inglese; infatti a dire veramente il puro vero il minor progresso che abbiamo fatto e' stato nell'Italiano; de francais il fant pas parler poiche' a tavola non si parla che francese (non noi altri!) e poi quid dicam de latino? tantum modo dico, non scribo vobis in hac favella, quia timeo quod vos non capore aliduod verbum; e siccome io scrivo per essere capito cosi' preferisco di continuare nella "lingua nostra."  Stasera qui ci e' un caldo propio soffocante che ti fa sudare anche stando seduto senza muoverti; pero' sono un po' inquieto perche' qui dicono che il cambiamento di temperatura sara' sunitaneo; e se incomincia il freddo guai per me, perche' siccome aspetto Teresina ancora non ho comprato la coperta!  Sono le otto e fra poco andiamo a cena, Pio stasera e' uscito ma io non avevo voglia di uscire.  Secondo i calcoli inclacolabili che ho fatto; se non morro' probabilmente cantero' messa da qui ad altri quattro anni; poiche' piu' di due anni di filosofia non credo che mi faranno fare, e poi dopo due anni di teologia credo che mi lasceranno cantarla.  Pregate a S. Tommaso d'Aquino che mi intercede la grazia di aprirmi un poco la mente, ed allora forse un anno di filosofia sara' sufficiente, ed allora potremo fare piu' presto; ho detto S. Tom: poiche' questo e' il nostro protettore assegnatoci in particolar modo da Leone XIII (che non abbiam ancora potuto vedere) in una delle sue prime incicliche.  Il corso di teologia e' di quattro anni e poi quello di diritto canonico e' di tre cosiche' se ancor ben faccio l'addizione mi pare che fino a 30 anni trovo da studiare.  Arrivederci! non dopo cena perche' allra il capo me pesa, altri dieci o dodici giorni saro' in collegio per grazia di Dio; ma narasch is-sighia u il mument li ningiabare, probabilmente mi secchero' anche al collegio, veramente speriamo di no, ma cosi' son fatto che ci vuol fare; pregate Iddio che mi faccia trovar bene.

 

25

            Inquanto all'alloggio stamani l'abbiamo ripensata ed abbiamo trovato che ci sara' piu' economico stare qui' che andare a Santa Chiara; percio' dico a Teresina di venire a stare anche qui', non sono che 2 o 3 giorni e passeranno subiot.  Percio' in conclusione noi non ci moveremo di qui'. 

            Inquanto all'affare della tinta credo che farete male a tingere le pareti delle reale ad olio, ante omnia spenderete una somma ingusta in roba d'altri senza che ci trovate il compenso perche' sono certo, che qualunque rimedio che farete riuscira' inutile per quel umido, infatti l'umido da sotto l'olio incomincino imerzak che e' una cosa peggiore dell'attuale.  In quanto ai gradilii fate bene a tingerli perche' sono brutti, ed in quanto alle pareti vi raccomando che lasciarli come stanno ho detto e non vi pentirete.  Lo zio mi disse che non gli piacciono tutti perche' sembreranno le scale di qualche piroscafo.  Io per quest'anno vi consiglio di lasciare il mondo come sta e poi un'altro cambierete colore facendole imbiancare con calcino invece di gesso che quel gesso e specialmente quel colore sono molto atti a macchiarsi.  Questo e' il miglior consiglio che vi posso dare.

 

            Ringrazio Guido per la sua lettera la prima volta scrivero' a lui.  Stamattina qui pioviggina e per andare da Cuschieri che mi dovro' bagnare qualche poco perche' da Piazza Venezia a S. Domenico ci vado a piedi e non in tram; ma ho un ombrello del buon di Dio.

 

                                                                                                          Giuseppe

 

 Continuate a mettere 5 francobolli

 

 

28. Agosto 98

Borgo Vecchio 170

 

Carissima mamma,

            Con Angiolina dei Conti Sant Cassia ti ho mandato un regalino rotto, pero' credo che lo potrai accomodare bene dandolo a Toni Gauci o Conti Paul, non lo aspettare per ora perche lei non intende lasciare Roma prima delle meta' di Settembre.  sto aspettando una lettera da Carmelo, previ molto piacere al sentire che egli abbia attenuto un buon giuderzione, e che si e' messo di nuovo al lavoro dopo un giorno.  Inquanto alle reale della Valletta credo che fareste meglio a comprare delle altre incisioni, ed ornarlo con queste, che spendere tanto.  Le incisioni del Piranesi qui si possono avere belle e pulite per 4 franchi l'una, cosi con una sterlina vi potro' acquistare 6 delle migliori e s'intende dei principali monumenti di Roma; come sarebbero Trevi, la Colonna Antoniana, la 7 ravana, Colossea, circio Settimio Severo, Arco Costantino, insomma faro' la miglior scelta che potro'.  Desidero  sapere come riuscirono quie due armadi se il conicione e' venuto proporzionato.  State attenti che se le scale, o meglio il muro, incomincia ad imerzak come senza dubbio fara', secondo me, entrerete non solo in nuove spese ma anche in una seccatura; questo e' il miglior consiglio, infine poi lo zio mi pare che non approvo' tanto il progetto per la ragione che vi disse l'altra volta.  Io vi consiglio a prendere tempo prima di farlo.

            Quando riceverete questa mia lettera voglio sperare che Teresina sara' partita non mi dica e deve venire qua' a Borgo Vecchio.  Mi rallegro che ti sei levata da letto, ora stai attenta a non affaticarti tanto.  Un' altra volta ti scrivero' dal Collegio cioe' dalla Villa a Monte Mario percio' forse non riceverai per qualche settimana.

            Carissimo Guido,

            La tua lettera mi fu assai gradita, pero' ti faccio osservare che tu devi deciderti a scrivermi non perche' io mi lagno ma perche' sei tenuto e devi rispondere alle mie.  Ti auguro una felice riparazione in Settembre.  Certamente sara' una bella cosa se potrai avere il B.A. ed io, come tutti, saro' molto contento, ma non mettertela tanto in testa affinche' non ti dispiaccie se non riuscirei, e poi stai attento a non danneggiarti la salute colla molta applicazione che spesso ho sentito dire "meglio un asino vivo che un dottore morto" veramente questo principio non e' direttamente applicabile a te ma remotamente lo potrai applicare anche al tuo caso; e' vero che chi non risica non rusica ma chi risica spesso perde capra e cavalo.  Hai samato qualche poco di quel benedetto fumare?  Arrivederci! vado a pranzo.

            Ora che mi son riposato un poco dopo pranzo, eccomi di nuovo con te.  In quanto all'andare dallo specialista non credo che contentero' alla mamma poiche' ora non ho altro in mente che di sistemarmi in collegio, poi quando mi saro' sistemato costi allora chi pensero'.

            Mi dici che l'anno venturo incomincierai a studiare bottanica, certamente e' una bella scienza, ma ti raccomando di studiare bene e coltivare la filosofia, poiche' lo spirito e l'anima di tutte le altre scienze si trova in questa.  E' molto probabile che incominciando a studiare la bottanica, la filosofia ti sembrera' una scienza arida, ma stai attento che non e' cosi', e se vuoi essere un buon medico devi cercar di essere ancora un buon filosofo.  Un amore allo sudio della filosofia tu gia' lo hai, e percio' stai attento a coltivarlo che non e' una piccola cosa e non si trova che in pochi, secondo me.  Percio' ti raccomando di aiutarti da principio con lezioni private se ti sara' difficile di capire da solo, e di non fidarti a studiare semplicimente il sunto del professore, ma devi fare in modo che questo ti serva di aiuto a studiare e capire il testo.  L'anno venturo avrai delle quistioni interessanti tanto nell'Ontologia come nella Cosmologia e Psicologia, le qulai devi cercare di approfondire, e di non contentarti di una semplice prunellatura.  Anche io studio filosofia e percio' spero di poterti aiutare nell'intendimento di qualche quistione, la cui verita' non ti sara' facile a scoprire.  Per oggi basta.

            Carissimo Berti;

            In quel poco bianco che rimane voglio discorre con te.  Prima di tutto ti ringrazio del Postal Order; poi ancora delle informazioni che mi hai dato.  Ora parliamo dello stato finanziario.  A Pio non dire aggiungere niente perche' quello che e' rimasto indietro fino al 6 Settembre glie lo ho aggiunto del mio.  Ora fino al 6 Settembre abbiamo da pagare ma se dureremo un giorno di piu' non credo.  Io ho messo da parte 400 franchi e prendendo altre 8 sterline da quelle 10 che mi mandate avro' i 600 franchi che il Vice Rettore mi disse di procurare.  Cosi' in mano non mi resteranno che quelle 2 sterline.  Ora per completare il cerredo mi imprestero' qualche cosa dallo zio.  Cioe' fa comprare le coperte le maglie le calze etc.  Da parte mia aspetto di entrare in collegio per poter rimontarmi.  Dunque come ti dissi Pio fino al 6 settembre non ho bisogno di nulla, ma poi dal 6 Settembre in avanti non avro' nulla; io poi allora lo consegnero' nelle mani dei piu' dotti.

                                                                                                          Giuseppe,.

 

 

 

            Caro Berti

            Nella tua ultima lettera mi chiedi di fare i conti io non so di quali conti intendi, se intendi di parlare dei conti fino al 6 Settembre te li faccio subito cioe' ti dico che non ho un 5 centesimi e vino alle spalle di Giuseppe.  Se intendi parlare dei conti dal 7 Settembre in avanti non posso dirti  preisamente quanto mi occorre ma ti dico solamente quel che ho bisogno di comprare poi mamma fara' la stima dietro la quale mi manderete il denaro.  In primo luogo ho bisogno di fare il viaggio da qui alla Svizzera, giunto li dovro' pagare un trimestre del collegio e mi occorre di comprare un capot, un paio di scarpe e qualche cosa per la testa.

            Saluta mama, Maria e il resto della famiglia e tu prendi un grosso bacio dal tuo.

 

  

 

13 - 11 - 98

A.C.C. Roma.

 

Carissima Mamma,

            Oggi venne a vedermi Padre Cuschieri con Santi, ed inquanto a papa' dissi a Santi che deve pensare lui; stai attenta a non inquietarti che potrai danneggiarti la salute; infatti per non inquietarti aveva pensato una volta di dirvi a voler lasciar qui il babbo in quella cappella del Sacro Cuore a Campo Verano dove egli e' stato scritto confratello.  Percio' ti raccomando di nuovo a non stare a pensare e lasciare fare a noi altri; io qui da quel che potro' aiutero' Santi e spero che tutto andra' bene.

            16/11/98  Domenica scorsa sono stato a vedere lo zio poiche' era un pezzo che non lo vedevo, egli e' diventato molto nervoso incomincia a dargli fastidio tutto, povero Santi, il quale esercita la sua pazienza, tu sai cosa vuol dire quando gli ammalati stanno in questo stadio.  Santi naturalmente vi avra' scritto quel che dice Petacci, io non so niente, ma secondo me se la malattia in se stessa non e' grave pure il suo carattere freddo e tenace m'inquieta un poco; poiche' sembra che debba durare ancora.  Io grazie a Dio finora ghadni nferfer, ho molto da studiare ed il tempo dello studio mi sembra che sia un poco ristretto.  Durante la giornata non ci e' un quarto libero, con sempre in fretta per fare a tempo alla campana; se ci e' un momento di ricreazione siamo tenuti di farlo insieme e non possiamo andare in camera senza permesso; percio' questa lettera deve essere breve perche' altrimenti non ti la mandero' neanche oggi.  Ho ricevuto un solo "Debate" gli altri che Berti mi disse d'avermi mandato non li ho ancora  ricevuti.  Mi congratulo con Maria.  Se non sbaglio secondo i miei calcoli mi pare che quella sua antecedente, passava dinanzi a S. Agostino e dissi una Salve Reg: pei suoi bisogni.  Cosi' sono contento perche' abbiamo ottenuto la grazia.  Salutatemi tutti il Comm: la Signora, Cola, Paolo, la Marchesa.  Quando Maria sara' ristabilita Alfredo intende fare qualche scappatina?  Teresina cosa fa? cuce sempre? da un pezzo che non ho sue notizie.  Ti ringrazio per le notizie che mi hai dato dei fratelli e continua a scrivermi cosi'; poiche' io spero li posso a rassegnare quando non so notizie di alcuno mi dispiace.  Prendi un bacio dal tuo aff. figlio Giuseppe che li chiede la benedizione.

 

 

18 - 12 - 98

A. C. C. Roma.

 

Carissima mamma,

            L'ultima volta scrissi solo una cartolina, ma oggi eccomi daccapo a scrivere una lettera.  Quando avrete questa mia, voglio sperare che lo zio sara' gia fra voi, e spero ancora che Carmelo si trovera' anche costi'.  Percio' se sono a tempo farai il piacere cara mamma di consegnare a Carm la catinella e l'oriuolo del babbo, poiche' come sai dobbiamo incontrarci alla stazione, dove gli debbo consegnare una piccola cosa che egli mi ha lasciato.  Il Rettore si raccomando' stasera dopo cena di scrivere ai rispettivi Vescovi, percio' io in uno di questi giorni avro' l'onore di indirizzarmi a Sua Eccellenza; a Malta non mandero' biglietti a nessun altro poiche', dovendovi esssere il trasporto del babbo, non conviene.  Carm mi aveva promesso che sarebbe venuto a vedermi sabato scorso, ma sembra che era stato impedito poiche' non ho visto ne' lui ne' lo zio, del resto non dico questo per lamentarmi poiche' vi potete immaginare se son contento ceh siano partiti, quantunque son rimasto solo, cioe' solo e' rimasto Santi per grazia di Dio, questa e' una delle consolazioni di aver molti fratelli.  Voglio sapere esattamente l'indirizzo di Gino che ora nelle prossime vacanze bisogna che scriva a tutti.  Aspetto una lettera da Guido.  Io grazie a Dio sto bene.  Stamani e' venuto Santi a vedermi accompagnato da P. Cuschieri.  Le cose del babbo mi sembra che vadono benissimo.  Preghiamo Iddio che aiuti Santi a far tutto bene poiche' poverino e' una cosa che gli da propio da fare.  Del resto ho gran fiducia che tutto terminira' sulla massima tranquillita'.  Stamattina in collegio uno dei nostri compagni, De Scuffi, canto' messa per la prima volta e percio' abbiamo avuto festa, nonche' un buon pranzo secondo gli usi del nostro Collegio in queste circostanze.  Stamani ancora noi altri nuovi entrati, ci portammo accompagnati dal Rettore a dar le buone feste al nostro protettore il Card.  Rampolla, aspettammo un poco l'intende ma poi fummo introdotti tutti insieme; a dir il vero me l'aspettavo un po' piu' giovano, non perche' e' vecchio.  Ci fece una bellissima accoglienza, fummo dal Rettore presentati uno ad uno e a tutti disse qualche cosa.  Arrivato a me che ero il penultimo, mi disse che conosceva la mia famiglia, e voltandosi al Rettore disse che sono stato raccomandato dal mio Vescovo Sua Eccellenza.  Mi domando' come stava il Vescovo, ed intorno a questo disse che c'e' sempre da fare a Malta, o qualche cosa simile non mi ricordo precisamente le sue parole, e poi continuo' a dire che gli piaceva il modo con cui Monsignor Pace si porta.  Mi domando' se eravamo una famiglia numerosa o meglio quanti fratelli eravamo, ed io gli dissi che siamo (per gloria di Dio) nove.  Mi domando' se stava in seminario prima di venir qui', allora gli dissi che facevo gli studii alla nostra Universita'.  Ma lui volle sapere se sono stato per tutto il tempo in famiglia, e s'intende con sommo piacere, gli risposi di si.  Non so se e' questo l'ordine in cui mi fece le domande, ma io le dico come me le ricordo.  Mi disse ancora e questa e' la piu' consolante che noi Maltesi siam Bravi Cattolici, e' un titolo veramente che nessuno lo puo' contrastare ma non vi potete immaginare quanto e' bello il sentirlo pronunziato per bocca del Segretario del Vicario di Cristo.  Veramente Malta, protetta dal suo Padre San Paolo, quantunque sia piccola, pure in fatto di Fede e di Religione mi pare che sia modello esemplare all'orbe intero.  Mi pare di avervi dato le notizie principlai e percio' vi abbraccio e vi bacio loro il vostro affezz.

 

                                                                                              Giuseppe.

  

22 - 12 - 98

A. C. C. Roma.

 

Carissima mamma, fratelli e sorelle

            Non e' molto che vi scrissi ma certamente la circostanza in cui ci troviamo mi chiama ad augurarvi ogni sorta di felicitazioni a tutti i beni che i vostri cuori desiderano.  L'altro anno secondo il nostro modo di vedere, ci e' stato sfortunato, dico cosi' perche' Iddio non opera che perfettamente e le sue azioni non possono essere altro che ottime; e poi in quella circostnza siamo stati tanto consolati, che non esito a dire che la nostra consolazione sopraffece il dolore della sfortuna.  Dal resto in quest'anno che ormai ci sta' lasciando le grazie che Iddio chi ha donato non sono ne poche ne piccole; non occorre che io vi li numeri poiche' ciascun di voi li conosce benissimo.  Santino oggi sta a Napoli, e' stato per abboccarsi coll'agente dell'Adria e col'Perfetto cioe' a dire per accomodare le cose li' a Napoli, poiche' probabilmente faremo a meno di Gondrand.  Cosi' vedra' se occorrera' qualche certificato da presentare alle autorita' sanitarie di Napoli, e deve informarsi ancora che l'agenzia Adria s'incarichera' di prenderlo dalla stazione a bordo il piroscafo, ed anche nel caso che non si sia coincidenza se lo potra' (l'agenzia) lenere nel suo magazzino, poiche' alla stazione da quel che pare non puo' stare in deposito.  Speriamo che tutto vada bene.  Intanto io mi trovo un poco in confusione, poiche' se Carm telegrafera' a Santi solo, io non sapro' nulla, se non ha lasciato qualche ordine Santi.  Finora oggi non ho ricevuto nessun telegramma e percio' deduco che Carm non e' partito ieri, secondo me il mare e un po' forte in questi giorni.  Se Santi sara' tornato da Napoli quando Carm passera' da qui, allora andra' tutto bene, ma altrimenti non so quel che accadra, secondo me gli dovro' spedire per posta quel che mi ha lasciato e quell'altra cosa che intendevo dargli io.  Ma spero che Santi tornera' a tempo.  Infatti se non avra' incontrato intoppi stasera tardi puo' arrivare qui a Roma.  Poiche' gli sara' arrivato stamani alle 7 ed il treno parte alle 4 di stasera.  Inquanto al patrimonio ringrazio molto la mamma, e' vero che non c'era tanta frutta, ma e' meglio che la cosa sia preparata con calma e senza fretta.  Tanti auguri ancora ai tre cognati.  Vi abbraccio e vi bacio e sono il vostro affezz.

 

                                                                                              Giuseppe.

 

 

            Tanti auguri anche allo zio.  Speravamo di passare il Natale o meglio l'avremmo passato insieme se non e' venuta come'e venuta.  Ma basta che sia bene quello e tutto.

 

 

  

(30 Dicem. 1898)

 

 

                                               questione di tempo; mi dirai forse con un po' di ragione che siamo piu' prossimi al Carnevale che a Quaresima, anzi siamo ancora nei giorni di festa.  A proposito delle prediche del celebre oratore P. Zacchi (se non sbaglio) della Compagnia di Gesu' le quali come ho potuto capire si feccero anche l'anno scorso e si intendono continuare fino al 1900.  Lo scopo delle quali e' la preparazione a ben finire questo secolo, fortificarci cosi' per la lotta del secolo XXo dalla quale seguira' il trionfo  della Nostra Chiesa.  Poiche' secondo l'opinione di molti filosofi e celebri moralisti il secolo XXo deve essere il secolo in cui Cristo tornera' fra le masse, dalle medesime bandito in questo secolo agonizzante.  Stasera poi l'oratore disse che era lieto vedersi attorno tanta concorrenza di creditori, specialmente di giovani ecclesiastici dai diversi collegi che trovansi a Roma, e percio' si indirizzo unendo a noi altri facendoci delle belle esortazioni, e termino' l'indirizzo unendo a noi altri la gioventu' laica.   Ringrazio molto la mamma per la cura di mandarmi la memoria del babbo.  Santino l'altro ieri si e' portato a Firenze e deve tornare qui domenica mattina, e poi devi incominciare subito a pensare per l'affare del babbo, che secondo me andra' tutto bene poiche' tutto e' appianato.  Abbiamo fatto a meno di Condrand poiche' dalla stazione Napoli a bordo il piroscafo ci deve pensare l'agenzia, o meglio il suo spedizioniere, se non sbaglio, cioe' quel "Holme" di cui Berti mando' l'indirizzo.  Santi auguri allo zio per l'anno prossimo.  Secondo quel che mi disse Carmelo dopo Sant'Agata ritornera' qui e' percio' non duro molto a rivederlo: La notte di Natale noi qui in collegio facemmo una lotteria.  Io vinsi un gruppo in gesso raffigurante la Madonna della Seggiola; un'altra volta vinsi un libretto che descrive la Chiesa Nuova di San Giovacchino, accompagnato da un'oleografia del quadro di San Giovacchino; e la medaglia del Papa, la terza volta poi vinsi un sotto bittiglie, un anello per la salvietta ed un mazzo di stuzzicadenti.

 

 

            Terminata la lotteria poco dopo ci portammo in cappella; disse Messa Cantata il Rettore nella quale ci communicammo ed io feci da accolito.  31 Dicembre.  Oggi e' l'ultimo dell'anno, percio' auguro a tutti un buon principio del 1899.  Qui acclusi troverai due francobolli che probabilmente aggiungerai alla tua collezione; se gia' li tieni li mandi a Gino, e fammi il piacere di mandarmi un poco di quei ("memento").  In questi ultimi giorni il tempo qui e' un po' brutto; credo che anche da voi altri poiche' ieri sera il vento mi pare che era scirocco.  Il giorno che passo' Carmelo mentre mangiavo mi si ruppe un dente il quale era latentemente cariato, ins insomma "dejjem hsara."  Le cose importanti mi pare di avertele dette tutte; salutemi tutti e tu prendi un abbraccio ed un bacio del tuo.

                                                                                                                                                                              Aff.mo fratello

Giuseppe

 

 

 

13 Febb. 1899.

A.C.C. Roma.

 

Carissima Mamma,

            Ieri mattine e' venuto lo zio a vedermi, quantunque non si e' ancora rimesso come prime pure sta discretamente bene (14), mi ha messo un poco in pensiero dicendomi che avete viaticato la zia teres; ma siccome ne io ne Santi abbiamo ricevuto ulteriori notizie concludo che non ha peggiorato.  Domani aspetto una vostra lettera; poiche' questa settimana sta a me a riceverla.  Godo di sentire che Paolo sta bene.  Venerdi e Sabato scorso Santi fece una gita in campagna e mi disse che si e' divertito.  Egli ando' a Castel Gandolfo, Genzano e qual che altro sito che non mi ricordo; e poi fece il ritorno da Frascati, a Frascati si porto a Mondragone ove vide Daniele, visito' poi il Collegio e disse che e' bellissimo.  Domenica scorsa feci la mia parte in teatro; lo zio venne ma vi stette per poco.  Io non poteva fargli compagnia poiche' stavo impegnato dentro.  Stasera avremo l'ultima rappresentazione e domani, grazia a Dio incominciera' la prima quaresima per me, poiche' come voi sapete quest'anno sono tenuto al digiuno; speriamo che Iddio mi aiuti a farla tutta intiera.  In mattina facemmo una gita a Monte Mario, alla nostra villa, ove ci trattenemmo un poco e dopo una buona merenda ritornammo a Roma.  Sono persuaso che siete occupatissimi, molto piu' adesso che dovete assistere la zia, ma fate il meglio che potete e datemi le informazioni che vi ho chiesto sull'ordinazione.  N.B. nella procura che ho fatto alla mamma, mi pare che ci era inserita la clausola che le conferiva il potere di vendere; ora mi pare che in virtu' dell'argomento "a maiori ad minus" detta clausola si estende anche al caso di accettare una donazione, molto piu' che l'accettazione ma anzi del tutto gratuita.  Questo e' quello che pare a me, ma voi naturalmente vi potete infarmare potete informare poiche' il nostro caso puo facilmente incontearsi con alcune difficolta'; tra le quali la prima forse sara' che il donante e il procuratore del donatorio son la medesima persona; quantunqe in funzione diversa vi mando un gruppo della mia camerato meno il fotografo.  Lo prendemmo Venerdi socrso alle Tre Fontane dai Trappisti.  Ponetelo qui e confrontate i nomi.

 

 1.  Paolicetti, dalle parti di Foggia.

 2.  Maltese di tipo Africano.

 3.  Stella, Marchigiano.

 4.  Marivete, da Chianti.

 5.  Alsisi Masella da Ponte Corvo, pronipote del Cardinale.

 6.  Souza, Portughese.

 7.  Mangere; Siciliano.

 8.  Ferriri; Romano, V. Prefetto.

 9.  Migone, Genovese, il Prefetto e' sacerdote.

10.  Micara, da Frascati, Pronipote del Cardinale.

 

 

  

A.C.C. Roma

23 Febb. 1899.

 

Carissima Mamma,

            Ho ricevuto la lettera di Berti con dentro accluso l'atto di accettazione.  Dunque per non farla lunga vi dico soltanto quel che si e' conchiuso.  Mons. Vicerettore porto' l'atto da un notaio qui; il quale voleva sapere a quanto ammontasse la donazione per poter tassarmi; e non so ancora se gli occorreva qualche altra informazione, ma questa per la tassa.  sin certo.  Allora il Vicerrettore mi disse, con ragione, di tralasciare la cosa e di riprendere la via che stavamo per battere prime.  Cosi' ieri scrissi al Vescovo; gli dissi che trovammo la cosa un po difficile, per dare il mio consenso, e gli dissi ancora che mi riusciva dispendiosa per causa di tasse governative.  Percio' lo pregai a voler dispensarmi per questa circostanza ed a voler munirmi delle occorrenti lettere dimissoriali; e lo pregai ancora che se nel caso non credesse opportunale dispensa, mi concedesse di avvalermi del privilegio che ha il Cardinal Vicario a ricevere da lui la tonsura senza dimissorie.  Percio' cosi' stanno le cose, adesso vediamo un poco quel che rispondera' il Vescovo.  Avevamo creduto che pensando a tempo avremmo appianato la via, ma invece ci siamo intoppati subito.  Quel che e' vero che e' cosa di poca conseguenza poiche' non si tratta ancora che della tonsura, quantunque sarei contento se potessi averla adesso, come desidera il Rettore; poiche' e' sempre un passo che conduce a quell'alta e sublime meta, che come spero non e' poi tanto lontana.  Il tempo passa e corre e non aspetta.  Faccio osservare a Teresa che certi auguri con tanta serieta' sarebbe meglio che se le risparmiasse, l'augurio  che accetto con piacere e di ben cooscere la Volonta' di Dio e di perfettamente eseguita; e basta.  In quanto a Pio sta in mio pensiero e spero che non durero' a scriverli.  L'ultima cara lettera che ho avuto da lui e' del 27 Dicembre  ultimo in risposta ad una mia.  In quanto alle cose di Teresa per dire la verita', tutta la verita' e niente altro che la verita'; debbo informarla che ancora non ho fatto nessuna.  Di Carmelo tu nin mi ha fatto parola, quest'altra volta non vi dimenticate.  In quanto a quel che vi dissi sull'ordinazione tenetelo per voi.  Oggi ho anche ricevuto da Gino; mi disse della sua promozione, e che per i primi di Maggio spera di dare l'esame per la prossima promozione.  Speriamo che sia approvato e che la Vergine lo aiuti.  Mi disse che si e' esercitato in italiano con gli ufficiali di un vascello italiano.  Quantunque poveretto sia rassegnato, pure alle volte la tristezza lo accompagna.  I biglietti li ho mandati e Cecco e Pietro me li hanno gia restituiti.  Santi, come mi disse, domenica prossima incominciera' una muta a Ponterotto probabilmente.  Quanto alla zia non posso far altro che pregare per lei, e per quei che l'assistono.  Per oggi facciamo punto e poi per una altra volta vedremo.  Qualche cosa dicemo.  Percio' salutatemi tutti compresi   . P. C.,                   Sandrino e l'anonimo? e poi infine per vostra regola, norma ed informazione ponete attenzione che son io che vi ho scritto.

 

 

 

                                                           25 - 3- 99

                                                                                                          A.C.C. Roma

 

 

Carissima Mamma,

            Stasera entreremo in esercizi e percio' mi affretto a darti mie notizie adesso prima del passeggio, poiche' prima di Mercoledi Santo, giorno della chiusura, non potro' scriverti.  Ringrazio Berti del giornale; non so pero' quale e' il programma di questi nuovi eletti relativamente alle ultime Lettere Patenti.  Credo bene che Santi non e' occupatissimo come mi dice la mamma, poiche' e' da un pezzo che non viene a vedermi; lo incontrai per poco in via la vigilia del giorno in cui doveva partire lo Zio; e da quel giorno non ho avuto piu' sue notizie; e pel momento neanche le avro' poiche' in tempo di esercizi s'intende, son vietate le udienze.

            L'esame di cui l'altra volta vi parlai l'ho avuto martedi ultimo, non posso dire di averlo fatto bene ma neanche posso dire di averlo fatto male considerando che e' il primo esame orale in questa forma; e per di piu' in latino.  Vi promisi l'altra volta di dirvi che cosa e' la Mestrua, ed eccomi con voi.  La cosa in se' consiste inquesto, che uno studente prima espone e spiega una tesi o una questione in genere (e questo si chiama defendente) la quale e' tenuto scegliere distinguendo in forma e dando le ragioni della sua distinzioni; dopo di che l'arguente afferma la parte negata dal defendente e prova la sua affermazione con un argumento, e cosi' via l'altro gli distingue, gli nega o gli concede purche' non passa il tempo stabilito o l'arguente non ha altro da opporre.  Ora questo esercizio a secondo della pompa con cui si fa assume diversi nomi cioe' a dire quando si fa dinanzi al prefetto dei circoli, che e' uno studente si cham curicolo; quando si fa di Sabato in presenza del professore si chiama Sabatina, e quando si fa in presenza di tutti i corsi di filosofia si chiama Mestrua.  Percio' nella mestrua vi saranno presenti il prefetto degli Studi, il Rettore della Universita' e poi i rispettivi professori di tutto il corso di filosofia.  La Mestrua si fa tre volte all'anno.  Io doveva arguire in filosofia morale; la mia parte non consisteva in altro che ad impararmi a memoria le difficolta' da opporre; ma la cosa diviene un po seria per la soggezzione, diciamo noi, di dover aprir bocca in un salone pieno di studenti; e poi ancora per me era la prima volta che mi hanno scelto per mia bravura o capacita'; ma perche' come ho saputo a questo professore sembra che gli piace aver un Capranicense  per arguente nella sua materia.  Pero' sia ringraziato Iddio poiche' la mia parte l'ho fatta discretamente bene.  Presso a poco mi pare di avere dato un'idea e percio' facevamo punto.  Credo che fareste bene a mandarmi i denari collo zio pel prossimo trimestre, poiche' pel momento non credo che vi saranno altre opportunita'.  Ho ricevuto da Pio.

Addio

            A causa del cattivo tempo tornammo subito a casa percio' m'ingegno di empir questo poco bianco che resta.  Datemi notizie di Carmelo poiche' la mamma mi disse che non aveva ricevuto.  Dal Vescovo ancora non ho avuto niente di nuovo.  Ringrazio poi per quelle calze che mi avete mandato; non occorre dire che li ho graditi; mi e' stato un regalo veramente utile.  Non mi pare di aver altro a dirvi salutatemi tutti.  E tu cara mamma prende un bacio ed un abbraccio del tuo affezzionatissimo figlio.

 

Giuseppe che ti chiede la benedizione.

 

 

5 Aprile 1899

A.C.C. Roma

 

Mia Carissima Mamma,

            Ho ricevuto giusta ora la tua lettera e mi metto a risponderti poiche nella ultima ti ho scritto un po' corto; ma s'intende vi erano le cifre per compensare.  Mi dispiace molto che la tua speranza ando' fallita, poiche' io non mis sono ancora ordinato; non avendo ricevuto le dimissorie; pero tutti gli auguri che mi fai li accetto con piacere e spero che Iddio mi dara' la grazia che si avverino in me per lode e gloria Sua e pel bene mio e degli altri.  Ti ringrazio poi molto di tutto quello che hai fatto per me; e se tutto quello che ha voluto il Vescovo e' stato fatto da parte vostra; non credo che tu debba andare dal Vescovo se non per ringraziarlo (a qualche altra cosa), qualora mi mandasse le dimissorie e cio' ve lo faro' sapere io; del resto poi fai come credi ma mi pare che noi ci siamo aiutati abbastanza, e se non son ancora venute le dimissorie non credo che sia colpa nostra, ma dico piuttosto "ma kienx minn Alla."  Vorra' forse Iddio che io mi ordino costi' se verro' per queste vacanze, e cosi' tu avrai la consolazione di poter assistere alla funzione.  Passando poi di palo in frasca ti debbo dire che il brontolare non e' cosa buona; ma il pianto offerto al Signore per le offese avrecategli credo che sia di un merito immenso; che un cuore afflitto pianga e' cosa naturale, e quando Iddio permette che cio' ci accada facciamo di esso gran tesoro.  Le funzioni di Settimana Santa, noi altri le abbiamo fatte a Monte Santo.  Giovedi e Venerdi mattina sono state doppie poiche' anche in Collegio facciamo il Sepolcro.  In fatto di sepolcri qui a Roma non ci ho trovato nessuna particolarita'; parlo s'intende di quei pochi che ho veduti, ma mi dissero che in genere son sempre la stessa cosa, le armature come da noi non sembra che ci usano.  Per le vie poi non si osserva nessuna devozione e se ci e' stata io non l'ho osservata; non e' come da noi quei gruppi di persone che dicono il Rosario per le vie passando da una Chiesa all'altra; e quelle confraternite in processione.  Poi qui ancora incominciano ad augurare la buona Pasqua abbastanza presto; e' certo che gli usi cambiano da un paese all'altro; da noi, per esempio non mi ricordo mai di aver sentito augurare la buona Pasqua "nhar l-Erbgha tat-Tniebri" (6 Aprile)  Mi ero dimenticato l'altra volta di dirvi che e' venuto Filippo a vedermi; e credo ceh avrete gia' da lui avute mie notizie.  In quanto a Gino ho potuto capire poco.  L'altra volta mi dicesti di quel impiego che io non ho potuto capire che cosa e'.  Questa volta mi dici che sta a Wunberg: mi farai il piacere che spiegarmi un pu' piu' la cosa.  In tanto a Carmelo ho saputo qualche cosa Lunedi scorso da Santi e credimi che desidero sapere dell'altro; percio' mi raccommando.  Giorni sono ho fatto vedere la mia gola a Petacci.  Localmente mi prescrisse il borato di soda, che lo applico per mezzo di uno spruzzatore o polverizzatore; non so come meglio chiamarlo; certi e' ceh il borato e' in soluzione, e poi internamente prendo il (fauler?) a goccie prime del pranzo; in quanto al bocato mi sembra che qualche effetto ce l'ha; il fauler poi non so giusto quel che fa'; ma spero che mi fara bene; il termometro dell'appetito segna piuttosto bene, e questo credo che stara' nel punto di partire.  Stamani abbiamo fatto una lunga e bella passeggiata ed io feci anche una bella sudata.

            Tanti saluti a tutti e tu prendi un bacio dal tuo affezionatissimo figlio.

 

                                                                       Giuseppe che ti chiede la

benedizione.    

 

 

  

Dom. 16. 1899

A.C.C. Roma.

 

Carissima mamma,

            Ho avuto la lettera di Ter. di Carm pero' mi disse niente! inquanto alle dimissorie non ho da dirvi niente di nuovo, ma siccome dalla lettera di Ter. vedo che voi aspettate che io vi dico qualche altra cosa; percio' vi raccomando di rileggere l'ultima mia lettera           t hoc sufficit; solo aggiungo che secondo me, non e' prudente che la mamma ritorni dal Vescovo per quest affare; molto piu che la cosa in se non merita tanta importanza; voi altri vi siete incommodati a sufficienza; forse piu' di quel che merita la cosa.  La cosa sarebbe stata forse piu' sficcia se mi fosse detto un no da principio.  Piu' vi rimando sempre all'ultima mia lettera nella quale mi sono spiegato nel miglior modo che ho potuto. (17)             Giovedi scorso insieme a tutto il Collegio abbiamo fatto le visite delle Sette Chiese, la vigilia cioe' Mercoledi sera facemmo una piccola merenda, e dopo si incaminammo per S. Giovanni, da qui a S. M. Maggiore; e poi a S. Lorenzo, ed infine a S. Croce in Gerusalemme; dove pranzemmo, la via si fece parte a piedi e parte in carrozza, dopo il pranzo facemmo un po di ricreazione e poi vedemmo le Sacre Reliquie della Passione di N.S. ci sono alcuni pezzettini del Vero Legno, alcune spine della corona, un chiodo ed anche un pezzo della tavola della sentenza di Pilato.  Poi entro lo scannello di un altarino, che sta' avanti a queste reliquie, vi e' un bel pezzo del tronco del Buon Ladrone.  Oggi ho impostato a Berti Ladrone.  Oggi ho impostato a Berti la Vera Roma e la Voce della Verita' nella quale c'e' la descrizzione dei fatti riguardanti la Cappella Papale in S. Pietro.  Io stavo in un luogo abbastanza buono; nel primo passaggio stava poco distanza dallo steccato di mezzo, e nel secondo stava proprio vicino poiche' poco per volta mi avvicinavo sempre piu' finche' mi dovetti fermare poiche' quelli che stavano presso allo steccato non rendevano tanto facilmente.  Ambe le volte lo salutai col fazzoletto gridando cogli altri viva il Papa Re; alcuni gridavano viva il Papa re di Roma.  E Santi stamani mi disse che alcuno azzardo' azzittire un ragazzo che gridava cogli altri; e percio' ne seguito' una confusione raddoppiando gli strilli; e si grido' ancora viva lo Stato Pontificio; e fuori gli usurpatori; questo pero' dalla parte mia non l'ho sentito.  La vista del Papa e' una cosa che commuove sfecie per noi che abbiamo la Fede e vediamo in Lui il vero Viicario di Cristo.  Lo zio ando' da Cavaliere di Malta.  Salutatemi tutti e sono Giuseppe che chiede la benedizione alla mamma.

 

 

 

4 - 5 - 99

A. C. C.  Roma

 

Carissima Mamma,

            L'ultima volta scrissi solo una cartolina tanto per darvi mie notizie; ma eccomi oggi da capo a scrivere una lettera.  Anzitutto ti ringrazio delle tue lettere delle quali son rimasto soddisfatto delle notizie che mi hai dato.  In quanto al regalo di Teresa non so quel che avete deciso; da parte mia sarei d'opinione che glielo facessimo tutti insieme come abbiam fatto per Maria, e poi ancora fareste bene a prenderlo da qui ora che c'e' Santi; poiche' secondo me si avra' sempre qualche cosa migliore; del resto comunque avete deciso o deciderete; per me pensate sempre voi altri; che da qui dentro non mi sara' tanto facile a sbrigarmi.  Mi dispiace del Canonico Serra.  Era uno di quelli che saluteva con piacere; speriamo che egli stia meglio di noi.  Ieri sera ho avuto la tua del 30 ultimo.  Anche ieri facemmo una gita a Tivoli; partimmo da Roma col treno delle 7 e verso le 8 o le 9 eravamo a Tivoli; quindi ci portammo subito dai Domenicani ove facemmo una piccola merenda e subito dopo a vedere le cascate a dire il vero mi diverti' a vedere tutta quell'acqua; o meglio non e' forse che si sia molta acqua ma il rumorio delle cascate la fa' moltiplicare; per me e' la prima volta che vedo simili cose, e percio' mi sono divertito.  Visitammo dopo la Cattedrale ove abbiamo veduto una bella reliquia cioe' il sangue di San Lorenzo il quale si scioglie per la festa.  Andammo poi a visitare i motori d'elettricita' quello per Roma ci entrammo per poco ma non ci permisero di andar oltre; quello per Tivoli e' piccolo e c'e' poco da vedere.  Pranzammo poi dai Domenicani e dopo la recreazione visitammo la villa d'Este, la quale e' qualche cosa di magnifico quantunque trascurata.  Ci e' una bellissima fontana; ci e' anche una piccola cascata e poi dappertutto non si sente altro che il rumor dell'acqua che scorre.  Tutte queste cose credo che la mamma li avra' gia' vedute, e cosi' la mia lettera servira' a fargliele chiamare in memoria.  Alle sei un quarto partimmo per Roma ove giungemmo a casa piuttosto stanchi che no.  Oggi spero di vedere Santino.  Salutatemo tutti ed un abbraccio alla mamma.

                                                                                              Giuseppe

 

 

 

15 Maggio 1899

    A.C.C.

 

Carissima Mamma,

            Il meno che ti possa consolare tra i fratelli credo che sono io, ma pazienza.  Si vede che Iddio e la Vergine non ci hanno dimenticato poiche' ci offrono spesso circostanze per manifestar sempre piu' la nostra fiducia in Loro.  In quanto a Berti possiamo ben dire e con ragione che sta meglio di noi e che si trova in compagnia alle altre buone anime che ci lasciarono prime di lui; infatti nella lettera che egli mi scrisse il 9 di questo mese, tra le altre cose mi diede delle belle e consolanti notizie intorno all'8 Maggio e' il giorno piu' devoto di tutto l'anno."  Da queste parole soltanto senza badare ad altri fatti, io leggo nel suo cuore il grande affetto che portava alla Vergine di Pompei, e vedo ancora con quanta fiducia abbia in quel giorno domandato grazia alla Madonna; e poi dalla disgrazia che ci e' accaduta si vede chiaramente ed indebitamente quanto la Vergine abbia gradita la sua supplica che Le indirizzava l'8 Maggio; tanto che' prima che egli avesse avuto tempo di ringraziarla per mezzo della solita novena; gia' lo faceva partecipe del vero ed unico dono del Paradiso.  L'altro anno la stessa Vergine donava  me, al Suo Divin Figliuolo su questa terra, e quest'anno cara mamma, prendendo per mano Berti glielo donava in Paradiso.  Percio' lo dico a tutti di casa, che al par di me trovansi addolorati, di ringraziare la Vergine del miglior modo che Ella ha creduto proprio di disporre; e Le dichiariamo che questa circostanza sara' per l'avvenire un nuovo anello d'oro della catena che a Lei ci tiene uniti.  Questa e' l'unica e valida consolazione di cui mi son servito io; e della quale nessun altra migliore vi posso raccomandare.  Sia fatta la Sua Santa Volonta'.

            Monsignor Rettore mi ha chiesto di porgere le sue condoglianze alla Mamma.

 

                                                                       Il vostro affezzionatissimo

                                                                                              Giuseppe.

 

 

 

Dom 21 Maggio 1899

            A.C.C.

 

Carissima Mamma,

            Finalmente ieri sera ho potuto avere qualche notizia dopo lunghi giorni di aspettazione, senza una minima consolazione; poiche' il telegramma era secco secco e lasciava a dubitare che la cosa fosse accaduta anche peggio.  Mi direte forse cosa poteva accadere di peggio.  E quiforse avete ragione; ma almeno e' morto in casa attorniato dai suoi; ed ha avuto sufficienti conforti religiosi.  Infatti se altro gli era necessario per salvarsi l'anima state pur certi che la Vergine non l'avrebbe abbondonato.  Percio quel che Lei ha disposto bisogna riconoscerlo come ben fatto.  E poi la cosa come l'altra volta vi dissi, e' molto chiara; e non si puo' dubitare che non sia stata la Madonna di Pompeii, che l'abbia preso con Se.  Infatti come egli mi scriveva, se non per tutti, certo per lui l'8 Maggio era il giorno piu' devoto di tutto l'anno (22)  Ieri otto  noi dovevamo servire per la Benedizione, in quella chiesa delle Suore dove era cappellano Santi; percio' la notizia chiara e tonda la ebbi di noi da P. Cuschieri ma dal fratello laico.  Tornati a casa chiamai il prefetto in camera e gli dissi quelche mi era accaduto.  Egli mi disse subito che l'indomani l'avrebbe raccomandato nella sua Messa; lo ringraziai e gli dissi di comunicare la cosa prima ai superiori e poi ai miei compagni e di dire a questi ultimi a voler farmi la carita' di non nominarmi affatto la cosa e che li ringrazio di tutte le condoglianze che vorranno farmi, e cosi' cara mamma mi trovai bene; infatti cosa mi possono dire; le loro consolazioni naturalmente saranno state un monte di domande alle quali non avrei risposto con piacere; ed invece di sonsolarmi essi avrei dovuto per cosi' dire consolare io loro.  Quella sera non mi riusci' tanto facile andai a letto e fino al l  la passai or passeggiando ed or sedendo recitando il Rosario in suffragio, salvo alcuni brevi momenti in cui prendeva in sovanellino stando seduto al tavolino.  Pero' alla fine ando' al letto.  Adesso faccio una novena alla Vergine di Pompei in suffragio ed oggi sono gia' al 6o giorno e mi sento certo che se sta ancora al Purgatorio al nono giorno volera' per la beata eternita'.

                                                          

                                                                                              Giuseppe.

 

 

 

1 Giugno 1899

            Roma.

 

Carissima Mamma,

            Ho avuto ieri la tua lettera e ti ringrazio molto che mi fu di molto consolazione.  Tutto cio' che hai detto mi rafferma a credere che la cosa e' stata tutta opera della Madonna.  Infatti l'essere egli morto in questa circostanza non possiamo tanto facilmente dire essere stata una combinazione poiche' tutti i fatti che abbiamo in nortra cognizione ci inducono ad amettere essere stata una savia disposizione di Lassu'.  Ho ricevuto l'altro ieri, mi pare da Harry, e mi disse che Don Giuseppe invito' parecchi amici a suffragare l'anima di Berti.  Ed il 24 del passato Don Giuseppe disse Messa e gli altri quasi tutti fecero la communione ascoltando dopo un'altra Messa.  Lunedi ebbe il premesso di un giorno per passarlo in compagnia di Teresa e Guido.  In salute mi pare che stiamo piuttosto bene quantunque che hanno ancora lo spavento addosso.  Teresa aspettava qualche lettera.  Mi disse che Paolo e la sorella devono partire dopo la festa del Carmine ma non credo che la cosa possa durare tanto.  Mi sto curando la gola dal Professor Egidi il quale cui a Roma credo che sia il miglior specialista per queste cose.  Sono stato gia' quattro volte; la seconda me la brucio' proprio col fuoco, e questo credo che sia un rimedio radicale; speriamo che coll'aiuto di Dio mi guarisca.  Stasera ho trovato una lettera di Filippo Azzopardi.  Ai 3 di Luglio ci ho da dare un concorso, il che vale a dire correre con gli altri pel premio.  Veramente non credo che aspettino me, e poi per di piu' da un poco a questa parte mi sento un poco distratto dallo studio.  Ma giacche' questa e' la Volonta' di Dio corriamo ancora cogli altri.  Un bacio ed un abbraccio dal tuo affezzionatissimo figlio Giuseppe che ti chiede la benedizione.

            Qui in collegio abbiamo un collegiale, gia sacerdote il quale sta molto male.  La sua malattia sembra che sia disperata, o che ha una meningite.  Son piu' di tre settimane che sta a letto.  Raccomandalo con qualche preghiera alla Madonna.

 

 

 

4 - 6 - 99

A.C.C. Roma

 

Carissima Mamma,

            Dopo il 3 di Luglio probabilmente avro' il permesso, pero' mi trovo un po' impicciato se debba venire a Malta o a Firenze.  Percio' fammi il piacere di dirmi quel che debbo fare.  Per varie ragioni credo ceh la miglior cosa sarebbe che io venissi a Malta.  In primis per stare in tua compagnia; poi quei di Firenze serso Settembre mi dissero' che dovessero' rincasare e cosi' mi restera' sempre un mese almeno da stare insieme, poiche' come lo saprai qui le scuole incominciano in Novembre.  Poi anche prenderei con piacere un po' di bagni di mare.  Poi ci e' quell'altra cosa del patrimonio da aggiustare.  Insomma questo e' quello che sembra a me, ma poi faro' quel che mi dirai.  Ho avuto oggi una lettera da P. Sammut; mi disse che e' stato a Casal Lia (7)  Continuo oggi questa lettera.  Ieri mattina sono stato un'altra volta dal Professor Egidi e mi ha fatto una seconda volta le bruciature; la cosa sembra che sia un po lunghetta poiche' prima che guariscano le ultime bruciature credo che non possa farne delle altre; probabilmente mi spuntera' qualche poco anche l'ergula; e' infiammazione c'e' l'ho tanto nella laringe che nella faringe.  Dopo pranzo ieri abbiamo avuto qui in collegio la  premiazione di quell'esame di cui vi avevo parlato tempo fa; questa non ha che fare coll'Universita' e' una cosa tutta quanto del nostro Collegio.  Presiedeva la cerimonia il Cardinale Rampolla.  Mi domando' se sto contento in questo Collegio e gli risposi: Moltissimo.  Lo zio Sabato o Domenica prossima deve andare fino a Firenze a vedere un po' Teresa e Guido.  Egli verso il 22 deve partire da qui e probabilmente sara' costi' per San Giovanni.  Santino come sta?

           

            Un bacio ed un abbraccio dal tuo affezz. figlio

                                                           Giuseppe.

 

20.6.99

ACC Roma

 

Carissima Mamma,

            Ho avuto il permesso del Rettore e dal 6 Luglio in avanti posso partire.  Cosi' fra breve saremo insieme.  Chiedo a Santi di informarmi bene delle partenza da Napoli dell'"Adria".   Io desidererei fare una visita a Pompei. trovandomi per via e cosi egli che e' pratico di queste vie mi puo' informare per bene.  A Napoli se possibile non vorrei fermarmi er nulla.  Cosi' mi dira' quando debbo partire da qui' cosiche' dopo la visita a Pompei potro' trovare la coincidenza del vapore.  Da Napoli preferisco farla a mare; percio' caro Santi non ti abrogare col dirmi di venire suterra ma informami bene sulle partenze dei piroscafi, inquanto alle informazione sarebbe meglio che tu andassi direttamente all'agenzia del "Adria" in Strada Zecca.  E poi rispondimi del piu' presto.  Probabilmente da qui io avro' delle informazioni ma-melius abandare.

            Infatti Curmi, quello che sto il colle, giu' inglese intende partire credo in quei giorni e cosi' probabilmente faremo compagnia a l'un l'altro.

            In quanto ai quattrini per ora li devo prendere dallo zio e cosi' non occorre che mi mandiate niente.  Il 3 di Luglio ci ho il concorso; mi raccomando a voi.  Oggi sono terminate le scuole.  Stamani a S. Ignazio vi fu il panigirico di S. Luigi.  Domattina faremo la comunione anche li, ed io ci ho da servire.  L'altro giorno scrisse a P. Sammut in risposta alla sue (21).  Continuo stamani.  Sono circa le dieci e siamo tornati ora da Ignazio.  Servimmo due messe di Cardinali; la prima era del Card Marrelle d.C. di G.  la seconda poi era del Card Stheinuber, il quale credo che sia tedesco.  Ci comunicammo nella prima.

 

            Un bacio ed un abbraccio del tuo

             Aff________ figlio Giuseppe

che ti chiede la benedizione.

 

 

 

 (last week of) Ottobre 1899

Dio piacendo; Dunque alla stazione di Messina ci siamo fatti amici di un giovanotto napoletano il quale veniva da Catania e proseguiva per Napoli; col quale conbinammo che ci dovevamo tener compagnia durante la notte da Reggio a Napoli.  La traversata da Messina a Reggio e' stata proprio piacevole.  Partendo da Reggio avendoci sbrigato di alcuni pezzi grossi che accompagnammo fino a Battepaglia se non erro siam rimasti soli in tre, ed allora combinammo a far la cena ed infatti tanto noi che lui abbiam portato fuori quel che avevamo in bisaccia e facendo in comune abbiam partecipato l'un dell'altro, la miglior cosa era che egli porto' fuori una bottiglia di eccellente vino Catanese, che in un balen d'occhio l'avevamo gia' finita e' percio' la cena continuo' piu' ancora allegra e divertente; noi avevamo ancora una bottiglia di vino con acqua che avevamo preso con noi da Catania per dissetarci durante il viaggio e percio' a lui ho dato a bere del nostro e noi ci era paragone, ma noi non abbiamo vevuto del suo col quale non ci era paragone, ma noi non abbiam fatto lo scambio per interesse ma semplicimente per manifestare la sincerita' della nostra momentanea amicizia; dico momentanea perche' non e' facile ad incontrarci subito.  Noi durante la cena gli abbiam dato una baba delle suore ed un pezzo di quel cioccolato che riusci' veramente eccellente e ci servi non poco allora egli ci chiese il permesso di non mangiarli perche' voleva serbarli per suo bambino; e percio' udendo questo gli demmo un altra baba ed un altro pezzo di cioccolato e cosi' ha potuto mangiare il primo pezzo in nostra compagnia, il quale disse che era finissimo.  Intorno a Pio non visto dicendo nulla perche' gli ho detto di scriverti separatamente e di non fidarsi su quel che scrivo io.  Dopo cena abbiam avuto una fumata e poi ci coricammo; io posso dire che avrei dormito un bel pezzo della notte ma la disgrazia e' stata che quel vino si converti' in sudore ed il sudore amalgamandosi col fumo della macchina ha fatto una magnifica composizione e lascio a voi l'immaginare come eravamo ridotti.  Da Napoli a Roma avevamo una vettura piu' comoda dalle altre; essa era di quelle che hanno un corridore scoperto lungo gli scompartimenti.  Finche' giungemmo a Roma avevamo finito tutti i biscotti, le bottiglie di vino ed acqua nonche' la mortaa - della che a bordo il Carola era gia' scemata piu' della meta'.  A Roma giungemmo circa il tocco e mezzo; prendemmo un legno e ci portammo dal generale, il quale essendo in riposo abbiamo lasciati i bagagli dal fratello e ci portammo a San Pietro; ove dopo aver fatto un giro ci sentimmo fiacchi e percio' ci recammo in un restaurant vicino ove abbiamo mangiato bene ed anche bevuto ottimamente un certo vino bianco che si chiama Frascati.  Dopo pranzato ove pagammo circa 4.90 poi ci portammo in via del Corso Vittorio Emmanuele ed alle 4 e 30 ci portammo dal generale, il quale non potendo conoscere quando alla porta si chiese cosa desideravamo subito subito gli dissi che volevam parlare il generale; ma questo non e' nulla , chiamo' un certo Cuschieri che e' stato compagno di scuola di Berti al Liceo e che io conoscevo benissimo il qule ci tenne compagnia fino a tanto che il generale avesse mandato ad avvisare che eravamo giunti.  Ove fra poco ci portammo anche noi, ed io avendo sistemato qualche piccola cosa mi portai alla stazione per prender il baule, il che fra faccinnaggio, tassa e trams mi costi' piu' di 2 lire.  Ora sai che siam giunte e percio' ti lascio che questa lettera sis ta facendo anche troppo lunga nonche' voluminosa.  Cio che ti e' importante a sapere e che viviamo la stessa vita che e' casa, cola sola  differenza pero' che quanto si esce di casa invece di trovarci nella piazza della Cattedrale ci troviamo in Piazza S. Pietro.

 

            Il tuo figlio Giuseppe che ti chiede la benedizione.

 

 

 2 Novembre 1899

 

Metto gia qualche cosa tanto per non lasciarti senza, e veramente anche adesso sono pacifici giorni dacche' ho lasciato Malta cosi' e' giusto darti mie notizie.  Dunque gli esercizi terminarono ieri mattina e sono andati bene, il predicatore e' stato il Generale dei Camilleri.  Ieri mattina e' venuto lo zio a vedermi proprio per un giorno o due non siamo venuti insieme.  Miei compagni di viaggio, come l'avrai saputo da Guido, sono stati Castellelli ed Ellul Connici eil figlio di Turi.  Il viaggio e' andato propio in poco tempo.  Ad Acireale alla stazione e' venuto a trovarmi il P. Sammut accompagnato dal Padre Magri, ma la fermata e' stata brevissima ed appena avevano tempo di sciambiave poche parole.  Non fosse stato la restrettatura del tempo mi sarei fermato molto volentieri dal P. Sammut le campagne di quelle parti devono essere incantevoli ma ringraziamo Iddio fosse questo il maggior disappunto?  Io mi trovo in camerata coi Teologia, pregate per me che gli studi serevanno un po' duri non avendo una buona base di Filosofia, ma in chi spero io ha donde supplire infinitamente piu' di quel che mi occorre, leggi non occore che te lo dica ho compiuto i 22.  Non so quando Santo intende venire ma gli faccio memoria di portarmi quei libri che mi aveva preso da Firenze.  Tanti saluti a tutti particolarmente ai Novelli sposi.  L'ultima notizia importanti intorno alla guerra e' la perdita di quella colonna inglese nella quale pero' non era compreso il regimento di Gino             .  Non ci standriamo di pregare che la Vergine ed il Cuor di Gesu' ci farannola grazia di vederlo fra noi sano e salvo.  Non mi pare di aver altro a dirti.  Baciandoti ed abbriaciandoti tuo affettioso.

 

                                               Giuseppe che ti chiede la benedizione.

 

 

 

12 Novembre 1899

 

Non avendo ricevuto finora notizie vostre, mi trova alquanto in pensiero, spero pero' che non vi sia accaduto niente di particolare, e' certo che questa benedetta guerra e' stata una nuova croce che il Signore ci ha voluto dare ma speriamo di poterlo ringraziare per averci aggiunto pesi alla nostra croce.  Stanotte ho sognato prima di aver baciato il babbo, poi che Berti fosse tornato con noi, e poi anche che Gino fosse tornato dalla guerra col gradi di captiano e pensionato a messa paga; ma quando gli ho domandato io come ha fatto fa venire, mostro di non voler dire come ingatti non mi disse: Vedete con quanto precisione vado i miei sogni.  Quest' anno sono stato nominato sacristana della cappellena della mia camerata.  Non so come e' stato che la Gazzetta di Malta non l'ho ancora mai ricevuta.  Io dal collegio non posso avere che notizie generale della guerra ma particolarmente non e' facile averla dal giornale che abbiamo poiche poveretto ignoto che ci son io ansioso a saperle.  Pero' ho saputo dallo zio il quale e' informato da Rapinet, che l'interessa di Gino  che fui a poche giorni addietro non vi era niente che ci interessare.  Tanti saluti a tutti e tu prendi un bacio ed un abbraccio dal tuo affino figlio

                                                                                  Giuseppe

 

N.B. Se mai voi altri avrete qualche notizia informatemi subito.

 

 

 26 Novembre 1899

 

            Ti ringrazio delle notizie che mi hai dato di Gino; e' vero che dal 10 ottobre e' passato un bel pezzo; ma perquanto in ritardo e' meglio averle buone, poi finora in ogni modo il suo battaglione non sembra che abbia avuto parte.  Adesso pero' secondo i recenti telegrammi sulla linea Ladysmith = Pietermaritzburg dovessi dire che se non stanno male non stanno certo tanto bene.  La colonna poi occidentale di mattura ci ha anche un passo abbastanza serio; tra gli orangisti a Colesburg e quelli dalla parte di Kinderg e' facile che li facciamo qualche brutto tiro, e casomai non accelavasse i suoi successi.  Intanto noi preghiamo perche' Iddio voglio far usane questo fragello terribile.  Inquanto a quella copia di Alfredo da quel che mi ricordo mi sembra di avergli consegnato tutto insieme al contratto grande e' c'era anche la dua scritta che doveva copiate intanto se non e' ancora trovata da potite cercare sa C. Lia o in quell'armadio in Valletta - livendomi raccomandato di scrivere alla zia procebilmente queste altre volte scrivera' a loro e cosi' le mie notizie le sapete dei.  Spero che Paolo ci a rimezzo.  Sto ricevuto tre giornali e ti ringrazio li ricevo propio con piacere.  Notizie di Santi?  Ha dato l'esame?  Della morte dell'avvocato Sapvieri io non sapevo niente e siccome nella lettera non hai fatto minzione di quel biglietto son rimasto inconsapevolo per parecchi giorni, ed ho saputo la cosa dallo zio dopo di averlo mandato.  Ieri in collegio ci e' stata la festa di S. Tarcisio patrono della mia camerata ti accludo e' immaginetta.  Un bacio ed un abbraccio a Guido e a Santo ed a gli altri e tu prendi un grosso dal tuo affez. figlio

 

                                                                                              Giuseppe.

 

 

 30 Dicembre 1899

 

            Trovandomi un bel pezzo senza vostre notizie mi scuto oggi alquanto inquieto, pero voglio sperare che non sia niente di nuovo e soltanto il non esservi incomodati a scrivermi, ringraziavo a Dio se sia questa la causa ma il dubbio che possa essere qualche ragione di qualche intimita' mi indozze oggi a pigliare questo foglio fu domandarvi vostre notizie.  Io come al solito, sia lodato Iddio sto bene, martedi scorso sono riscito con Santi e pranzammo collo zio al Rosetto.  Mi son incontrato con D. Paolo Muscat e Dun Paolo Vella, Birrina e Victor Micallef.  Quello stesso giorno parti lo zio Emmanuele e Ester ed legutina' lasciando Daniele con noi altri; il quale con noi altri, il quale Santi accompagno la sua alla stazione.  Lo zio quella sera era invitato dal ammviglio Albini e l'indomani, come ha saputo da Calvette sembra di aver avuto un altro pranzo dal Gran Maestro.  L'anno nuova ci e vicino e siccome in quest'anno la misercordia di Dio ci manifesta     in maggior copia cosi' con maggior fiducia anche noi rivolgiamoli adesso ed imploriamo la grazia di potro fra breve aver fra di noi Gino in pace e tranquillita' dono che finora Iddio ha voluto finora dare alla nostra famiglia.  Ottenuto questa grazia al cielo l'anno Santo sara' per noi felice e prospero e ne semberemo di esso cara memoria.

            Ti continuo questa lettera in un altre camera poiche' oggi ha fatto gli gomberi, quella che aveva prima ma piu' grande ma anche piu' oscura, questa la piu' luce e percio l'ho preferita.  Giorni addietro ha scritto al Vescovo per al buone feste.  Scrivimi e se ti senti male dimmelo pure, certamente io prego per te come per tutti i fratelli e sorelle per tutti i loro bisogni; ma rena preghiera speciale avra' forse piu' efficaera.  Spero che Lei e Paolo stanno bene come pure Alfred e Maria.  Salutami tutti e tu prendi un abbraccio ed un bacio del tuo affez. figlio

 

                                                                                              Giuseppe.

 

 

 6 Gennaio 1900                                                                          Almo Coll Capran

 

            Alla fine ho avuto una tua lettera e grazia a Dio adesso state tutto meglio.  Anche qui tanto lo zio che Santi stavano male ma ieri al passaggio li ha incontrati tutti e due.  Santi continua adessere un po raffreddato ma speriamo che non ci sia altro.  Lo zio pero; non l'ho parlato perche' non m'ha veduto.  Un dispaccio datato 30 Dic. da Frere Camp annuzia' che un nativo e' arrivato da Ladysmith con circa 300 lettere e telegrammi cosiche se ci e' qualche cosa di Gino ci vorranno altri 1500 venti giorni finche' ci arrivi.  E' poi ancora fino a questo tempo chi sa quanto cambiamenti potrebbero accadere.  Finora pero fui tanto che io sappia il suo nome non e' apparso in nessuna lista; e poi anche speriamo che continui cosi', il suo reggimento sembra soffrire poco delle disgrazie accadente a Ladysmith, poiche' nelle liste finora non ha incontrato che il nome di 2 o 3 soldati.  Da quel che sembra fino alla meta di Febbraio potranno sostenevo l'assedio e cosi' fino a questo tempo potra' anche essere conchuisa la pace, infatti a Bruselles sembra che siano in communicazione con gli stati uniti per un intervento pacifico.  Il combattimento presso Colesburg secondo i telegrammi continua tuttora.  Intanto noi continiamo a pregare poiche' finora possiamo numerarci tra le famiglie fortunate, nonostante le disgrazie che finora la certo avranno colpito parecchie famigli.  Sto revuto da P. Sammut e mi prego di porgere avebe a voi altri ai suoi auguri ed anche lui mi disse di averci molto pensato e pregato per Gino (7.1.00)  Ti finiscooggi questa lettera inquanto alla casa che hanno comprato l'acquisto certamente e' bello il prezzo forse come dici tu e' un po duro trattandosi di rena villa di campagna.  Ma naturalmente loro avranno fatti tutti i calcoli percio' non ci e' altro da dire; quindi auguro loro di goderla in pace, colui di ogni felicita' e prosperita'.  Quando andranno ad celetarle, Giovedi prossimo e l'onomastico di Gino, speriamo che questo Santo Papa abbia anche ad intercedere per lui.  Ho avuto i biglietti dal Commendatore e Sua Signora.  Salutami tutti e tu prendi un abbraccio dal tuo, affin, figlio

                       

                                                                                                          Giuseppe.

 

 

 14 Gennaio 1900                                                                       A.C.C.  Roma

 

            Sono venuti oggi tanto lo zio che Santino a vedermi; tutti e due stanno bene e giovedi prossimo partiranno cosi almeno perqualche tempo sono certo che avrete la loro compagnia e cosi' potrete da capo formare un grupetto alla Notabile della nostra confusa famiglia che anticamente popolare quella venusta citta'.  A proposito!  le calze che mi hai mandato mi sono arrivate oggi e ti ringrazio tanto, forse ti mandero' alcune altre, e cosi' avrai qualche occupazione, la quale ti fara' ricordare di tuo figlio che abita a Piazza Capranica.  Prima di andare oltre il 1o Febbraio incommincia per me un nouvo trimastu e percio' mi puoi mandare denari come al solito cioe' 12.  Pero' per momento mandarmi solo 10 e poi le altre due mandando collo zio, ha detto 10 perche' questa e' una cira rotunda per Bank notes.  - Giusto ora ho avuto la tua lettera ed il lbiglietto del Vescovo in ringraziamento della mia lettera.  Nel vostro stato ansioso mi torvo anche io, pero' mi sento tutto fiducioso nel l'auito di Dio e della Vergine e abbiamo veramente ragione a dedurre dai fatto l'auito che ha avuto non solo lui ma tutto il suo reffimento infatti le sue perfite finore a con confronte di altri reggimento infatti le sue perdite finore a confronto di altri reggementi sono veramente                                    E quel che forse non avremo finora osservato e' pregando epr lui indirettamente preghiamo anche per la salvezza dell'intero suo reggimento, infatti essendo egli col suo reggimento viene piu' o meno esposto al pericolo che il suo reggimento e' esposto.  Ora il fatto recente del 6 e' una prova dell'efficacia delle nostre preghiere, infatti l'attacco principale dei Boeri e' stato in Wagon Still e Caisars Camp; ora sembra che il combattimento e' stato veramente accanito mentre secondo relazioen che da il "Daily Mail" le colline tenute dal Liverpool sono Cementry Hill e Tunnel Hill, i quali non sono stati nominati come neanche il suo reggimento.  E' vero' che queste pepizone sembrano essere di dato antica ma non credo che erano stati cambiate.  Ladysmith ormai ha sostenuto finora circa 72 giorni d'assedio e siccome           la colonnia liberatrice da poco da sperare; il suo destino incomincia e forsi chiaro.  Noi ntanto aenteniano la nostra missione e facciamo il nostro dovere, cioe' di pregare in genere per tutti implorando la pace e poi particolarmente per Gino (Lun 15).  Ti faccio memoria di San Paul nella nota che io avevo fatto manchera' forse, quello che si aveva copiato contratto grande: cioe' l'ultima parte di Berti che sara' stata di due o tre pagine.  Percio' aggiungetela e ditemi se l'avrete soddisfatto.  Salutami poi tutti

                                   tuo affins. figlio

                                               Giuseppe.

 

 

Mando i biglietti a Carmelo e Susanna.  * Non mandare carte italiane che non mi fa.

 

28 Gennaio 1900

 

            Ho ricevuto le due tue ultime percio ho avuto i denari e tutti va bene.  Mi dispiacque sentire che ti sei sentita male ma da quel che ho potuto comprendere adesso che ti scrivo ti troverai gia meglio.  Spero' anche che il nuovo nipotino e' gia' con noi.  Dimmi il nome che intendono daregli io lo batterrerei.  Santo, essendo venuto nell' Anno Santo.  Noi qui il 21 cioe' oggi otto abbiamo la festa della nostra Patrona S. Agnese.  Io sono stato uno degli inservienti alla messa del Card. Rampolla nella quale facremo la Communione.  A pranzo poi ci sono stati i tre Cardinali dell' anno scorso cioe' e due ed il Geswita Marvella ti mando il menu cosi' in qualche modo avuto partecipato anche voi altri almeno nel leggere il menu.  Qui imfierisce l'influenza; in Colleggio abbiamo parecchie case ma da me ancora si tiene a rispettosa distanza, poiche finora nella lotta ha sempre vinto l'appetito.  In quanto a Gino credo che il problema di Ladysmith e' vicino a sciogliersi, speriamo che in ogni modo egli resti sempre salvo; come tu mi dici, se scampera' sara' un vero miracolo, ma questo ci stmola a pregare con maggior fede e fiducia infatti la grandezza del pericolo in cui si trova fara' maggior mente risplendere la somma misercordia che Iddio' avra' di lui e di noi avuto.  Tu e Paolo sono stati ad abitare la nuova casa?  Salutami tutti e credimi tuo affimo. figlio 

                                                                                  Giuseppe.

 

 

4 Febbraio 1900                                                                       A.C.C.  Roma

 

            Ho avuto stasera tanto la tua del 29 ultimo come pure una cartolina di Alfredo, la quale e' stato come a dire, la rosa tralle spine di questo mondo.  La tua lettera mi ha recato grande dispiacere giacche' mi dici che si sta granando, dopo una malattia piuttosto lunghetta vuol dire che la cosa e' seria.  Quei nostri povere cugine sono state desgraziate piu' di noi.  Non so certo quale sia la sua malattia ma dal modo in cui mi hai gia' scritto la possa supporre percio' quando andrai a vederle se ci e' contaggio, vedi come fare a raccomandare ai fratelli ed alle sorelle di usare delle precauzione; poiche' loro forse non capiaranno l'importanza.  Se mai poi' non c'e' niente di tutto questo ringrazio Iddio di aver supposto male.  Preghero' per loro e voglio sperare che il Signore dara' loro aiuto e comforto.  Inquanto a Carmelo poi non occorre dirti, che mi dispiacuqe assai, molto piu' che la cosa mi guinse un po' nuova; e' vero che tu mi avevi detto qualche cosa ma piuttosto come se fosse data una cosa finita, e percio' non ci calcolavo tanto sopra.  Del resto questo e' il mondo e non abbiamo a sperarlo meglio.  Ed avremo ottenuto tutto quello che possiamo avere: quando con pace e serenita' di animo possiamo dire il Fiat Volontas tua.  Se volgiano per poco la pagina troviamo poi l'affare avvero l'altra spina della guerra.   Anche qui' pero' la preghiera fiduciosa si rallenta l'ansieta; ed il passato rafforrandosi la fede ci fa ottenere la grazia finale.

Termino stamani questa lettera.  Ieri e' stata la festa di S. Agata e voglio sperare che il tempo l'abbia favorita.  Inquanto ai denari si non ti ho gia' scritto, devi sapere che li ho ricevute e tutto va bene e ti ringrazio.  Ieri mattino siamo stati ai funerali del Card. Vicario Iacobini il quale e' morto da pochi giorni.  Alfredo mi dice che tutti crapano di salute e' questa e' una bella notizia.  Mi domandi quando verro' a dirti il vero il tempo si avvicina piu' di quel che crediamo noi e per le vacanze non mancano che poci mesi.  Son contento che Rer e Paul vanno bene.  Sono stati nella nuova casa?  I francobolli li ho ricevuti.  Salutami tutti e prendi un abbraccio dal tuo affemo. figlio

           

                                                                                              Giuseppe.

 

                                                                                                                        12.2.00

 

            Ho avuto ieri la tua del 8, e grazia a Dio nonostane la nostra crecostanze mi hai dato buone notizie.  La meta' di Febbraio e' arrivata e percio' credo vicina la saluzione del problema di Ladysmith.  Oggi secondo me faranno il centesimo giorno d'assedio.  Noi intanto speriamo di rimanere "without reporto" fino alla conclusione della pace, per la quale prego tutti i giorni.  I giornali li ho ricevuto.  Mi e' piacuto la scelta dei padrini.  Ho scritto a Pio ed e percio' che ti scrivo in breve.  Dal resto io sto bene.  QUi in collegio abbiamo incollegiale in stato alquanto grave fra poco andremo in parrocchia adincominciare un triduo alla    B.M.X. di Lourdes.

 

 

                                                                                                                         16.2.00

 

            Ieri e' stata una splendida  giornata e' percio' siamo stati a fare una lunga camminata cioe' alle tre Fontane, dove anche ci e' la colonna sulla quale fu decapitao S. Paolo.  Supporgo che lo zio sia gia' partito ma non so ancora se sia arrivato.  Mi dici che Santo lo seguira', col quale mi puoi mandare uno o due "lapitet".  Poi anche degli di protarmi la misura in altezza di quella statua del Cuor di Gesu', di San Paolo a Mare.  Io grazia a Dio sto bene, come spero che state tutti voi.

 

 

28 - 2 - 00

 

            E' un bel pezzo che non ti scrivo piu' una lettera e percio oggi eccomi qui.  Ho scritto a Carmelo.  Questa settimana aspettava da Pio una risposta alla mia ma non avendo ricevuto fino ad oggi, credo dovermi rassegnare per una altra settimana poiche quelli non possono scrivere che una volta la settimana.  In questi ultimi giorni tanto ci ho pregato e pregato per lui ma speriamo che la Madonna lo voglia proteggere in tutti i suoi bisogni.  Quando gli scrivi diregli che io ho pensato a lui ed anche che ho aspettato la sua lettera.  Inquante a Gino le nostre spiranze non sono che il Cuore di Gesu' e la Vergine Santissima (1.3.00).  Lunedi siamo stati a Monte Marco in villa ove pranzamo, e dopo pranzo tornanno a Roma.  Santino mi ha portate ieri le calze e ti ringrazio; egli va a Firenze, vi saluta e dice che scrivera' da li.  Con lui insieme col Cianoski, ci e' anche Ferres il quale si trova qui a Roma.  Da parecchi giorni aveva ricevuto l'almanacco e' ti ringrazio.  Quest'anno essendo l'anno Santo non abbiamo avuto teatro e cosi' passarano il Carnevale con maggiore pace e quieto.  Nei giorni di vacanza facemmo altre due visite alle Basiliche e cosi' adesso abbiamo tre.  Oggi e' il secondo giorno della seconda quaniesima.  Speriamo come l'altra di poterla fare tutta quanto e con tutta le regolarita'.  Del pellegrinaggio si parla niente intendono venire numerosi?  Io grazia a Dio sto bene.  Appena avute qualche notizia di Gino scrivetene la subito, non aspettare che io la sappia da altrove.  La meta' di Febbraio solo e' passata ma anche tutto adesso ducare.  Intanto spriano di riuscire liberi ed riunirci anche da questo rimentimente cambiamento.  Chi ha protetto lui adora ci proteggera' anche in questo punto.  Intanto noi preghimo.  Salutarmi tutti e tu prendi un bacio ed un abbraccio

                                                                                 

                                                                                              Giuseppe.

 

 

A.C.C.  Roma                                                                                                 7-3-1900

 

Ti ringrazio immensamente del dispaccio.  Fornando da scuola verso le undici ho scritto subito allo zio dandogli la buona notizia, poco dopo lo zio e' venuto in Collegio e mi disse che D. Santo quantunque l'altro ieri stava qui a Roma pure era tornato a Firenze.  Allora cominanno che egli dovra far il telegramma a Pio, e che io avessi scritto a Santo come ho fatto mandandogli pure quella tua lettera e stamani l'avra saputo anche lui.  Intanto lo dato e ringraziato sempre sia il Cuore di Gesu' ed il nome della Vergine di Pompei.  Dopo questi lunghi giorni di silenzio ed ansieta' abbiamo finalmente avete notizie dal nostro Gino, ed a preferenza di tanto altri le abbiamo avute buone.  Ringrazimao ci Iddio per averlo riguardate salvato fino a questo punto di questa guerra tanto accanita e sanguinosa.  E; continuiamo a pregarlo con maggior ferrore e fiducia a volerlo tener salvo finora tanto che le cose vengano ad una soluzione pacifica.  La forza, cara mamma, non costitusce il diretto; ma o la poteggi dall'aggressore, o disgraziatamente lo viola nel possessore.  Percio' consideriamo le numerosi vittimi di questo orrendo Flagello, e ringraziamo Iddio di averci finora graziato; consideriamo un poco quante famiglie sono stati colpite dall'attuale sciagura e confoniamoci ed umiliamoci innanzo' a Dio per avrei finor liberati.  Raccomandiamo alla Divina Misericordia i responsabili per tanto omicidio, e per le sue faneste ? conseguenze.  Ed unendoci alle preghier del Sommo Pontefice, imploriamo Dio perche' voglio fare fine a tanto massacro e che il bacio della pace e della gustizia abbia presto a regnare fra questi due popoli.  Il Papa infatti nel giorno del suo natalizio in risposta all'indirizzo del Sacro Collegio alludendo alla guerra cosi' diceva "Supplichiamo tutti concordemente il Signore di volersi impietosire al sanguinoro duello, che li combatte da mesi in terra africana, e non permettere che esso vado piu' oltre.  Sono tutti figli suoi e fratelli nostri coloro che laggiu' ci travaglimo nel dura agone delle ansie e dei cimenti guerreschi, e gia' con troppe guerici e quindi li vittime.  Voglia Iddio benedetto riguardarli con occhio paterno, spegnerne le vie e coneroine i cuori a proposito di moderazione reciproca e di accordo, sicche possano tornare quanto prima in amicizia leale e calda, consacrata nel bacio sciambiacrole della pace e della giustizia."  Percio nelle nostre preghiere  uniamoci pienamente e perfettamente al Papa e preghiamo in fonformita' a queste sue intenzioni, alla quali, per la sommita' onde traggono origine, dobbiamo ogni riverenza, sottomissione ed obbidienza.  Ho ricevuto la tua lettera ed i giornali e ti ringrazio.  Intanto prega per me benedicimi e credimi tuo affimo. figlio

 

                                                                                                          Giuseppe

 

Salutami tutti.

 

 

20-3-00

Almo Coll. Capra.

Roma

 

 

            Ieri abbiamo avuto la festa di San Giuseppe, e siccome e l'onomastico del Rettore, cosi' abbiamo avuto pranzo straordinario.  Il principale intiato e' stato il Cardinale Mazella.  E' venuto purelo zio a vedermi e doveva andare a Firenze a far qualche giorno con D. Santo.  Ti domando, ancora un'altra volta se e' stato soddisfatto il Sur Paul.  Voglio sperare che questa volta mi risponderci che e' un affare finito da tempo e tanto meglio cosi'.  Intanto fammelo sapere.  Avevo ricevuto una lettera da lei nella quale mi ringraziare e per giunta anche si scusava perche' era in ritardo.  Per quanto affaticassi la mia memoria non mi son riuscito di ricordarmi di averle fatto nessun favore speciale, da me                                   tanta importanza.  Voglio sperare che tutti e due stanno bene e che gia' si strovano nella villa della stazione.  Di Gino, cara mamma in quanto a me mi torvo in perfetto buio non posso raccafezzare dove sia andato, intanto l'unica nostra speranza sta nella preghier; e non nelle notizie di Pio per la seconda volta l'ho pregato di scrivermi ed ancora non ho ricevuto niente non posso capire questo suo silenzio; il quale a dire il vero mi inquieta.  Mi salutai Alfredo e Maria.  Agli ultimi di questo o ai primi dell'intrante dovero' dare gli esami qui in Collegio percio' pregate per me.  Il nostro pellegrinaggio quando parte?  Saranno numerosi?  E' bello vedere il pellegrinaggio a S. Pietro o S. Paolo, domenica abbiamo veduto quello dei Castelli Romani.  Siamo quasi alla meta' di quarisimo finora.  Lei grazia di Dio l'abbiamo passata speriamo di poter fare anche il resto.  Non so se ti aveva detto; ho ricevuto i biglietti da Carmelo e Susanna ed una elegante memoria della zia Marinton.  Oggi spero di ricevere qualche lettera tua.  Salutami tutti.  Un bacio ed un abbraccio dal tuo affino figlio

 

                                                                                              Giuseppe

                                                                       Che ti chiede la benedizione.

 

 

24 Marzo 1900

Almo Coll. Capranica

Roma.

 

Carissima Mamma,

 

            Ho avuto questa sera una tua senza esagerazione letterina e perche' chi l'ha impostata si e' fatto giustizia colle proprie mani e ci ha messo un soldo di francobolli oer essere piu' benigni avra' forse creduto che la lettera fosse stata diretta entro l'Impero Brittannico.  Ma parliamo d'altro.  In quanto piccola pure mi ha recato piacere e dispiacere; ho sentito con piacere l'ulitma notizia di Gino, cioe' che stava bene fino al 9, e mi dispiacque sapere che tu stavi male non solo ma che ti senti ancora debole; cara mamma, stai un po attenta e guardati bene quando senti bisogno di riposarti, riposarti senz'altro senza scrupoli; perche' se ammali tu si ammala tutta la famiglia; percome un tuo stretto dovere.  Questa guerra sembra che sia una cosa senza fine; gia' e' arrivato il tempo degli esami, il 2 Aprile infatti ci lo sono qui in Collegio; e quelli laggiu' ancora si combattono.

            (Domenica 25)  Noi altri intanto ringraziamo Iddio della grazia prodigiosa finor favoritaci; e chiediamola con fiducia a volercela continuare.  Giovdi scorso ho pranzato collo zio; la sera era invitato dall'Ammiraglio Albini.  Mi disse che aspettava una tua lettera e siccome tu mi hai detto che egli ha preso una camera fotografica e mi promise di mandarmi qualche fotografia.  ho ricevuto i giornali.  Ho avuto quello in cui ci era il discorso del Vescovo ma mancava il discorso del Governatore.  Lo zio secondo me quest'anno fara' la Settimana Santa a Roma; lo hanno fatto deputato del pellegrinaggio.  Di a Guido, che quantunque non l'ho nominato piu' nelle mie lettere, cio' e' stato per prudenza; e che aspetto un tempo piu' propizio.  E digli che mi sta proprio in pensiero e che invece delle lezioni di francese e tedesco, ha preso quelle di ballo!  A dir il vere e' un vero progresso.  Percio' non creda punto che io mi sia dimenticato di lui, ma solo aspetto con pazienza.  Per oggi dagli un bacio e tu prendi un altro dal tuo affezionatissimo figlio.

 

                                                                                              Giuseppe.

 

 

5-4-00

A.C.C. Roma

 

            Ieri ho aspettato una tua lettera, ma a dir il vero sono stato disappuntato.  Oggi doveva partire lo zio; ma siccome  doveva venire a vedermi prima che fosse partito e' probabile che abbia differito la sua partenza.  Lunedi, come vi aveva detto, ho avuto l'esame il quale, quantunque                                        in causa propia! mi sembra che sia stato discreto.  L'esame piu' importante pero' e' quello dell'Universita'; poiche se mi danno cavallo      qui dovro' poi riconseguarlo verro Novembre.  Ieri mi sono vacinato per precauzione s'intende, perche' qui a Roma ci sono stati alcuni casi, ma sembra che sia stato poca cosa.  Del resto io sto bene.  Mi fa meraviglia se non avete ancora ricevuto lettere da Gino io suppongo che stia ancora a Ladysmith per grazia di Dio il suo reggimento non si nomina che rarissime volte.  Tra gli ufficiale, le vittime che io conosco sono un Capitano, ed il colonello che stave ammalato.  Speriamo che le nostre preghiere saranno esaudite.   La pace ancora non appare sull'orrizonte e Dio lo sa quando l'avremo.  Ormai con circa sei mesi che ci combattono, il che non e' affare da poco, ma pazienza, a noi non resta altro che la rassengiazione nella preghiera.  Quest'anno qui a Roma, la pioggia non ha voglia di farla finita.  Sabato sera incomminciamo le vacanze di Pasqua.  Dimmi se ti sei rimessa dopo l'attacco d'influenza, non avendo ricevuto altro tue notizie non so se ti senti ancora male.  Il 1o Maggio incommincia un nuovo tremestre percio pensa a mandarmi le solite 12.  Se lo zio tornera' entro questo mese la puoi mandare con lui, se non fai come l'altra volta.  Ho saputo di che Lei mi ha ringraziato e hai fatto benissimo.  Indirizzo questa mia alla notabile che intanto per Settimana Santa suppongo che andrete li Santo e' tornato da Firenze.  Salutami tutti e tu prendi un bacio ed un abbraccio dal tuo aff. figlio

                                                                                              Giuseppe

P.S.  Ho ricevuto i giornali.  Grazie.

 

 

12 Aprile 1900

Almo, Coll. Capranica

Roma

 

Oggi e' giovedi Santo e siccome saranno circa le 7 1/2 credo che sarai per andare l'abatia per la predica, se non ci stai gia', quantunque sto qui pure spesso mi trovo pure costi alla Notabile specialmente per le funzioni in Cattedrale.  Stasera nella chiesa qui ci era un gran concorso di gente per le visite dei sepolcri.  Quella novena l'ho incominciato ed oggi son nel quinto giorno.  Lunedi' sera entrammo in ritiro spirituale e l'abbiamo ieri mattina.  Ho ricevuto le lettere di Gino e godo al sentire che le nostre e le sue preghiere sono stati esauditi infatti quella pace e quella calma che inspirano le sue lettere fra tutte quelle canonate ed in quel continuo pericolo di vita non ci spiegano altrimenti se non si ammette l'auito di Dio, infatti voi che sapete quanto me osservate da quanti pericoli e' stato scampato.  Chi non crede attribiusce    tutto di caso, ma noi altri che abbiamo la fede ci scorgiamo subito la mano di Dio e della Vergine, percio colui che ce lo ha conserrato durante queste sei mesi, lo conservera' anche fino alla pace, intanto il nostro dovere e sempre quello di pregare "si quid petieritis Patrena e in nomine meo dabit vobis."  Percio preghiamo confidenza nel nome ascoltati, infatti piu' in continua a dire "petite et accipietis."  Cosa vogliamo altro quando ce lo rassicivela Iddio stess?                                           In quanto a Guido diregli che stare ben attento di non pregare colla paura di essere presto ascoltate ma bensi' con un fermo proposito di fare la Volonta' di Dio.  Stanotte qui in Collegio facciamo la veglia la mia ora e tra le due e le tre.  Pochi giorni sono a Tevere ci e stata una bella fiera tanto che il Panteon e' stato allagato.  Mi ha scritto Hary il quale fra giorni sara' a Roma, credo che qui si fermera' un poco, poiche' priam della fine di Giugno non verra' a Malta.  Per ora auguro la buona Pasqua a tutti voi ed anche la buona notte che intanto vado a letto.

 

                                                                                              Suo aff. figlio

                                                                                                 Giuseppe.

 

 

 

18 Aprile 1900

A.C.C.  Roma

 

Ho avuto stasera la tua lettera e siccome e' stata alquanto inquietante mi metto a risponderti subito, pero' fai coraggio che Iddio e la Madonna stanno con noi e col loro aiuto tutto faremo.  Inquanto a quell'affare della Parrocchia si vedeche il diavoli ci ha sua bella parte ma questa volta essendo entrato in casa di S. Paolo preghiamo questo nostro padre a volve mettere fuori la sua spada e ripiombarbo al suo posto.  Io non entro nel merito della questione, e ringrazio Iddio di non aver che fare ma nel complesso dei fatti si vede che e' opera del diavolo; infatti e' dispiacevole sentire di queste bombe per cose ecclesiastici e cio' che e' di peggio e peggio assai avra' mamma e' che si sparono sulla abitazione di sacerdoti.  La cosa non si spiega altrimenti o sono motti, e non comprendono piu' che e' il sacerdote o hanno il demonio in loro, il quale per l'odio che poeta ai sacerdoti li induce a si gravi delitti, contro di questi.  Intanto i castighi di Dio gia' si manifistano, in tante che tu conoscerai bene e per non andare tanto lontano fuoi incomminciare dall'interdetto di S. Paolo Fuor le Mura e tutti gli altri inconveniente nello ezercizis della nostra cara religione fino adessom come mi dici, alla preuazione delle Benedizione Pasquale e se le cose continuerano di questo passo non so quali altri orendi castighi non vedremo.  Ma preghiamo San Paolo; ed egli che si e mostrato sempre nostro Padre non abbandonera' per lungo tempo in tali  scigure questo suolo da lui calcato e fara' si che si runovellino da capo i rigeneoatori effetti della sua predicazione.  Sento con piacere che la procissione del Venerdi Santo e' riuscita bene.  A.D. Santo gli ho gia detto e raccomandato sulla questione ed egli mi disse che non era venuto costi' adesso per questa ragione cioe' per evitare l'occasione, intanto tu scrivigli pure e diregli che se ha a cura il bene di questo nostro disgragiato paese, lo raccomandi a S. Paolo perche voglia fare fine alla cosa quanto prima; seconda la volonta del Signore.  19/          Ti continuo stamani questa mia lettera, intanto adesso passiamo a Pio.  In primi diregli che ha fatto benissimo a dirigerti a te e che finche' ci sei tu non fara' passi cattivi col tuo consenso.  Per la ragione che mi hai detto dirgli che Menthatel non gli deve immattare, manco le scarpe, delle sua polvere.  Dirgli che si deve fidare nelle tue mani, come ha fatto finora e si trovera' bene come se e' trovato sempre.  Dirgli finche sta in collegio deve cercare di approfittare dell'istruzione che ha.  Dirgli che ti e' dispiacciuto moltissimo su quelle osservazione del rettore e che Gesu' Cristo e' ventuo al mondo per insegnarci l'umilta' e non gia' la peste fetida della superebia, dirgli che mancanza cortesia, molto piu verso i superiori, non corrisponde all'educazione avuta a casa come neanche alla nostra religione e che cio' facendo farebbe primo un grantorto e pregudizio a lui, poiche non e' piu ragazzo, e poi anche fa torto a tutta la famiglia.  Dirgli che tu speri che queste mancanze sono stati passeggiere, alle quali avra' gia' rimediato; e che la prossima lettera del rettore sara' dello stesso, tumore delle precidenti.  Del resto la pretenzione e' stata sempre un suo difetto e percio' vedi di raccomandargli di superare se stesso e di combattere questo brutto difetto.  Dirgli di aggiungere dopo il Rozario una Ave Maria per te perche' la Madonna ti aiutera a ben dirigerlo e che se deve cambiare collegio ti illumini perche' il combatimento sia il meglio e non piu il peggio.  Dirgli che inquanto a panceze il mondo e' grande e non e' punto punitissimo necessario che egli vada nel paese dell'eresia.  Dirgli che intanto ci e' tempo come dice lui stesso e percio' pregli sinceramente e Iddio provvedera.  Percio come vedi il mio parere e' questo, al Rettore non dire niente per ora su questa (problema) affare ed a lui dirgli che pel momento prendi tempo, poiche' le cose si devono fare con calma e riflessione per non averci a pentire, e dopo aver pregato ed essere preparato a seguire la volonta' di Dio, la quale gli verra' espressa per quelle dei suoi superiori cioe' tua.  Percio per ora tempo e preghiera.

            Poi cara mamma, dall'altro lato non ti devi inuietare molto perche' quello che a noi sembra prime facie un male non sarei che una savia dispozione d i Chi ci protegge ed a lui ci racomandiamo.  Infatti questa cosa delle scuole miste e' una cosa da socnsigliarsi moltissimo per cattolici, e se bene mi ricordo me e stato anche detto che la Santa Sede espressamente sconsiglia ai Cattolici di frequentare queste scuole miste come appunto sarebbe questo Collegio in cui ci  trova Pio.  Ora un consiglio del Papa per noi non e comando.  La cosa e' stata fatta per suo bene e spero che non gli abbia recato nessun grave danno ma una volta che si ci e' presentata l'occazione pigliamo e cerchiamo di metterlo in un colleggio strettamente cattolico.  Di questo a lui non dire niente.  Noi altri intanto preghiamo e cerchiamo e qualche cosa adattate per lui troveremo, come abbiamo trovate per Guido, cioe' come ha provedduto Iddio (a proposito di D. Santo la cosa e' molto piacuta ed e' disposto ad accompagnarlo, e forse per primi mesi gli fara compagnia)  Intanto cara mamma ammonedola fagli (a Pio) sempre coraggio e dirgli che questi sbagli servanno perche' si possa sempre piu' perfezione.  Intanto persiamola un poco se in queste vacanze faremmo bene a richiamarlo a casa.  Io quantunque non ti aveva ancora detto pero' stava coll'intenzione di portarmi a San Gallo, prima di venire a Malta, per vedere le cose come andavamo ma adesso siccome la cosa prende un altra piega, forse portandolo a casa per qualche tempo Iddio potra' provveder qualche nuova via che nei altri ancora non vediamo.  Intanto a lui raccomandagli di esser buone di studiare, e di perfezionarsi bene nel tedesco e francesse per quanto gli e possibile.  E che in quanto gli e' possibile.  E che in quanto al resto tu penserai e che egli deve disporsi a rassegarsi a fare quello che gli sara' detto perche' si possa nell'avvenire trova bene.

            Poi scrive a Carmelo dicendogli di fargli una piccola ammonizione affeteroza, e di lasciare nelle tue mani.

            Del momento mi pare la cosa puo' stare cosi' intanto a scrivermi che sara' pronto a dirti tutto quello che posso, l'amore dei fratelli per me viene dopo quello che porto per te e son pronto a fare qualunque sacrificio che mi e' possibile, affinche' la perdita del babba non abbia ad essere loro di alcun preguidizio.

            Di ultimo prendi un abbraccio dal tuo aff. figlio

 

                                                                                  Giuseppe

 

La nuvena di Pompei se avvicina e la Madonna ci aiutera'.

 

 

 

22 Aprile 1900

A.C.C.  Roma

 

Stamani alla Parrocchia ci e' stata la communione coi fiocchi; cioe' la Communione Pasquale per gli ammalati.  Io ho avuto da tenere un'aosta del baldacchino.  Dove siamo passati alcuni case avevano le finestre di tappezzerie ed altri gettavano fiore.  Fatti pochissima o minime eccezioni tutti salutravano o si' inginocchiavno ed erano edicanti ed imponanti due benedizione fatte in via; una alla guardia di soldati a monteccitorio e l'altra pure al corpo di guardia - credo sia stato dei pompieri.

            Ieri sera ho ricevuto un telegramma da Harry, appeno mi dissero che c'era un telegramma non occorre dirti che mi allormai ma poi grazia a Dio non era niente di serio; si trattave che non Harry ci e' Preziosi il quale secondo me continuando la via, ha voluto vedere ma alla stazione come pure a Don Francesco Ferres.  Io allora a scritto due versi a Don Francesco Ferres a gliel ho mandati accludendogli il telegramma.  Adesso stasera aspetto di vedere Harry.  Preziosi non avra' fatto i calcoli che io sto in Collegio.  Di Santo questa settimana doveva essere a Pnte sotto, e percio' oggi non e' venuto a vedermi.  Egli sta bene.  Il 24 ci deve essere il pellegrinaggio di Firenze, ed egli e' stato incaricato della crua di una quarantina di pellegrini.  Il nostro quano parte?  Aspetto la risposta di Guido per scrivere pei particolari; incanto credo che oggi mi avra' scritto.  In ogni modo l'avere altre informazioni non pero' che giovane ma intanto io aspetto una risposta.

 

 

24 Aprile 1900

 

Ieri sera ho ricevuto la tua lettera e mi e' stata di molto consolazione, questa volta abbiamo chiesto la grazia direttamente a Dio, ma si vede che infine ha voluto compirla per mezzo della Madonna.  Io a Pio gli scritto, gli ho detto che ho avuto da te il certificato e percio' gli feci delle osservazioni su questo; non tralsciando il Betragneo e l'                      , e gli ho fatto qualche piccola ammonizione senza nominargli ne' la lettera tua ne' quello del Rettore, ma soltanto sul certificato.  P. Sammut conosce i Padri della Universita' e mi disse che egli non ha difficolta di scrivere egli stesso percio' adesso gli riscrivero' perche' voglia consigliarsi a prendere le informazione.  In quanto al francese P.S. cio forse gli portra' raccomandare qualche buon professore, possibilmente che sia francese e che non parli altro che francese.  Tu poi, cara mamma lo potrai esercitare nella lettera e nella colta dettatura e cosi' vedrai che in tre mesi fara' grandi prognessi.  Continuiamo pregare perche' la Madonna di Lourdes, coninui ad appianarci la via.  Aspetto una lettera da Guido.  Harry porbilmente sara' qui Giovedi' e Guido incontrera' Preziosi gli dica, che io essendo in collegio non mi era facile portarmi alla stazione e me lo saluti.  E poi gli dica che Ferres e' stato alla stazione allo zio ai pensero' io intanto voi altri mantenete pure per prudenza e che serie vogione di utilita' o giovamento non lo deve sapere nessuno e sempre, l'intento molto secreto.  Voi altri crederete che io sia esugerato ma cosi' e' le parole che non giovamo probilmente in questa cosa.  Ti accludo il conto di Dio.

 

                                                                                              Tuo aff. figlio

                                                                                                 Giuseppe.

 

 

13-5-00

 

            Incommincio oggi questa lettera ma te lo mandero quando avro ricevuto da te.  Ieri ho avuto la tua lettera, sono contento che Guido studia il-Francese, vedrai che in poco avra' fatto un gran progresso e cosi lo studiera' ancora con maggior interesse;  Ancora non ho avuto niente da Padre Sammut ma adesso aspetto da giorn in giorno.  Oggi per noi e' un anniversario nella communione stamin ho raccomandato in particolar modo l-anima di Berte; intanto spero che i suffragi siano andati per le altre anime purganti, e che la sua zia beata in cielo.  Mi dispiace per la nostra cugina, intanti la suo buona morte ha lascoato ai duoi fratelli e sorelle la migliore e la piu' dolce delle consolazione.  Oggi ho ricevuto da Pio.  Siccome io non gli avevo fatto parola sul camibal di Collegio, cosi' manco egli mi ha detto niente.  Adesso pero' dalla tua lettera vedo che hai deciso qualche cosa, e percio' ieri appena ricevuto ti ho mandato una cartolina; perche' a dirti il vero aspettava una risposta piu' adequata alla mia lettera intorno a Pio.  Ma ti compatisco al sommo altre il da fare sarai stata pure inquieta in questi giorni.  Se non e' gia venuto probabilmente verra' a dirti mie notizie un mio compagno di collegio il quale fu causa di saluti ha dovuto poveretto rimpatriare.  Gli esami anwali o meglio l-esame l'avro fra due mesi, percio' siamo vicini.  Inquanto a Gino nulla di nuovo se deve inquietare poi che l'ha conservato finora, cioe' a dire fu questi lunghi sette mesi, che con qual cosa, la conservera' pel resto purche' pero (continuamo a pregare; poiche questa e' mia grazia che s'ottiene giorno per giorno; ed ogni giorno che passa senza cattive notizie possiamo ringrazziare Iddio di averci esaudito.  Intanto cara mamma fatti coraggio ed invece di pensare alla partenza di Guido pensa piuttosto al ritorno di Gino, e quello di Santi che forse verra' indietro coi pellegrini; a quello mio che seguira' in appresso e cosi via.  Poi Guido passati altri quattro o cinque anni sara' con noi a senti l-polzo e non sul campo di battaglia.

 

17 Maggio                  

Stasera ho avuto una lettera, credevo che fosse la risposta alla mia cartolina ma invece non ha che fare.  Percio aspetto.  Quando ti vengono tristi pensieri cerca di superar la stessa e non ti rilasciare in essi, poiche cio pero' danneggiare la salute, che in piu' dei conti non e' tua soltanto ma pure nostra.  Percio' stai attenta e conservati bene.

            Tanti saluti a tutti e benedici il tuo aff figlio

                                                                                              Giuseppe.

 

 

 

 

7 Giugno 1900

Almo Colleg. Capr.

Roma.

 

 

Carissima Mamma,

            Questa settimana ho aspettato una tua lettera pero' non ho avuto niente.  Di Pio mi hai parlato in modo molto laconico, percio' quel che mi devi dire di fare fallo subito e pienamente, poiche' a San Gallo non ci sara' tempo di corrispondenza.  Se non fosse questa visita a Pio fra pochi giorni sarei stato con voi, ma facciamo prima quel che e' necessario.  Scrivi pure tu al Direttore e digli che io devo andare.  Finora spero di lasciar Roma dopo la festa del Carmine.  In quanto ai quattrinin mandami un banknote di dieci.  Caso mai questo che ci ho non mi servira' per arrivare a Malta.  Vi scrivero' come dovete fare.  Da Don Santo voglio l'indirizzo per la chiave, ed egli farebbe bne ad avvisare a quei che la tengono poiche' a me non mi conoscono.  Pero' la mia fermata a Firenze non e' ancora certa.  E' una delle tappe per le quale mi decidero' di ritornare secondo le circostanze ma un giorno per lo meno spero di fermarmi.  Fra poco andro' all'Universita' per avere il risultato dell'esame; poiche' prima delle dieci dell'indomani non si puo avere.  A me pare di poter passare, ma siccome nemo judex in causa propria, prendiamo un po di pazienza e vediamo quel che dira' l'alto tribunale dell'Universita'.

            Torno dall'Universita'.  Per grazia di Dio, della Vergine ed altri Santi mi ha detto che sono stato "bene probatus".  Questo e' un grado di mezzo e percio' e' una grande grazia che l'ho avuto omnibus perpensis

 

                                                                                  Suo aff.mo figlio

                                                                                              Giuseppe.

 

 

Giugno 1900

(after 12 June [?])

 

Carissima Mamma,

            Ho ricevuto le tue lettere.  Io mio esame sara' il 6 o verso il 6 di Luglio.  Il 5 ci ho un concorso ed il 14 un' altro.  Cosi' come vedi prima della meta' del mese non saro' libero.  Hai fatto molto bene a raccomandarmi alla preghiere degli poiche' da quest'esame.  Poi devo andare e far la visita a Pio che prendera' la meta' che resta o piu', percio' non potro' essere a Malta che in Agosto.  Percio' quanto a Guido e probabile che quando vengo io ne ci sar' Schichard ne il governatore e percio' se ci sara' qualchecosa da fare ci troveremo forse impicciati.  Quindi, cara mamma, sarebbe bene che tu almenon ti informi che cosa e' necessario.  La nazionalita' come pace a me; del resto potete vedere pure voi; impedisce l'acquisto del diploma francese soltanto.  Poi in quanto a questa la sua nazionalita' deve restare quella che e' e manco sognare di doverla cambiare.  Se non ti e' piaciuto Pulicen?  adesso verra Harry; cosi' potrai informarti con lui.  Quanto a quel che si deve fare ve l'ho gia' detto nell'altra mia lettera, percio' rileggete quella.  Ma tutta la cosa in poco sta qui cioe' "che fatti gli studii in questa Universita' possa venire a Malta ad esercitare remanendo sempre suddito inglese."  Io adesso ho da studiare e non mi posso tanto occupare.  Pero' tutto quello che sara' richiesto potete dirmelo ed io scrivero' a Padre Sammut.  Le cose prendono tempo, percio' e' meglio non perder tempo.  Poi io in questo mi rimetto intieramente a te.  Poi, mamma, puoi andare pure direttamente da Strickland a chiedere da lui le informazioni.  Insomma fai quel che credi, solo stai attenta che non si preguidichi la cosa coll'aspettare me.  Quanto a Gino come al solito.  Dal Dr Bernard ho avuto la lettera che egli scrisse a Mrs. Strickland.  Gliela rimandai per posta ringraziandola.  Don Santo sara' gia' con voi e cosi' mie notizie non mancheranno.  Quanto ai denari per andare da Pio, parte spero di averle dallo zio in oro, e parte me li manderai ma ti riscrivero'.  Oct 20 e 22 spero di andare e tornare a Malta; se mi rissce forse occopiero' la gita ad Obermergau.

 

                                               Saluta tutti e credimi

                                                           Suo Affez.mo figlio

                                                                       Giuseppe.

 

 

            29-6-1900

 Almo Collegio Cap.

              Roma

 

Carissima Mamma,

            Son quasi le 17 e percio' alla Notabile stan per incominciare le corse.  Io pero' ci ho in mente cose ben diverse delle corse.  Sto qui tra le relazioni, processioni divine e tante altre cose che mi pesano il capo non per se stesse ma pel pensier dell'esame che c'e' l'ho il 6 prossimo venturo.  Fino a poco fa mi sentivo coraggioso a presentarmi per questo esame, ma dacche' sono incominciati gli esami all'Universita' degli inconveniente mi lasciano non tanto da sperare; infatti di quei che ci presentarono finora un bel numero e' stato gia' disapprovato.  Certo non e' questa una cosa che ben dispone, percio' pregate per me; perche' possa  passare le vacanze in santa pace; poi anche il non passare nel primo scoraggisce di passare nel secondo, e cosi' via.  L'esame generalmente dipende da molte circostanze le quali possono essere favorevoli o sfavorevoli; percio' pregate perche' Iddio mi metta in circostanze favorevoli, come sarebbero che non si domandino cose molto difficili; che scorga presto il nodo delle difficolta' che mi ci proporranno e cosi' via.  Del resto poi se Dio vuole che io sia disapprovato, sia pure io son ben preparato all'uno come all'altro: cosi' preparatevi pure voi e cosi' non vi dispiacera'.  Addio

                                                                                  Suo affez.mo figlio

                                                                                              Giuseppe.

 

 

 

12 Luglio 1900

Almo Collegio Capr.

Roma

 

Carissima Mamma,

            Ieri ho avuto la tua lettera dell'8 e per grazia di Dio vedo che le cose s'incamminano.  Mi dispiace se ti sei inquietata per affari.  Ti ho gia' detto di conservarti bene in salute eppure hai fatto tutt'altro, poiche' come mi dici ti ser sentita male; u kull ma ghazilna sar suf.  Se hai qualcosa (mi par) difficile, lasciala pel momento finche' vengo io, se non e' urgente, e la faremo insieme, non solo.  Io aspetto un' altra tua piu' importante senza la quale non posso partire; spero che sia gia' in corso.  Sabato ho il concorso di Morale ma dir il vero mi sono affaticato poco, poiche' si sa che dopo l'esame la voglia di studiare alquanto s'abbassa.  Ma faremo quel che potremo.  In quanto alla vetrina non ti prometto niente di certo.  Io vorrei prendere da qui un disegno di alcune vetrine barocche molto adattate, e poi eseguirlo a Malta per poco perche' non ci e' gran lavoro.  Ma siccome sto alla vigilia della partenza non ti prometto - Oggi ho veduto per la prima volta una bicicletta automobile -- Comment se port le francais de Mr. Guido quand je viens a Malte nous pourvous parler ensemble, je le connaitre pas beaucoup mais plusemoins quelque chose nous conaissons aussi - Ti aveva mandato quel libro dei risultati; e' vero che intendeva in qualche modo consolarti; ma cara mamma ti ho dato il dito e mi hai preso non solo la mano ma anche il braccio; voglio sperare che la cosa e' rimasta inter nos, percio' stai attenta e non stai a parlare e scampanare pei quattro venti del mondo, che la gente ne ridera' di noi a ragione.  Ti aveva gia' detto l'anno scorso che quei risultati sono di un'importanza relativa; percio' basta; fino oggi ricevo ancora le congratulazioni da Carm; chi sa che testa daqs qartalla gli hai empito.  Dia Paul che ho ricevuto la sua lettera e che non gli scrivo perche' fra poco ci vediamo.  Carmelo sembra che si ferma per bel po in quell'ospedale; oggi gli ho risposto che si ferma per bel po in quell' ospedale; oggi gli ho risposto e gliela ho diretta a Birkenhead.  E' ora riposo.  Buona notte.

 

            Buongiorno.  Torniamo adesso dal Pincio.  Carmelo cosa dice di Guido; io gli aveva domandato ma non mi rispose niente su di cio'.  Bene diceva un tale che il soldato in guerra  il meno che ha da temere sono le palle nemiche, ma nel caso nostro siccome e' ufficiale ha anche da temere queste al sommo grado, percio' la nostra fiducia rimane sempre tutto quanto in Dio.

            Speriamo di vederci presto

 

                                                                                              Suo affez.mo figlio

                                                                                                          Giuseppe.

 

 

17 Luglio 1900

Almo Coll. Cap

Roma

 

            Ho ricevuto Sabato la tua lettera del 10 ma disgraziatamente la piu' importante che mi doveva pervernire cone questa ancora non l'ho avuta e siamo oggi a Martedi giorno che secondo i miei primi piani avrei dovuto partire.  Percio' con Santa pazienza non andro' (che aspettare stasera forse andro' alla posta per vedere se caso mai si sia fermata li?  Una lettera di credito e' un termine molto generico, percio' non saperlo cosa sia manco 10 se deve venire direttamente da me.  Dopo 15 giorni Pio si e' fatto vivo.  Egli mi disse che le sue vacanze comminciarono il 30 di questo percio' volendo lui uscire con me mi disse che passeremo il tempo insieme a Zurico.

            Io percio' da qui cerco di partire lunedi prossimo faro' la tappa a Firenze ed il 30 e il 31 spero di essere a S. Gallo qui mi fermero' quanto credo necessario; dopo andremo insieme a Zurico e qui spero di poter fare una fermata alquanto lunga poiche' saro' in compagnia di Pio.  - Intanto quando ricevero' i soldi per vostra tranquillita' vi avvisero' ma pel momento manco io sto quieto.

            Sono anzioso di sapere che cosa avete fatto per Guido, e se avete incontrato difficolta.

            Saluti tutti, prego per te e credimi tuo affez. figlio

                                                          

                                                                                                          Giuseppe.

 

 

 

18.7.1900

Almo Collegio Capran

Roma

 

            E' passato anche oggi e' la lettera non si' e' fatta vedere, percio' perche' l'incidente non ci disturbi facciamo nuovi conueni.  Recevuta questa, se non avrete ricevuto un telegramma dicendoir che ho ricevuto i quattrini, pensate a mandarmi degli altri, pero' manca Roma, che giu' non credo che mi arrivino ma a Firenze posta restante e scrivete chiaco il nome e cognome.  Voi altri intanto fate i reclami che potete fare, o alla posta o a chi ha fatto questa lettera insomma dove potete reclamare reclamate.  Io stamani sono stato alla posta qui ma non ho trovato niente.  Ho speranza di averla domani sera in ogni modo vi avvizero' sempre per telegramma appena potro' per vostra tranquillita':

            Il Money Order mi pare che vola per l'Italia percio' servitevi chi questo sddocurate la lettera, e spero coll'aiuto di Dio di riceverla a Firenze.  Che' se non e' una facciendo che secca assai.  In salute grazia a Dio sto bene come spero tutti voi.  Non voglio che vi inquietate per questa cosa, fate si le ricerche che potete ma in fine se Iddio ha voluto che io li perda sia pure.

 

                                                                                              Buona notte

                                                                                               Tuo affez. figlio

                                                                                                          Giuseppe.

 

 

 

23 Luglio 1900

A.C.C.

Roma

 

            Il telegramma dell'altro giorno era perche' a Firenze non vado percio' vi ho detto di non mandare, adesso pero' finche le cose si agguistino mi fumo qui a Roma ed aspetto vostra risposta qui a Roma.

            La lettera chi credito ancora non l'ho ricevuta percio' scrivimi e dimmi i particolari di esse che senza questi non posso fare ricerche, soi' dimmi a debito di che era fatto la tratta in altre parole da chi e doveva riterare io qui i quattrini.  Percio' rispondetemi del piu' presto.  Spero che il mio telegramma non avrete inteso male.  Io esso infatti sono vi ho detti ricevute ma solo non mandate.  Vedo che questa gita e' un poco malanguita.

            Pregate per me che lo bisogno

 

                                                                                  Tuo affez. figlio

                                                                                              Giuseppe.

 

 

 

HOTEL LIMMATHOF

ZURICH

F. MURLOCK

 

                                                                                  Zurich den 9 Agosto 1900

 

            Ti avevo incomenciato una lettera a San Gallo, ma se mi riesca adesso ti mando questa da qui.  Pio sta bene in salute mi pare che si sia allungato un poco e' formato un poco piu' ma non molta.  Inquanto a lui ha preso tutti le informazioni ma di questo parleremo quando sto a Malta se mai ricevuto qualche lettera al mio indirizzo da St. Fiden.  Apritela pure ma non fate parola di quel che contiene, finche' vengo io costi'.  Pio intende a marzo lasciare l'Istituto per Merchatel ovi si fermera' sei o sette mesi e poi si impieghera' probabilmente a Londra.  Di questo Menchatel non ho inteso bene, del resto tu lo conosci bene ma da qui coll'aiuto di Dio e della Madonna lo devieremo, per ora pero' sapete il mio solito se sa stiamo sitti io infatti ho sentito e per quanto ho potuto ne' ho approvato ne disapprovato.  Omnia habnet tempus.  Percio quando vengo cara mamma parleremo sue da fare.  Intanto per tua tranquillita' Pio e' ancora buono, e mi e' stato detto che anche fino Marzo potra' restare qui senza pericolo.  Domenica scorsa e' venuto a fare la communione con me, senza che io glielo avevi detto.  Percio' per ora abbi pazienza aspetti che io vengo costiI e poi parleremo.  Il da fare sar' questo prima prepareremo dove deve andare e poi gli diremo ma non prima perche' a nulla serve.

 

 

 

10 Agosto (San Lorenzo) 1900

 

             Il Collegio del quale dobbiamo informarci sta nel Belgio e questo paese e' buone per lui perche' si parla, il francese quantunque non sia credo la loro lingua.  E poi cio' che e' piu' importante e' cattolico o almeno alcuni anni addietro era.  Se ci riesce di fargli fare quest'altoco anno in questo collegio poi potra' andare a Londra e sara' sotto la tutela di Carm.  Finche' si formi un altro poco.  Le informazioni Pio non deve sapere da chi le ho avute  perche' possimp commpromettere la persona della quale le ho avrete, percio' della lettera che riceverete non gli fate parola ma quando vengo io parernio tutto e verso Natale potremo forse mandarlo in questo altro Collegio coll'aiuto di Dio.  Dal quale, se, come credo, e' Cattolico prendera' la via dei Cattolici lei quale non credo che sia quella di Merchantel.  Io a Pio di tutto questo ancora non gli ho detto nulla percio' non lo dovete fare maneo voi per ora.  Noi altri da qui partiremo domenica prossima per Monaco ed il giorno dell'Assunta spero che ci voglia riuscire di vedere la celebre rappresentazione della Passione di nostro Signore.  Io dopo non so ancora se mi fermero' un poco a Milano o a Firenze mei preferire Milano poiche questa e' una citta' ancor nuova per me.  Oggi e' Venerdi a per non avera seccatura per l'astinenza della come abbiamo determinati di mangiare in camera e Pio e' gia riuscito a prendere qualche cosa pel nostro pranzo.

 

Prega per me e credimi il tuo affiz figlio

 

                                                                                                          Giuseppe

 

P.S.       Sono anzioso intorno a Guido.  Digli di pregare  perche' venga fatto la volonta' che Dio; e se deve andare in questa Universita' che vada pure, e coll' aiuto di Dio tutto sara' pel suo bene.

 

 

 

 

1 Settembre 1900

Collegio Agostino Pearmi

Arcireale.

 

            Son arrivato ieri qui verso mezzo-giorno e non occorre dirti l'ottima accoglienza che ho avuto da P. Sammut ti basti il sapere che non m'ha lasciato andare all'albergo ma porto' con se qui al collegio dove tuttora mi trovo benissimo.  Qui ad Aci ci e' un'aria eccemente, della campagna manco occourre fare pocola, adesso appunto che e' la stagione delle vite.  Io stavo per reprendere il diretto di oggi e cosi' stanotte sono stato con voi altri; ma che vuoi i fatti si sono talimente cambionati; che adesso parto lunedi verso le 15 ore col piroscafo italiano da Catania, percio' martedi mattina Dio volendo arrivero' a Malta.  Arrivato a Roma ha saputo dallo zio la perdita di Artura l'indomani pure dal collegio ho avuto una tua lettera scritta da tempo.  Non occorre dirti che mi e doluto, manco dovervi vederlo!

 

Voglia Iddia conservarli loro bene in salute gli altri due.  Salutati tutti e credimi.

                                                                                 

                                                                                  Tuo affiz figlio

                                                                                  Giuseppe.

  

 

8 Novem. 1900

Almo Coll. Capran.

Roma

 

Carissima Mamma,

            Ti scrivo in breve tanto per darti mie notizie.  Ho fatto un ottimo viaggio nonstrante che il mare era un poco mosso.  Io grazia a Dio sto bene e l'aria fresca di Roma mi fa sentire anche meglio; i compagni mi hanno detto che mi son ingrassato.  Lo zio e' rimasto a Roma; da una parte credo che sia meglio cosi', perche' si sarebbe seccato a stare per lungo tempo lassu' ed avrebbe portato giu' con se D. Santo e Guido sarebbe rimasto solo troppo presto.  Oggi sono certo che Lovanio speriamo che Iddio li aiuti e faccia coraggio a Guido.  Oggi e' vacanza, percio' non mi posso incontrare con Peppi a scuola; pero' i libri o glieli prendero' io o glieli mandero' oggi.  In quanto all'ordinazione il Rettore me l'ha fissata per la prima setti, di Quaresima, percio' pel momento se non hai pensato ancora alle pubblicazioni le puoi lasciare, se hai gia' parlato alla Curia lasciali fare che per tanto credo che servano lo stesso.  Per grazia di Dio sto per incominciare il secondo anno di Teologia e gia' e' il terzo anno che sto per fare in questo Collegio.  Tanti saluti a tutti.  Dammi tue notizie.  Stai allegra perche' per grazia di Dio tutto va bene.  Preghiamo per Guido.

                                                                                  Un bacio ed un abbraccio.

 

                                                                          Tuo affezionatissimo figlio

                                                                                                Giuseppe.

 

 

11 Novem. 1900

Almo Coll. Capran.

Roma

 

Carissima Mamma,

            Questa e' la seconda lettera che ti scrivo da qui pero' ancora non ho ricevuta nessuna da te.  Voglio sperare che a quest' ora mi stai scrivendo dandomi tue buone notizie io me pure quelle dei fratelli.  Ho scritto a Guido ed ora aspetto una sua risposta; speriamo in Dio che si sia ben trovato a Lovanio; appena saprai qualche cosa da lui dimela subito, poiche' ti puoi imaginare si sono anzioso di sapere quel che ha conchuiso.  Quando vedrai gli Stilon pensa a fare le mie scuse, poche quantunque intendue far loro una visita primo andare, pure mi e' uscito dalla mente come se nulla fosse; d'altronde ben a ragione.  A momenti andremo alla Conferenza della Domenica.  Ancora non ti ho detto che quest'anno il Rettore mi ha data l'incarico di fare sagrestano e l'ufficio mio principale e' di preparare le lampade al Santissimo ed altre.  Questo lavoro lo faccio durante ricreazione e credi pure che lo faccio con sommo piacere.  La Camera distinatami e' una della piu' grandi ed e' sufficientemente ariosa avendo la finestra sulla via.  A Teuma glieli ho dati le quattro sterline ma le sue le ho dimenticate nell'armadio in Valletta percio' tuo comodo mandamele per un Money Order, che io glieli ho date delle mie.  Mi sembra che erano quattro; ma tu potrai verificare poiche' le troverai invallate in carta.  Quest'anno nel nutrimento prendo qualche cosa di extra che consiste in due uova la mattina es una paghietta di latte verso le cinque della sera che equivale presso a poco a due bicchieri.  Quando vedrai la Marchesa dille che Peppi sta in ottima salute.

            In quanto alle dimissorie del Vescovo per l'ordinazione cerca di mandarmela per la fien di Gennaio, cosiche per Natale puoi fine di Gennaio, cosiche' puoi andare alla Curia per le pubblicazioni.

            Un bacio ed un abbraccio dal

                                                                                 

                                                                                  Tuo Affezionat. figlio

                                                                                              Giuseppe.

 

 

 

18 Novem. 1900

Almo Coll. Capran.

Roma

 

Carissima Mamma,

            Stamani ho scritto gia allo zio dicendogli l'affare dalla trave di Garitellu.  Io grazia a Dio sto bene.  Ho ricevuto da Guido, mi scrisse lo stesso giorno che era entrato in Collegio; suppongo che tu ancora hai ricevuto gia' da lui; il nome del Collegio non so se l'ho capito bene, ma mi pare che sia JusteLipse.  Io gli ho gia' risposto perche' voleva che gli scrivessi e veramente in principio bisogna scrivergli un poco spesso, tutto sta per un po di tempo finche' perdera' un po di terreno.  Mi desse che il corso e' di sei anni, e che gli era impossibile non incominciare dal primo per la raagione che le materie del primo anno sono importanti; cio' nonstante io gli ho scritto di fare il suo possibile e di entrare in secondo anno, poi che mi pare che nel corso di cinque anni avra' tempo a rifarsi di quelle materie che si insegnano nel primo.  Egli mi ha detto che avrebbe un'altro progetto ma siccome ancora non me l'ha detto non posso dire niente, pero' in quest' altra lettera mi deve scrivere sul proposito.  Preghiamo per lui perche' lo metta su si una via che conduce ad un termine.  A me pare che ricominicando dal secondo anno le cose andrebbero bene.  Questa e' la terza lettera che ti scrivo; desidererei sapere dove ti conviene piu' che io ti indirizzerei le lettere forse alla Notabile.

            Sono quasi le nove e suppongo che mi stai scrivendo a qualche altro fratello.

            La lampada al Secano glielo comprata e spero che l'abbia gia ricevuta.

            Da Rosa ho ordinato pure due Redentori per Paolo ed Alfredo; sono un poco piu' piccoli del tuo.  Quando li riceveranno mi farai il favore di dirmi.  Devo scrivere tanto all'uno che all'altro.

            Tanti saluti a tutti.

                                                                                 

                                                                                  Tuo affezion. figlio

                                                                                              Giuseppe.

 

 

30 Novem. 1900

Almo Coll. Capran.

Roma.

 

Carissima Mamma,

            Ho ricevuto la tua, e grazia a Dio e alla Vergine ci e' mancato fonte di conti ma in quelli che sta in viaggio; secondo me si portera' direttamente in Inghilterra ove ottenuto il permesso potra' venire a Malta.  Se e' cosi' e' probabile che faccia il viaggio per terra in compagnia di Carm.  E cosi' lo vedro' prima di voi altri.  Sara' qui forse verso Natale, anzi se tardera' un altro poco verranno a Malta in compagnia dello zio e cosi' le nostre case si ripopoleranno daccapo - Ho bisogno della misura di quella statua del Cuor di Gesu' che sta in Cappella a San Paolo a Mare.  Percio' se andrai tu o qualche altro ricordati di mandarmela -  La lettera da Friburgo l'ho ricevuta; essa era del P. Beittier il quale diceva che da loro non c'era ancora la facolta' di medicina compelta.  Percio' non abbiamo perduto niente, giacche' Guido intende prendere questa professione.

            Le fotografie oggi le ho date a Peppu e quando le riavro' le mandero' a Pio o Guido.  In quanto al sentisti male stai attenta e se sono gli affari della divisione ovvero di cose che ti inquietano lascia stare, che non devi preguidicarti la salute per questo.  Quanto a Caruana Mauro ho parlato collo zio; egli non ha ricevuto niente da Mauro e speriamo in dio, che non riceva; ma in ogni modo e' prevenuto.  Tu intanto se ti riesce di vedere Mauro vedi come fare a calmarlo e persuadilo di rimanere.  carissima mamma tu mi insegni a far affari e trattando cogli uomini, oportet multa pertransire et tamquam surdus non audire, che se c'e' anche una amicizia secolare si cessi in un'istante.  Percio' "audi nos" - Quando ci e' qualche cosa da Mauro cerca di andare te e cerca che le cose vadano in santa pace con tutti.  Spero che quello e' stao un momento di impazienza momentanea e che tutto si e' calmato.  Intanto in proposito di questa cosa piche' in questo momento se ci lascia lui avremo fatto secondo me un passo indietro negli affar.  Preghero' perche' Iddio vi dici.  Anche e aiuti; e pazienz, non ti inquitare, che "de jure" queste sono cose di questo mondo.  Salutami tutti.

 

                                                                                  E credimi

                                                                                  Tuo affezionat. figlio

                                                                                  Giuseppe

 

            Non comprendo cosa hanno da fare le tagliacarte alla risposta di (Dahle?)  Sara' forse un tuo regalo?

            Coparami una carta geografica di Malta e mandamela per farmi fare una mediana per San Paolo a Mare.

            In quanto al Calice hai fatto benissimo prenderlo; adesso naturalmente sara' necessario fargli qualche accomodature e consagrarlo.  Fai pure accomodare il caluccio, insomma preparalo per poter imprestarlo allo zio per la festa di S. Agata.

 

 

 

16 Dic. 1900

Almo Coll Capran.

Roma

 

Carissima Mamma,

            Non ho tanto tempo da perdere, percio' ti scrivo in breve tanto per darti mie buone notizie.  Ho ricevuto le due tue ultime.  Ti ringrazio del denaro cioe' delle 5 che mi hai mandato.  I giornali pure li ho ricevuti.  Aspetto la carta geografica e spero che per le vacanze di Natale, sara' arrivata.  La misura di quella statua ti raccomando di non dimenticarti a mandarmela, poiche' si tratto di una mia promessa per la salvezza di Gino e vorrei subito adempirla.  Percio' quando andrai per la potatura delle vite non ti dimenticare.  Sul conto mio non ti inquietare affatto pero' prega per me la Vergine di Pompei e S. Agnese la mia protettroce come Capranicese.  Io la prego perche' mi faccia guarrie da questo catasso fino alla sua festa che e' il 21 Gennaio.  Io intanto giovedi passato sono stato dallo specialista e mi ha medicato, ed ora intendo continuare ad andarci.  Invece delle polverizzazioni ho cominciato a piu' di due giorni delle inalazioni di turmentina e io dorformio, le quali forse sono piu' efficaci dalle prime, cioe' dalle polverizzazioni.  Del resto sono grosso e grosso, come mi dicono gli altri, percio' non ti inquietare affatto.  Gino costeggiera' a quest'ora forse la Spagna se non traversa gia' Biscaglia.  Carmelo deve passare da qui venendo a Malta, percio, ti portera' mia buona nuova.

            Tanti saluti a tutti particolarmente alle zie e credimi

 

                                                                       Tuo affezionatissimo Figlio

                                                                                              Giuseppe

 

P.S.     Qui sta facendo un gran freddo.  Chi sa da Guido cosa ci e'.

 

 

21 Dic. 1900

Almo Coll Capran.

Roma

 

Carissima Mamma,

            Ho ricevuto ieri sera la tua lettera che aspettavo da un giorno, poiche' come al solito le tue mi pervengono il Mercoledi.  In quanto a Gino , ieri o oggi, sara' arrivato, speriamo; adesso prima di tutto appena arrivera' a Malta pensare a fare presto i voti o le promesse dove e' richiesta la sua presenza, poiche' gli altri dove egli trovera' necessario che ci sia, e pero' che li abbiate gia' fatti o li state facendo.

            Io non dico a te sola; percio; dillo agli altri pure che hanno fatto voti o promesse che siano di pensarci,del piu' presto e prima di tutto.  Quando alla mia ordinazione non ci e' ninete di nuovo poiche' ti ho gia' detto che non mi sarei ordinato per Natale.  Ancora non ho parlato col Rettore intorno al giorno preciso dell'ordinazione ma da quel che mi disse il giorno che arrevai qui sara' forse la terza domenica di Febbraio.  Prima dell'ordinazione pero' devo passare dall'esame al Vicariato, percio' prega per me perche' mi possa preparare bene, poiche' le cose si fanno l'una dopo l'altra ed il piu' che si deve pensare e' sempre a quella piu' prossima; ma la piu' prossima e' l'esame; poi ci e; il ritiro spirituale, e dopo tutto l'ordinazione.  In quanto al Vescovo, non credo che era stato il Rettore che gli ha scritto ma precisamente sono stato io, poiche' dovendogli scrivere per le Buone Feste gli faro' pure menzione delle dimissorie.

            Aspetto di ricevere qualche lettera da Guido e da Pio.  Inquanto alla compra della casa e' venuta in buontempo; poiche' adesso fra poco introiteremo.  In quanto a quel posto per Gino, ne gli(e) lo auguro, gli auguro soltanto pero' che sia fatta la volonta' di Dio, poiche' questa sara' certo pel suo bene; che e' tutto quello che gli posso desiderare.  Non so niente cosa intende fare D. Santo; forse gli scrivero'.  Ho ricevuto da Harru.  Ed ho parlato collo zio il quale deve pensarci.  Ti auguro le buone feste e credimi

                                                                      

                                                                       Tuo affezionatizzimo figlio

                                                                                              Giuseppe.

 

27 Dic 1900

Almo Colleg. Capran.

Roma

 

Carissima Mamma,

            Ho ricevuto la tua ieri, era veramente breve e diceva che probabilmente quest'altra settimana non mi avresti scritto.  Ho ricevuto da Carmel, egli dice che Gino arrivera' a Londra il 5 Gennaio, e che percio' si era impegnato in un ospedale, credo che sia in Londra.  Domenica scorsa ho preso parte nella funzione di una consagrazione episcopale, e la mia parte era di pastorale consagrante, che era il Cardinale Aloisi Masella; questa e' la seconda volta che faccio da pastorale in simili occasioni.  Lunedi poi presi pure parte nella funzione della chiusura della Porta Santa a San Giovanni, dove il delegato era il Cardinale Salvetti, Arciprete di detta Basilica.  E' una bella funzione come pure e' un bel ricordo l'aver assistito ad una cosa tanto rara.  La notte di Natale poi ci fu' in Collegio la solita lotteria nella quale quest'anno fui assai fortunato poiche' ho avuto qualche sei premi alcuni dei quali son belli; Verso le dieci contammo matutino, poi messa cantata ed altre due lette tutte dette dal Rettore e verso e due e mezzo andammo a letto e non occome dirti che poi ci siamo levati pure tardi; e fatta colazione scappammo via alla Chiesa di Monte Santo ove assistemmo alla Messa Cantata, e cosi' presso a poco e' passato il Natale.  Adesso alla fine del secolo avremo pure la Messa a mezzanotte coll'esposizione del Sacramento; e s'intende per tenerci desti il Rettore pensera' a fare qualche tombola.  Adesso della mia ordianzione.  Dunque scrivendo al Vescovo per gli auguri gli ho chiesto pure le dimissorie, e gli ho detto che avrei scritto a te; percio' quando sarai comoda portati alla Curia che naturalmente avra' gia dato il contrordine.  Dunque come mi disse il Rettore la mia ordianzioen sara' Domenica in Quadragesima, cioe' domenica di Carnevale.  Pero' cara mamma verso gli ultimi di gennaio avro' l'esame percio' prega per me, poiche' non e' piacevole differire l'ordinazione per questo.  A Santo ancora non l'ho veduto.  Ho gia comprato il Divino ed il Breviario; quest'ultimo pero' domani lo rimandero' per averlo migliore.  Comprami l'ordinario di Malta.  Aspetto la carta geografica.

 

                                                                                  Tuo affezzion. figlio

                                                                                              Giuseppe.

 

 

29 Dic. 98

A.C.C. Roma

 

Carissimo Guido,

            L'altro ieri ricevetti il telegramma di Carmelo da Siracusa e percio' mi ottenni dal Rettore il permesso di un giorno.  Passo Santi a prendermi verso le 10 ed andammo alla stazione a depositare il piccolo bagaglio che avevamo.  Dopo poi per ammazzare il tempo fino all'ora dell'arrivo di Carmelo ci portammo a Campo Verano dove Santi ebbe alcune piccole informazioni; poi visitammo il (bubbo ) e dopo la zia Carmela e quindi tornammo passo passo verso la stazione.  Il treno arrivo' mi pare precisamente al tocco e mezzo e non ci era che una sola ora di fermata; depositammo subito il bagaglio ed uscimmo dalla stazione; ci portammo ad un restaurant vicino chiamato "Rebecchino" ove bene o male ci servimmo, e subito daccapo alla stazione poiche non c'era tempo da perdere, ed infatti forse due o tre minuti dopo che entro' in vagone, il motore col suo fischio intransignete e crudele lo stappava da noi altri per condurlo pero' ad abbracciare il nostro caro (pattettinc ) il quale forse piu' di tuttilsta abbandonato e forse piu' di tutti ci mette in pernisero, ma preghiamo per lui, e son certo che Iddio ci dara' la grazia, di vederlo fatto uomo, usicir nel mondo facendo oncre alla nostra religione, ai nostri genitori, e percio' stesso a noi ed a se medesimo.  Adesso faccio come la nonna Marianna ed a proposito sproposito stasera ho perso gli occhiali, e ti scrivo appunto perche' non vedo studiare; domattina spero di andar sunito a prendermi un altro paio perche' non posso assolutamente starne senza; poveri quelli che vissero' prima che fossero' stati inventati gli occhiali.  30 Dicembre 1898.  Adesso che mi son preso gli occhiali, i.e. ho speso 4 lire, continuo a scriverti. pero osservo che quantunque ieri stavo senza. pure ho scritto diritoo piu' di te, veramente farai bene a praticarti un po' piu' a scrivere lettere, hai quattro, anzi 5 fratelli all'estero, e non farai punto male anzi farai benissimo a scrivere loro ogni settimana per turno.  La scusa di non trovar tempo a scrivere non la devi esser mai, perche, non regge che in rarissimi casi nei quali tu non mi pare che ti trovi e poi (la scusa di non rispondere le lettere con questa scusa e' una formola tanto antica, che ormai e' giunto il tempo a cambiarla.  La tua lettera non la lessi tutta che quando era a casa, e quando Carmelo non stava con me, percio' mi dispiacque non poetergli domandare il (bacva?) che mi hai mandato.  Senti da Carmelo e poi anche lessi nella tua lettera con sommo piacere la promozione di Gino.  Veramente se la meritava dopo tutto questo tempo; e mi farai il piacere di porgere le mie congratulazioni a Cola.  Mi dispiacque poi molto la notizia del Professor Ullo.  I miei comapgni hanno ben ragione di dolersi per pericolo di perderlo, poiche oltre il suo buon cuore era anche un buon professore, e specialmente quest'anno il Diritto Criminale era il suo forte.  Ma, caro mio, ieri quello, oggi questo, domani un altro.  Il-bicca e' che di li dobbiamo passare, e non e' che ...................